Il maestro dello Scratch: Dj Myke

Il maestro dello Scratch: Dj Myke

mykeCiao Myke, tralasciando la modestia, sei considerato uno dei più bravi (se non addirittura il migliore), interprete dello scratch in Italia. Come è nata questa passione?

Sono assolutamente lusingato di questa investitura, è una cosa non forzata un flusso senza mai fine che oramai dura da piu di 20 anni. Tutto è nato tutto da un amico di mio padre che da piccolo mi faceva giocare con dei giradischi ed il fatto che quando, adolescente, mi costringevano ad andare in discoteca e mi sentivo impacciato totale a ballare la figura del dj dietro la consolle mi dava come una sorta di protezione da tutta quella gente.

Tra il 2000 e il 2003 hai partecipato a tantissime competizioni con ottimi risultati sia da solista sia con i Men in Skratch, la soddisfazione più grande legata a quel periodo?

Il djing e’ la prima disciplina delle 4 che compongono l’hiphop nato negli Stati Uniti. Portare una cultura nata altrui al proprio livello ed esporsi al mondo, gia’ questa per me è una soddisfazione che mi portero’ fino alla tomba. Per me il turntablism è il necessario che non può mancare nella mia quotidianità, non ne ho mai fatto una questione di introiti. Ho sempre voluto fortemente essere un dj a costo di fare mille lavori per poter appunto esprimermi come meglio credo.

Rimanendo in tema, nel 1998 con Dj Aladyn, Dy Yaner e Dj Franky B formate Men in Skratch come è nata questa formazione?

La formazione originale è nata nel 1997 da me, dj Aladyn e dj Thief di Verona, poco dopo è entrato dj Yaner con il quale in trio siamo entrati subito nel mondo delle competizioni ufficiali.

2000 Itf 2 place Meninskratch

2000 Dmc 1 place Meninskratch

2001 Dmc 1 place Meninskratch

2001 Dmc 1 place Dj Myke

2002 Dmc 1 place Meninskratch

2002 Dmc 1 place Dj Myke

2003 Itf Eastern World Championship 2 place Meninskratch

Sul tuo curriculum ci sono nomi di altissimo livello tra le collaborazioni, per citarne due a caso: Nigel Godrich (Radiohead) e The Prodigy, un aneddoto legato a queste due esperienze?

Nel 2005 insieme a Gabriele Tardiolo in arte Svedonio ed Emenuele Ranieri in arte Lillo abbiamo fondato The Reverse, un connubio tra dj e musicisti, lì abbiamo conosciuto un produttore inglese, Jon Sexton (Copasetik rec/Terranova, Triky, Finley Quaye, Leeroy Thornhill from Prodygy, Planet Asia, Rasco etc) Jon ci ha offerto un contratto discografico e ci ha portato a Londra, li ho avuto la possibilità di confrontarmi con personaggi di primissimo calibro che mi hanno assolutamente arricchito il mio modo di fare musica. Sono scaturite collaborazioni,la partecipazioni alle tourne dei Prodigy e dei Mattafix e la presenza sul cartellone ufficiale di Umbria Jazz (festival internazionale), cosa che prima non era mai toccata a nessun dj.

Parliamo di musica in Italia, hai avuto modo di lavorare anche all’estero quindi di relazionarti con altri mercati e situazioni, differenze e lati positivi e negativi tra  il nostro mercato e quello estero.

Il mio discorso risulterebbe assolutamente demagocigo come di solito si sente sempre in giro, i soliti paragoni con l’Italia che e’ una merda etc etc…..ma ti dirò di più vorrei dire che fino a che rimaniamo nel nostro paese è assolutamente inutile lamentarsi di come vanno le cose perchè il più delle volte siamo noi stessi a far andare così le cose. L’unica cosa che si può dire e che ognuno nel suo artisticamente o meglio creativamente si dovrebbe sentire in pace con se stesso. In Italia abbiamo altri problemi e dobbiamo concentraci ognuno di noi su quelli di conseguenza miglioreremo tutti gli aspetti che ne conseguono. Siamo addirittura all’imbarbarimento della realtà per renderla più appetibile ad un pubblico oramai annoiato da tutto. Sembra la trama di un film apocalittico.

Spostiamoci sul rap: con Rancore siete ormai una coppia più che consolidata, com’è nata questa collaborazione e cosa bolle in pentola per il futuro?

La collaborazione è nata sul mio disco Hocus Pocus, nel brano lo Spazzacamino. A farci conoscere è stato 3D, mi diceva sempre: secondo me le tue basi con il suo rap possono far parlare, c’ha visto bene diciamo che ci siamo espressi i varie forme. Da pochissimo è uscito il teaser del nostro nuovo lavoro: s.u.s.h.i.n.e.

Puoi scegliere di collaborare con un artista a piacere, chi sceglieresti?

Mi piacerebbe collaborare con un mastro del videoclip, se dovessi sparare direi la Sig.ra Sigismondi o il Sig. Gondrie.

E se dovessi scegliere un rapper?

Il rapper col quale vorrei collaborare…già ci collaboro.

Un live fatto a cui sei particolarmente legato?

Di live ce ne sono veramente molti ma forse quello dove ho avuto la sudorazione azzerata le mani fredde e il panico totale è statoo il mio primo, quando finalmente dopo gare, mixtape, feat, finalmente mi hanno chiamato ad esibirmi in un locale vero con delle persone che pagavano un biglietto anche perchè c’ero io, quella non me la dimentico.

Ti ringraziamo per l’intervista e ti aspettiamo a Roma.

Grazie a te…Roma Capoccia.

Lorenzo Bruno

23 giugno 2015

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