Rancore: rap, silenzio, parola

Rancore: rap, silenzio, parola

rancore fotoCiao Rancore e benvenuto a Fiori Di Cemento, non perdiamo tempo e partiamo subito con la prima domanda: a breve uscirai con un singolo in collaborazione con Dj Myke, puoi darci qualche anticipazione?

Cosa c’è dopo il limite del Silenzio? E’ molto difficile rispondere a questa domanda. Tutto quello che ci e’ successo lo abbiamo vissuto con la massima intensità e questi sono stati anni al limite dell’assurdo. Dopo Silenzio non abbiamo più’ fiatato.

Rancore & Dj Myke hanno scritto S.U.N.S.H.I.N.E. e mentre l’hanno scritta hanno vissuto S.U.N.S.H.I.N.E., perché fare musica è un azione che svolgi questo di mondo, anche se a volte proprio questo mondo suggerisce altre convinzioni.

L’unica anticipazione che ha senso dare è leggermente in codice:

S.U.N.S.H.I.N.E. non è una canzone,  è una serie di scelte.

Dopo il limite del Silenzio non c’è nulla, se non la scelta di romperlo.

Rimaniamo su Dj Myke, ormai è un bel pò che lavorate assieme, come è nata questa solida collaborazione e cosa ti ha colpito di lui?

Per alcuni siamo il duo più’ strano (ma vero) della storia del rap italiano, per altri non esistiamo ovviamente. Nei nostri 3 dischi ‘’ACUSTICO-ELETTRICO’’ e ‘’SILENZIO’’ effettivamente non ci siamo risparmiati ed abbiamo tirato fuori noi stessi senza minimamente badare a tante convinzioni.

La cosa più bella dei nostri progetti e proprio quella che per molti è il difetto, è stato difficile da parte di alcune persone -riassumerli-. Questo mi fa’ molto piacere perché’ significa che non siamo in un recipiente, non siamo in una categoria o in un genere, i nostri volti si vedono ma nessuno se li fila perché’ non c’e’ tempo, troppe cose da ascoltate. Questo e’ bello ed e’ cosa buona.

La nostra collaborazione è nata con ‘’Lo Spazzacamino’’ nell’album di Dj Myke, ‘’Hocus Pocus’’, da quel momento abbiamo fatto una serie di scelte che ci hanno condotto fin qui, costruendo alchimia musicale.

Torniamo al rap, non esci con un disco da tre anni se non erro, nel mentre hai continuato a lavorare con tantissime collaborazioni ma i tuoi fan sono in attesa di un tuo disco ufficiale ci dai qualche news in anteprima?

Il singolo di Rancore&DjMyke in uscita a breve sono sicuro sarà sicuramente una notevole anticipazione…ne sono certo.

Sappiamo che stai facendo un “tour” delle scuole, o meglio dei licei, dove porti la tua musica e spieghi i tuoi testi, una sorta di confronto con i tuoi fan tra rap e filosofia della parola. Raccontaci bene com’è nata questa iniziativa, come si è sviluppata, qual è l’obiettivo principale.

Nell’ultimo periodo ho iniziato a girare nelle scuole in tutta Italia, ovviamente dove sono riuscito. Negli ultimi anni ho vissuto a stretto contatto con un mezzo espressivo come il rap, cercando di utilizzare la parola, di studiare la parola, di entrare nella parola al punto da scomporre la realtà nel vero senso della ‘’parola’’. Il rap ormai è la cosa più ascoltata nelle scuole ed entra a casa di tutti gli italiani. Io, quando iniziai i primi concerti li feci nelle scuole, sento ancora l’aria che si respirava in un’Italia che di Rap non sapeva nulla.

Quello che voglio portare nelle scuole non è ne un opinione ne un concerto, e non si lega ad un qualcosa nato casualmente. Tutto è nato da un professore di Milano che mi ha chiesto di intervenire durante la sua lezione di italiano, e di tenere la classe due ore. Ho accettato senza sapere neanche bene cosa fare. Le due ore passate a parlare in classe pero’ mi hanno stupito.

Ho parlato, cantato, e cercato di trasmettere con entrambi i mezzi, legati insieme con naturalezza, come ogni cosa può’ essere detta con il rap. Il rap e’ un ponte tra il mondo interno, a noi oscurato e negato, e quello esterno da noi tanto amato e conosciuto. Ma questa natura intrinseca in ogni mezzo espressivo si perde ogni qual volta il mezzo stesso perde energia soffocato da false convinzioni dettate dal commercio.

Non serve a nulla e non è cambiatao nulla magari, ma se ho la possibilità’ di portare un altro punto di vista su questo famoso Rap, e lo posso fare nelle scuole finche’ mi fanno entrare, perche’ risparmiarsi e non farlo?

Questa concetto che sembrerà’ per alcuni inutilmente complicato e per altri forse addirittura scontato, e per altri ancora semplicemente giusto, è quello che ho portato nelle scuole finora, in tutta Italia. Chissà quanto durerà e quanto manca al primo che lo farà e dirà di assere stato il primo a farlo….ahahah.

Tralsciando gli scherzi, una cosa giusta, se fatta bene, è sempre giusta, indipendententemte da chi la faccia.

Spero che pian piano le persone capiscano che quello che porto nelle scuole è sincero, ed è solo un piccolo tentativo di trasmettere un altro punto di vista su un enorme arma espressiva che abbiamo in mano.

