Killa Cali, dal Salento a Roma a colpi di rap

Killa Cali, dal Salento a Roma a colpi di rap

killaCiao Sebastian, ti diamo il benvenuto sulla rubrica “Fiori Di Cemento” e ti ringraziamo per l’intervista. Prima di parlare di rap, parliamo un po di te, nato a Galatina ma ormai sono anni che vivi a Roma. Differenza tra scena romana e pugliese?

Grazie a voi. Sono nato a Galatina, ma fino ai 25 anni ho vissuto a Calimera, un altro piccolo paese in provincia di Lecce. Le differenze che ho trovato sono abissali, ma non si tratta solo di fattori geografici. Nel periodo del mio trasferimento a Roma ho vissuto il momento del boom, quello in cui molti artisti romani sono passati sotto i riflettori della scena rap nazionale. A Lecce ci sono tanti giovani talentuosi che vorrebbero emergere, ma subiscono tutti i limiti della provincia italiana. Le possibilità di mettersi in luce sono poche e non esistono mezzi di diffusione reale del proprio talento se non spostandosi nei centri principali. La tendenza è quella di rimanere fenomeni locali, questo accadeva anche a me.

E’ stato un anno pieno di lavoro quello appena passato tra collaborazioni e il tuo ultimo lavoro “Eclissi”. Domanda che sorge spontanea, perché nella copertina di Eclissi non troviamo Killa Cali ma il tuo nome di battesimo?

E’ strano dirlo, ma dopo anni non mi sentivo più rappresentato da quel nome. Non mi sentivo più Killa Cali. Ho compiuto 30 anni, la mia musica è maturata assieme alla mia persona e mi sembrava giusto sottolineare questo passaggio della mia vita firmandomi con quello che è il mio nome vero. Che tra l’altro è un nome interessante, proprio come ritengo che sia la mia musica.

Nella traccia “Paradiso” (l’unica dell’Ep con un featuring) dividi il mic con Nayt, come mai questa scelta?

Devo dire che non è stata una scelta, ma una cosa abbastanza naturale. Nayt è una presenza fissa del Bunker Studio da anni e io l’ho sempre stimato artisticamente. Non volevo fare un disco pieno di collaborazioni, ne volevo una, ma significativa. Non avevamo mai composto niente assieme ed è stata l’occasione migliore per farlo. Il brano è uno dei miei preferiti di sempre.

Sappiamo che “Ottobre” ed “Eclissi” sono due lavori in qualche modo collegati tra loro, spiegaci questa voluta continuità tra i due lavori.

Ci sono dei fattori visibili a prima vista, come le sonorità e l’approccio al testo. Gran parte dei beats di Ottobre è prodotta da AleAka ed Eclissi è un lavoro pensato e pubblicato insieme a lui. Trattandosi di brani registrati subito dopo quelli inclusi in Ottobre, non si avverte quindi una netta cesura tra i due lavori. Il mood è un po’ lo stesso, possiamo dire che se non avessi pubblicato Ottobre, avrei sicuramente unito i due progetti in un unico disco.

Sicuramente sono entrambi lavori che senti molto tuoi, quale ti ha soddisfatto leggermente di più?

Li adoro entrambi ed è come se tu mi chiedessi quale figlio preferisco. Io sono legatissimo a entrambi, Ottobre è il disco della mia vita, Eclissi ha il pregio di essere più recente e più breve, quindi riesco ad ascoltarlo meglio tuttora.

Magari è presto per chiedertelo ma hai altri progetti in uscita o in corso?

Sono in una fase di riflessione, un po’ come ho sempre fatto dopo i periodi di iperattività. Non saprei ancora dire. Mi limito ad ascoltare nuovi beats e tenermi allenato nella scrittura e nel canto, ma non saprei darti altre info a riguardo. Vedremo col tempo che succederà.

Oltre ad Eclissi quest’anno sei stato molto attivo anche con varie collaborazioni. Partiamo da una delle ultime, quella nel tape di Saint, come è nata e cosa ti ha colpito in lui.

Ho conosciuto Saint tramite 3D e ho capito subito che aveva la stoffa per diventare un grande. Lui è un ragazzo speciale, è nato subito un grande feeling tra noi e quando mi ha parlato di un’eventuale collaborazione per il suo mixtape non potevo che rispondere sì. Belli E Dannati è un gran pezzo, sono contentissimo del risultato.

Hai collaborato anche in QVC 5 di Gemitaiz, con lui non è la prima volta che lavori e lo conosci da anni, c’è chi dice che era più bravo prima chi lo apprezza più ora. In generale, è vero che un rapper quando firma per un etichetta stravolge totalmente il suo modo di fare musica?

Premetto che sono orgoglioso di qualunque risultato Gemitaiz raggiunga come fosse mio. Lo dico da amico. Io credo che ogni artista abbia una storia a sé. Se devo parlare di lui, posso solo dire che ha iniziato da zero come molti di noi e ora riempie i palazzetti. Non vedo nessun tipo di cambiamento, se non un’evoluzione del suo stile. L’evoluzione è qualcosa di ovvio nei cerebrodotati. Cresci, aumenti il tuo bagaglio personale, quindi ti evolvi. Anche nell’arte è così e anche nella musica. Il contratto con una delle etichette indipendenti più importanti del panorama nazionale gli ha consentito di avere quei mezzi che la cameretta dove ti ricanti i tuoi brani preferiti non può darti. Purtroppo il nostro è un paese di retrogradi e rosiconi, che si affezionano alla musica come fosse propria. Che ne sanno loro di quello che c’è dietro. Questo discorso vale per Gem, ma anche per tanti altri criticati per i loro cambiamenti. Ma chi non cambia muore.

 Puoi scegliere un artista con il quale lavorare, chi sceglieresti e perchè?

Mi metti in difficoltà. Perché ce ne sarebbero troppi, ma forse nessuno spicca sugli altri. Io sono cresciuto ascoltando i vecchi dischi di Eros Ramazzotti, ma non posso dirmi un estimatore delle sue robe più attuali. Ma forse per una vena nostalgica dei bei tempi andati, ti direi lui.

Ormai sei sulla scena da un bel po’ e hai lavorato con tanti rapper, uno che ti manca e che sceglieresti per un featuring ed uno con il quale hai già lavorato che ti ha colpito particolarmente.

Un artista che stimo molto è Marracash. Lo conobbi di sfuggita una decina di anni fa in Salento, Gué mi diceva di lui che “è il più forte della Dogo Gang”, ma io ancora non avevo sentito niente di suo. Anche nel suo ultimo lavoro ha dimostrato tutto il suo talento, credo che sarebbe stimolante lavorare con lui. Achille Lauro lo incontro spesso in studio da 3D e ogni volta ci promettiamo di chiudere qualche bomba assieme, in futuro credo che ci proveremo. Un altro con cui mi piacerebbe collaborare è Attila, mio conterraneo trapiantato a Milano, che è appena uscito con un disco bomba. Ho lavorato con tanti artisti e tutti mi hanno lasciato qualcosa, ma ricordo sempre con immenso piacere Non Vado Al Fresco con Nex Cassel, vado troppo orgoglioso di quel pezzo.

Ti ringraziamo ancora per l’intervista e ti facciamo un grandissimo in bocca a lupo per la tua carriera.

Grazie a voi, un abbraccio a tutti.

Lorenzo Bruno

1 marzo 2015

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