Da Napoli a Boston – Oyoshe

Da Napoli a Boston – Oyoshe

Partiamo dall’ultimo lavoro, ‘Waza Best Rap’, fuori dal 19 febbraio. Parlaci un po’ del mixtape.

”Waza Best Rap” è una raccolta di quella che è la mia musica più schietta e sincera, in un lavoro senza troppi vincoli discografici, calcolando che i miei recenti lavori sono quasi tutti album ufficiali, da ‘Bring da Noise 2’ del 2011 a ‘Stand Up’ ristampato nel 2015. E’ un lavoro fatto di brani che  tracciano vari punti di una specie di mappa sonora che parte dal brano più fresco e new style per il nostro genere, come ”Tutto Pronto” prodotta da Ice One, al brano classico boombap, come i pioneri dai loro vinili mi hanno insegnato, a varie tappe sonore personali che mi piace sempre intraprendere, come il soul, i beats madlibiani , l’hardcore hip hop e questa volta anche i brani dove mi metto alla prova su strumentali edite come si faceva da piccoli sulle cassettine.  Che sia uscito anche online sul sito www.oyoshe.com è per rispettare il percorso fatto fino ad oggi tra un disco ufficiale e l’altro. Mi piace sapere che ogni volta che metto mano a un nuovo lavoro, è anche una nuova esperienza da affrontare che segnerà una nuova crescita. Tra ogni album ufficiale e l’altro ho sempre cacciato un mixtape, e questa volta la chicca nuova era che sarebbe stato motivo di inaugurazione del sito, e anche motivo per spronare chi ancora non ha mai sentito nulla di mio a dedicarmi un semplice click, e ovviamente un ringraziamento per chi già mi aveva assicurato quel click oltre l’acquisto dei miei album nei negozi in passato.

 

 

Collaborazioni. Spiccano Rak, Fuossera, Lord Madness e Ice One. Che criteri hai seguito per le collaborazioni?

Sono frutto di tante esperienze vere. E’ dal mio primo album con artisti americani, contattati tutti a distanza, che cerco di avere quanto più possibile un contatto spontaneo e un esigenza vera nel collaborare. Quando cresci, soprattutto umanamente prima che artisticamente, pretendi dalla stessa vita artistica un risvolto personale, almeno per me è così. Non sono uno che va appresso all’artista di turno a tutti i costi, o che contatta qualcuno per un pezzo insieme. Deve esserci feeling sia artisticamente che umanamente e soprattutto reciproca voglia di fare, perchè la musica la vivo innanzitutto nel pratico, non solo nell’immaginario.  Tutte le collaborazioni sono nate con persone con le quali ho rapporti di spontanea armonia, ed è molto importante per la riuscita di un lavoro insieme. Le collaborazioni le vedo come quadri. Mi piace dipingere a modo mio sulle mie basi, e spesso, per tracce come ”Danza Della Pioggia” ,ad esempio, già m’immagino chi dovrebbe starci sopra e chi mi piacerebbe sentirci. In quel caso espongo la mia idea a chi di dovere sperando che ci sia interesse e tempo da dedicare, altrimenti non fa niente, vado avanti senza recare disturbo a nessuno e produco la mia traccia.

Inoltre sei impegnato in alcuni progetti internazionali, ad aprile vedrà luce ‘Boston 2 Naples’. Di cosa si tratta?

Ad aprile sarà fuori ”Boston 2 Naples”, ovvero il mio secondo album internazionale come beatmaker, con i 2 rapper di Boston Gdot & Born, 2 protetti della family del leggendario Edo G, e nell’album ci saranno le partecipazioni di artisti del calibro di Akrobatik, Reks, e lo stesso Edo G.

Hai aperto il concerto di Snoop Dogg a Napoli. Che esperienza è stata?

Mi sono divertito, ho fatto freestyle con Moreno, chi c’era si ricorda. Snoop Dogg ha arrevotato, anche se l’organizzazione ha peccato di qualche sbavatura. In una grande metropoli come Napoli poi  l’impatto che c’è nei confronti dei concerti di grandi personaggi come Snoop è più mediatico che culturale, ovvero la gente va più appresso al nome che all’affetto nei confronti della sua musica. Ricordo quando si organizzò il dj set di Snoop nello stesso locale dove è stato fatto il concerto, parte dell’utenza credeva fosse il live, quindi la cosa ha generato anche dissenso generale. Ma è comunque bello vedere una città in fermeto per un personaggio che sicuramente ha fatto la storia di un genere a livello internazionale.

A Napoli, poi, sei impegnato anche nelle scuole. Com’è Oyoshe in versione maestro?

Sono felice dell’influenza che ho sulle future generazioni. A scuola quando i professori mi affidano situazioni che non riescono a gestire, mi fa sentire responsabile di un qualcosa che forse può dare un messaggio positivo e soprattutto giusto. Giusto perchè si incastra bene con le emozioni di certi ragazzi che crescendo in determinati contesti, si approcciano ai più grandi in modo immediato e senza impaccio. Sono felice quando loro si riconoscono in quello che faccio. Io cerco di far sì che possano canalizzare anche loro tutte quelle energie in qualcosa di espressivo e formativo come l’arte del rap.

Sei grande amico di Clementino. Cosa ne pensi della sua recente partecipazione a Sanremo e, in generale, come giudichi l’avvicinamento della cultura rap a questo tipo di spettacoli?

Quando ho visto Clementino nello schermo della tv cantare ”Don Raffaè” la mia prima reazione è stata un sorriso di felicità nel vedere una persona che da anni fa un percorso e non si ferma mai, salendo sempre più su. In quel momento ho scattato quasi una fotografia mentale per quanto ero felice di quell’immagine e mi son detto ”quante ce ne farai vedere ancora clemè?”. E’ inarrestabile lui, e ha sempre il volto di un bambino felice, grazie all’hip hop, o semplicemente all’arte del rap, che può “benissimamente” avere la considerazione di un pubblico di mobili d’antiquariato che da anni prende la polvere sullo stesso posto e non guarda più avanti di dove staziona, sotto molti aspetti, non solo musicali, quindi sono felice dell’intromissione del rap nella nostro “sistema culturale’’.

 

Nel 2014 ‘Stand up’, l’anno successivo la deluxe edition dello stesso album e ora ‘Waza’. Stai già lavorando a qualcos’altro o per adesso ti godi un po’ di meritato riposo.

Che riposo a fare, chi si ferma è perduto. Ne avremo di tempo per riposare. Comunque sia per ora si devono scaricare ”Waza Best Rap” da www.oyoshe.com. Poi ovviamente seguire la pagina Facebook, perchè sono coinvolto in un sacco di progetti che alimentano sempre di più la mia voglia di crescere e sperimentare. C’è il disco con Dope One che decolla, Il Nucleo con Speaker Cenzou, Uncino e Pepp Oh che ha pronto penna e calamaio per scrivere la storia.

Salutiamo Oyoshe e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per tutti i progetti futuri.

Campi.  Wazy!!!!!!

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