Collezionismo, Vibe Session e tanta musica: Dj Fede

Collezionismo, Vibe Session e tanta musica: Dj Fede

fedeCiao Fede, averti sulla nostra rubrica è un onore, lavori con la musica da oltre venticinque anni ormai, sei praticamente un veterano quindi ti facciamo da subito i complimenti. Ne avrai sicuramente tanti ma se dovessi scegliere il più bel ricordo legato al tuo lavoro cosa risponderesti?

Ciao, grazie a voi. Trovare un momento non è facile, potrei dire la prima volta che ho messo un disco in discoteca, però sarebbe banale. Forse la risposta giusta è periodo, non un momento, quello tra il 2000 e il 2006 quando ho gestito uno storico locale di Torino, il The Frog, nella mia serata del sabato in quegli anni ho ospitato tutti Marra, Gué, Esa, Tormento, Fabri Fibra, Vacca e tutti gli altri “nomi” che hanno fatto la differenza in quel momento di rinascita per il rap italiano. Tutti i sabato un ospite, tutte le sere una festa.

Sappiamo che sei un collezionista doc di dischi: jazz, funk e soul. A quanti dischi è arrivata la tua collezione e a quale disco sei legato in particolar modo.

Sono arrivato ad avere una collezione di circa 27mila dischi, poi quando ho comprato casa ne ho venduti quasi 20mila, ho tenuto veramente l’essenziale.

Sono sicuramente “tradizionalista” ma Marvin Gaye con “What’s going on” e Gil Scott Heron con “Winter in America”, sono ancora i miei due dischi preferiti. Se parliamo di dischi più “contemporanei” forse quelli che preferisco sono “Blackmagic” di Jose James e “Good things” di Aloe Blacc. Aneddoti ne avrei veramente, sicuramente quelli comprati nei miei viaggi a Londra e a NY hanno tutti un sapore diverso. Un giorno, durante un mio soggiorno nella grande mela, comprai un disco di Pucho and His Latin Soul Brothers, dal titolo “Super Freak!. La sera stessa incontrai al Dizzy CocaCola l’artista, avevo ancora dietro il disco, me lo feci autografare, fu una bella soddisfazione accompagnata da una bella botta di culo.

Nel 1997 lanci il progetto “Vibe Session”, format legato alla musica hip hop, adesso organizzare serate è molto più semplice, cosa ti ha spinto ad ideare Vibe Session e quali difficoltà hai incontrato inizialmente?

Il nome non ricordo come nacque, sicuramente 18 anni di serate continuative senza mai fermarsi e 5 compilation con questo marchio sono una grande soddisfazione e un ottimo risultato lavorativo. Le difficoltà sono state poche, ho avuto la pazienza necessaria perché il progetto maturasse. Tutto è nato in un piccolo locale, poi sono passato nei discobar e quando è stato il momento mi sono spostato nei club. Le compilation sono venute di conseguenza e mi hanno dato grandi soddisfazioni di vendita soprattutto le prima 3, le ultime due sono uscite quando il marcato discografico stava già collassando.

Progetti in cantiere?

Sto lavorando du Funk & Dub, un mio album di remix legato ai miei progetti funk e rocksteady, all’interno ci saranno nomi molto importanti della scena italiana. Sto iniziando a lavorare anche ad un nuovo album hip hop, e sicuramente selezionerò altre compilation funk e rap.

Classe 74 inizi a lavorare con la musica nell’89 ma come e quando nasce questa passione?

Mio padre in quegli anni era un editore radiofonico, quindi fin dal bambino passavo molto tempo in radio, questo ha canalizzato positivamente la mia passione, da li in poi è storia.

Parliamo di rap: uno dei producer più interessanti della scena secondo Dj Fede?

Faccio fatica a rispondere, forse Don Joe è quello che più di tutti riesce a coniugare ciò che è stato e ciò che è il rap, guardando sempre avanti ma senza dimenticarsi da dove arriva questa musica.

Spaziando su tutto l’emisfero musicale, con chi ti piacerebbe lavorare?

Bruno Mars, sicuramente. In Italia Jovanotti.

Ultima domanda prima dei saluti, l’esperienza con “La Suite Records”.

La Suite Records nasce da un’idea di Filippo “Rula” Brucoli che scelse me per concretizzarla, è stata un’ottima esperienza, abbiamo prodotto dei gran dischi e fatto scelte difficili. Le etichette discografiche, tranne in casi rarissimi, sono dei mangia soldi; rimangono, esperienza, buoni ricordi e la soddisfazione di poter dire “quel disco l’ho prodotto io”.

Ti ringraziamo per l’intervista e speriamo di vederti presto a Roma.

Grazie a voi, a presto!

Lorenzo Bruno

9 giugno 2015

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