Un aneddoto divertente legato a questi tuoi interventi/lezioni nelle scuole?

Un aneddoto interessante e’ che le ultime due scuole (ovviamente in citta’ differenti) in  cui sono intervenuto, in questo caso in assemblea di istituto, portavano entrambe il nome di ‘’Giordano Bruno’’.

Sara’ un caso secondo voi?

Ma questo è interessante più che divertente, essendo Giordano Bruno anche alchimista, essendo una storica vittima della chiesa.

All’ultimo Giordano Bruno in cui sono andato invece, un ragazzo mi ha interrotto, mentre parlavo tutto preso da discorsi allucinanti, dicendomi:

‘’Tutti i discorsi che stai facendo sono interessanti, ma credo che tutti qui ti conoscano più’ che altro per il freestyle (tutto ciò guardando l’assemblea), in realtà c’erano anche persone che erano venute solo per fare quello oggi visto che qui alcuni reppano….!’’

Ci ho pensato un attimo e poi…Sono scoppiato a ridere.

E abbiamo fatto freestyle.

Ma poi ho ripreso la situazione in mano (sorride).

Parliamo di featuring, ne hai fatti tanti; uno che ti ha soddisfatto particolarmente ed uno che vorresti fare in futuro?

Sono molto contento di due collaborazioni fatte ultimamente. La prima è con Big Fish, il brano e’ ‘’La macchina del Tempo’’(album: Niente di Personale). Questa canzone è proprio il punto di partenza spesso nei miei interventi nelle scuole. E’ un viaggio nel tempo vero e proprio, è un teorema, è il tentare di spiegare come non ci sono limiti e come ogni punto della vita porta in sé l’informazione del tutto.

Un altra collaborazione recente alla quale mi sono affezionato ancora prima di averla fatta e’ quella con Jesto- ’’Houston’’feat. Rancore e Yojimbo.(album: SuperShallo3)

Con Jesto e Yojimbo ho vissuto davvero le prime esperienze sui palchi, nelle battle e negli studi di registrazione, fin dai tempi di ‘’SeguiMe’’, dove insieme ad Hyst, Jesto, Saga, Yojimbo e Apachekipe eravamo ALTOent!

E’ stato divertente davvero. E poi abbiamo davvero problemi seri purtroppo.

In futuro mi piacerebbe collaborare con Danno in un brano, è il master di Roma, è il cavaliere Jedi per eccellenza, se la produzione fosse di Dj Myke sarebbe il top.

Se invece non dovesse essere un rapper, con chi divideresti volentieri la traccia?

Mi piacerebbe davvero tanto condividere delle idee musicali con Giorgio Canali.

Scrive musica e parole in un modo davvero interessante, e a volte percepisco delle sensazioni nei suoi brani che mi fanno intravedere tratti di una sensibilità veramente viva.

Giorgio Canali è dunque una personalità che sta nella musica da sempre (PFM, CCCP, CSI, PGR), non arrivo di certo io fresco fresco a rompergli i coglioni. Ma un giorno sarebbe davvero entusiasmante fargli sentire qualcosa…

Il live che ti è piaciuto di più?

Sono stati tantissimi i live negli ultimi anni. Non dico il locale né la città, ma dico che è successo in provincia di Milano.

Cosa è successo di preciso? Stava andando bene il live, era appena iniziato, quando, sulla seconda strofa di Disney Inferno ho avuto la brillante idea di fare un salto dal palco verso un piano rialzato posto davanti ad esso, distante poco più di un metro. Il salto ovviamente mi ha portato a creare una traiettoria a parabola, ma essendo completamente incappucciato e con la visiera sugli occhi come un deficiente, non avevo previsto che la parabola si sarebbe interrotta a metà con lo sbattere della mia testa sulla un enorme cassa appesa in alto. Era una cassa che io non avevo minimamente visto, ma che, essendo un concerto, c’era.

Il volo in avanti è stato forte quanto il volo indietro. Il bello però non è questo. Il bello è che ho dato una capocciata così forte che mi veniva da piangere, ma davvero, e nonostante ero palesemente caduto per terra, nonostante era evidente a tutto il pubblico la botta, non ho assolutamente smesso di fare il pezzo neanche un secondo. Sara’ che noi a volte creiamo apposta cadute, errori o litigate sul palco ma, tutto e’ stato così’ lineare, che dopo un ora di live, solo kili e kili di giaccio hanno convinto i pochi amici rimasti, che nulla fosse calcolato e che la botta non faceva parte certo dello spettacolo!

Incidenti sul lavoro.

Se dico Rancore dico Tufello, è presente in alcuni tuoi testi a testimonianza che sei particolarmente legato al tuo quartiere. Come mai questo rapporto “viscerale”?

L’universo e’ grande, l’ho sempre saputo, il mio microcosmo però è legato al mio quartiere.

E’ qui che i miei piedi hanno fatto i primi passi, prima su mattonelle, poi sull’asfalto. E’ qui che ho vissuto per la prima volta e cantato per la prima volta.

E’ qui che sono adesso. E’ qui che scrivo.

Ti facciamo un grandissimo in bocca a lupo per i tuoi progetti futuri e ti ringraziamo per l’intervista inoltre ricordiamo a tutti la tua prossima data: il 6 giugno allo Zoobar dove suonerai con Dj Myke, ci vediamo presto!

Lorenzo Bruno

12 maggio 2015

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