Esa si racconta a 2duerighe

Esa si racconta a 2duerighe

esa2Sul pezzo da oltre vent’anni, ha fatto la storia dell’hip hop nostrano militando in gruppi come Otierre e Gente Guasta e mettendo su o partecipando a progetti di assoluto valore artistico, oltre ovviamente ad un florido percorso da solista segnato dalla ricerca e dalla sperimentazione. Diamo il benvenuto su Fiori di Cemento ad Esa aka El Prez.
Ciao Francesco, partiamo subito a bomba. Otierre, Gente Guasta, La Connessione, progetto assolutamente innovativo per l’epoca – 1998- e ad oggi ancora inedito. Era la golden age: cosa significava fare rap in quegli anni e cosa vi spingeva?

Ciao ragazzi intanto un saluto a tutti quanti voi di fiori di cemento. Negli anni 90 abbiamo fatto tanti progetti tre quali anche una internazionale con dei gruppi del Belgio e della Germania e la partecipazione anche di artisti internazionali su i nostri progetti che stampavamo in Italia, nonché abbiamo partecipato alla realizzazione dei dischi dei nostri soci all’estero.
Penso che quello che abbiamo fatto noi nell’epoca prima delle e-mail sia qualcosa di stupendo, ed è stato di ispirazione sicuro per tutti gli artisti che dall’Italia oggi collaborano con l’estero, bisogna unire le culture.
Aprirsi aiuta tutti quanti a crescere, invece di rimanere atrofizzati nei nostri sempre meno felici paesini italiani.

Spostiamoci sul tuo percorso da solista. Qualche anno dopo Tutti gli Uomini del Presidente haiiniziato a pubblicare una grande quantità di materiale, quasi senza una programmazione ben precisa. Un mood decisamente underground, proprio negli anni in cui il movimento iniziava ad orientarsi altrove. Il pubblico ha sempre apprezzato molto, ma cosa ti ha spinto verso questo tipo di scelte artistiche?

La mia esperienza si chiama Captain Futuro. Ho creato negli ultimi 10 anni più di 300 produzioni musicali sia da solo che in compagnia di altri giovani artisti che hanno voglia di sperimentare. Tutta la mia ricerca e in vendita digitale, quindi consiglio di andare su questo sito e comprare le musiche che sono fantastiche, e non hanno assolutamente che fare con il mercato ufficiale.
Mi sono concentrato sull’avanguardia musicale hiphop in particolare sul suono della nuova ondata post Dilla.
Mi hanno dato del matto, per almeno cinque anni adesso a distanza di quasi un decennio, mi ha chiesto scusa un sacco di gente, perché ha capito che le cose più innovative e sperimentali, in particolare quelle legate all’utilizzo dei campionamenti, praticamente le ho fatte io e tutti i miei allievi e gli appartenenti all’avanguardia hiphop, che ho ispirato io.

Non può mancare una domanda sui Siamesi Brothers, in generale sul rapporto con tuo fratello Tormento. Stili diversi, personalità forti. Come era lavorare insieme e, per tornare indietro, che fattore ha giocato la tua presenza nel suo percorso artistico?

Io sono il primo fan di Tormento. Sono contento di aver fatto un sacco di musica assieme a mio fratello, e di essere stato convocato per partecipare al progetto rap in memoria di Lucio Dalla, dove abbiamo potuto fare la cover hip-hop di Nuvolari.
Adesso stiamo lavorando a un nuovo progetto, ma non possiamo ancora svelare niente, tranne che non sarà un disco di rap… Sentiamoci più avanti così vi raccontiamo tutto.

Negli anni hai fatto una miriade di feat. Quali sono le collaborazioni a cui sei più legato?

Sicuramente la canzone ‘La famiglia’ che ho realizzato con Fritz da Cat agli inizi della sua carriera… Davvero potente, è ancora considerata uno dei pezzi più importanti degli anni 90.

Devi sceglierne uno inedito, un artista con cui non hai mai collaborato. Chi prendi?

L’artista più potente che c’è in giro adesso dei giovani è un ragazzo che si chiama William Pascal, col quale ho fatto uscire appena adesso il mio ultimo video intitolato “Pow pow pow” tratto dal mio ultimo album: Pedigree, che trovate su iTunes, regalatevelo per Natale!

Cosa ne pensi della scena odierna?

La scena odierna è fantastica eppure essendo stato sempre molto critico verso il mercato ufficiale, devo dire che non sopporto tanti artisti ancora alla ricerca del successo che criticano chi è arrivato solo per invidia.
Questi artisti nuovi che vendono sono sicuramente gente di talento e che lavora duro, solo una cosa secondo me: potrebbero usare un po’ meno marketing e curare un po’ di più l’allestimento degli spettacoli dal vivo.
Non tutti quelli che sono forti nei video purtroppo sono altrettanto forti anche dal vivo, dovrebbero chiamare me e mio fratello come allenatori per allestire degli spettacoli un po’ più tosti… Speriamo che ci arrivino…

Che strada ha preso il rap nostrano e quali sono i possibili sviluppi?

Per il momento c’è un grosso interessamento da parte di tutti quanti i media sul fenomeno, e c’è spazio per l’hip-hop, nel mercato istituzionale, c’è anche un fortissimo fermento a livello sotterraneo e sperimentale. Inoltre la scena del hip hop classico spinge sempre e si ė molto radicata in tutta quanta la nazione.
Unica pecca, molto spesso locali, festival e tutte le varie iniziative spettacoli pubblici si rivolgono agli artisti senza una reale conoscenza, solamente perché il fenomeno è molto di moda e quindi non sempre si riesce a lavorare molto bene, perché la gente è abituata a creare tanto a livello di immagine e comunicazione, ma spesso non ha la pazienza e la preparazione per riuscire a comunicare la sostanza che c’è dietro tutto questo movimento creativo.
Quindi volevo concludere con un invito a tutte le persone che si trovano a lavorare con questo movimento, a studiarlo, informarsi, perché ormai l’Hip Hop ha oltre quarant’anni di vita, e in Italia da quasi trent’anni non ha mai smesso di produrre e di emozionare gli appassionati.
Un saluto a tutti quanti voi e grazie per l’attenzione, cercatemi sui social e teniamoci in contatto!
Comprate la mia musica, se vi piace, perché è il modo migliore per sostenere e incentivare il Funky Presidente!

Grazie Presidente per l’intervista.
Grandi ragazzi, spargete il verbo e continuate così! Bella!

Matteo Muoio

17 dicembre 2015

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