“Un Bacio”, la nuova poetica di Nayt

“Un Bacio”, la nuova poetica di Nayt

Fuori “Un Bacio”Rieccoci su “Fiori di Cemento”. Abbiamo oggi il piacere di scambiare due chiacchiere con uno dei migliori rapper della scena romana.

Ciao Nayt, benvenuto su Fiori di Cemento. Martedì 12 gennaio usciva “Un Bacio”, il tuo secondo album ufficiale. Tu stesso lo hai definito il tuo lavoro più importante e qualcosa di completamente diverso rispetto a quanto fatto finora. Parlacene un po’.

“Un Bacio” è un disco che ho cominciato a progettare già nel 2013 ma che ha visto il suo concreto sviluppo solo nell’estate del 2015 (anche se alcuni brani li ho registrati anni fa, ma nessuno se ne è accorto). E’ sicuramente un disco d’amore, ma a differenza di quel che si può recepire inizialmente, non l’ho scritto per una ragazza. Il mio intento era quello di comunicare emozioni positive, quale l’amore in primis, contestualizzandole in una situazione, così da arrivare con più immediatezza, più senso e maggiore intensità. Sinceramente non penso che qualcuno si sia reso realmente conto di cosa ho fatto con questo disco, e lo capisco, è tutt’altro che semplice.

Cos’ è cambiato rispetto agli anni passati?

Beh tutto, sono cresciuto molto e adesso ho più esperienza e sicuramente più consapevolezza, sono padrone di me stesso e curo ogni singolo dettaglio di quello che tutti vedono. Dai testi alle produzioni, dal mix e master del disco fino alle grafiche, ai video, le idee di promozione etc.. io sono sempre presente e cosciente di quel che faccio.

L’amore, nel suo significato complessivo, è un concetto chiave del disco. Perché sentivi il bisogno di parlarne?

Esatto, come ti ho detto anche prima l’amore è il concetto chiave di tutto. La verità è che crescendo ho incontrato problemi, brutte situazioni e brutte persone; ho visto cose orribili, come molti di noi anche grazie al web mi sono potuto informare su molti accadimenti e ho visto un pianeta marcio, apparentemente irrecuperabile. Ma ho anche constatato a mie spese che nonostante tutto il male esistente, le lacrime, la rabbia.. una persona sarà sempre in grado di amare, nonostante tutto. Io volevo dirlo agli altri, volevo dire che si può migliorare e che io voglio farlo.

E’ una scelta rischiosa, se si pensa ai canoni della scena. Non hai paura di venire bollato con facili etichette?

Non nego che questo percorso mi spaventi da un certo punto di vista ma è anche vero che se dovessi agire in base alla paura non potrei neanche banalmente chiamarla vita, non credi?

Due pezzi, “Spettri” e “Sei qui”, sono già fuori con i rispettivi video. Il brano dell’album cui ti senti più legato?

Ti dirò, tutti i brani hanno un vero e proprio pezzo di me, non sento un legame più forte di un altro, anzi sono tutti molto diversi tra loro.

Nessun feat sull’album. Perché?

Penso che sentendo il disco uno riesca a rendersene conto da solo, ma non escludo featuring in futuro.. magari in una Deluxe Edition..

Una considerazione personale. Quando anni fa ascoltai “No Story” rimasi impressionato dalle capacità tecniche di un ragazzo di appena 16 anni. Non sarebbe stato più conveniente, per te, puntare tutto su flow e punchlines?

Sicuramente si, per come andavano le cose sarebbe stato più semplice acquisire visibilità. Ma quello che in realtà cerco di spiegare tutt’oggi è che non agisco in base ad una qualsiasi ricerca di visibilità. Io voglio essere riconosciuto, questo senza dubbio, ma per l’artista che sono e che voglio essere. Non sono io a dovermi adattare, devo piacere per come sono perché devo star bene con me stesso prima di poter comunicare agli altri.

Da “No Story” ad oggi una cosa non è cambiata. 3D è sempre lì, al tuo fianco.

Mah da dire c’è tutto e niente. E pensare che lo conobbi perché andai a registrare una traccia al Bunker Studio, ero un ragazzino di 15 anni qualunque, fa strano.. Ora io e Tredda abbiamo una grande amicizia a legarci e in campo lavorativo si sa come vanno le cose.

Possiamo definire “Un Bacio” come la tua nuova poetica. E’ questa la strada che vuoi percorrere o in futuro dobbiamo aspettarci altre virate?

Non ne ho la minima idea, posso dirti che non rimarrò mai uguale. Ho già scritto delle canzoni nuove e anche quelle hanno qualcosa di diverso rispetto a “Un Bacio” ma non so, chi può dirlo.

Ringraziamo Nayt e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per il disco e i progetti futuri.

Matteo Muoio

15 gennaio 2016

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