Fenomenologia del ‘Piano D’

Fenomenologia del ‘Piano D’

Nuovo appuntamento con la rubrica ‘Fiori di Cemento’. L’ospite di oggi è uno degli artisti più freschi e originali della scena romana. Ciao Debbit, benvenuto su Fiori di Cemento. Partiamo da ‘Piano D’, il tuo primo album ufficiale, fuori dal 25 marzo. Che disco dobbiamo attenderci? Ciao ragazzi! Dirvi cosa dovete aspettarvi mi risulta difficile, visto che credo che il bello della musica sia anche la polivalenza, le varie sfaccettature di un pezzo possono arrivare in modo differente a seconda del soggetto all’ascolto. Quindi magari il fanatico di rap percepisce delle cose che l’ascoltatore medio non riesce a percepire e/o viceversa, sicuramente è abbastanza variopinto da coprire diversi aspetti. Ho cercato di svariare il più possibile in quanto a metriche, contenuti e stati d’animo, pur tentando di mantenere un’ omogeneità sonora e di struttura dei pezzi. Rispetto ai lavori precedenti c’è sicuramente un po’ di esperienza e maturità in più vista l’età che avanza, ma la mia indole è sempre la stessa… O almeno ci si prova!

Solo due feat, con Virtus e Riky. Come mai?

Perchè è il mio disco, non una compilation! Ahahahah! A parte gli scherzi, come ho già detto in altre interviste do molta priorità a me nella musica, voglio che chi compra il mio disco non lo faccia per i nomi quanto per ascoltare me. Con questo non voglio assolutamente dire che i grandi Riky e Virtus non siano dei nomi all’altezza, altrimenti non li avrei scelti! Sono, secondo me, due artisti con un percorso simile al mio, che conosco per diversi motivi: Riky lo conosco ormai dai tempi delle prime battle di freestyle, mentre Virtus l’ho conosciuto tramite La Grande Onda. Credo di aver fatto una buona scelta, anche se spetta a voi dirmelo!

Sei ne ‘La Grande Onda’ di Piotta. Com’è lavorare con un pilastro della golden age?

Calcolando che da bambino alle cene di famiglia in Calabria mi facevano cantare i suoi vecchi tormentoni, figurati quando ho saputo solo del suo interesse come possa aver reagito. E’ sicuramente un qualcosa che mi ha fatto e mi fa tutt’ora bene, mi fa crescere su molti aspetti e mi permette di levigare degli altri che solo grazie all’esperienza sua (o di chi comunque ne ha quanta lui) posso riuscire a perfezionare. Ciò non toglie che anche a lui fa bene lavorare con questo flow sotto mano… Ahahahahah!

 

Hai partecipato a Spit, format di genere che ha dato visibilità a tanti giovani rapper. Ora qualcuno va ad Amici ed altri talent, altri a Sanremo. Cosa ne pensi di questo trend di contaminazione? 

Credo sia inevitabile vista la piega che hanno preso le cose. Io rispetto tutti, rispetto qualsiasi scelta una persona faccia nella sua vita, perchè ,appunto, è la sua vita: nessuno può sapere meglio di sé stessi cosa è o non è opportuno fare e credo che sia sbagliato sindacare a riguardo. Io ad esempio non andrei mai in un talent come Amici, ma rispetto chi ha deciso e deciderà di farlo senza alcun problema, visto che è lui a farlo, non io. Non sta obbligando me a farlo. Tuttavia, conoscendo l’Italia e soprattutto gli italiani, la mia preoccupazione è che questo afflusso di rapper in questi circuiti alla portata di tutti possa sminuire tanta roba di qualità che non viene notata.

 

Modelli di riferimento nel rap? 

Cerco di non averne. In realtà ne ho, o meglio ne ho avuti fino a quando ho capito che non bisogna averne. E l’ho capito grazie a loro! Ascoltando Eminem ad esempio, ho capito che bisognava capire matematicamente il rap, conoscerne le formule, le regole di scrittura, la disposizione sul tempo. Una volta assimilato il meccanismo, puoi praticamente fare quello che vuoi delle tue rime, quindi perchè rifarsi a qualcun altro se puoi creare dal nulla? L’originalità il primo punto. Ovviamente non è che non ascolto musica eh, ma non seguo le orme di nessuno, ognuno ha il suo percorso, il suo stile, il suo essere.

 

Oltre al rap cosa ti piace ascoltare?

 Ascolto un po’ di tutto, non faccio distinzioni per generi. Se vado in fissa con qualcosa, qualsiasi esso sia, lo ascolto. Dalle sigle dei cartoni animati anni ’80 -’90 alle perle dei Guns n Roses, dall’elettronica agli stornelli romani, dalla tranquillità di Snoop Dogg alla pazzia di Eminem. Cerco di condire con più ingredienti possibile il mio minestrone, senza esagerare con nessuno di essi. 

 

Il cd sarà presto fuori e lo aspettiamo. Stai già pensando a qualche altro progetto? Puoi anticiparci qualcosa? Si, come ogni rapper credo faccia, non riesco a stare fermo. Voglio dare più frequenza alle mie uscite visti i ritmi del mercato e del web, non cadendo nello scontato e nel già visto. Ho in cantiere vari progetti, musicali e non. Ma fatemi prima uscire ‘sto benedetto disco e fatemelo suonare live, poi parliamo di tutto il resto 😀

 

Ringraziamo Debbit e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per ‘Piano D’ e tutti i progetti futuri.

Vi ringrazio io per lo spazio concessomi e per gli auguri, ricambio! DAJE! :Debbit

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