Coupe de Grace, la nostra recensione

Coupe de Grace, la nostra recensione

maxresdefaultUna settimana fa usciva, a sorpresa, ‘Coupe de Grace’, sesto lavoro da solista di Kaos One. Quattro anni dopo ‘ Post Scripta’ il Dottor K torna più in forma che mai, con un lavoro fatto per essere corpo estraneo alla monotona e monotematica discografia rap nostrana. Partiamo da un presupposto: ‘Coupe de Grace’ è  l’album del 45enne Marco Fiorito, l’album dell’artista Kaos con 30 anni di attività alle spalle. E lo è pienamente. ‘Coupe de Grace’ non è un disco autoreferenziale, riferimenti al rap non ce ne sono: Kaos fa la sua musica, della scena che ha abbandonato da quasi un decennio non gli interessa. E’ un disco di pura riflessione: Kaos parte da se stesso, dalla sua condizione, per arrivare a ragionare su quella umana in generale. ‘Coupe de Grace’ scorre come un flusso di coscienza strutturato in 9 tracce, parte cupo e così finisce: spiragli di luce non ce ne sono, l’unico pezzo che smorza per un attimo i toni è ‘Drakaris’, col feat di Danno, tributo al Trono di Spade. Parliamo di un prodotto di assoluto valore, quasi paradossalmente non pensato, però, per piacere. Ogni pezzo va ascoltato e riascoltato, capito; non fai in tempo a coglierne la bellezza e il solito strapotere tecnico dell’artista che già t’ha lasciato l’amaro in bocca. ‘Pandora’ è probabilmente il miglior brano del disco, come pure il più struggente : “… che non ho imparato niente e sono diventato quello che ho sempre odiato da adolescente, uno che tanto ormai si sente arrivato ma che fondamentalmente si è soltanto fermato”. Kaos apre il vaso e lascia uscire tutti i suoi demoni, nessun riserbo, nessuna vergogna. Una lotta contro se stesso evidenziata pure in ‘1971’. ‘Prestigio’ fa registrare invece un incipit soft con il campionamento di ‘Sensazioni’ dei New Trolls, poi il Dottor K inasprisce nuovamente i toni con 32 barre da urlo. ‘Canale 0 pt.2’, ancora con Danno, è il solito, splendido, esercizio di stile dei due maestri dell’old school. Dopo un attento ascolto la sensazione è che quest’album suoni veramente come un colpo di grazia, prezioso e letale come la pallottola d’argento scelta per la copertina.

VOTO: 8/10

Matteo Muoio

24 novembre 2015

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