“Hallelujah”, intervista esclusiva a Saint

“Hallelujah”, intervista esclusiva a Saint

SaintCiao Saint, sappiamo che a brevissimo sarai fuori con il tuo primo lavoro “Hallelujah” e quindi ti facciamo da subito un grandissimo in bocca a lupo. Prima di chiederti qualcosa sul disco dicci come è nata la tua passione per il rap.

Mi sono avvicinato al rap circa sei anni fa, ero piccolissimo avevo poco più di 14 anni ed ascoltavo il punkrock ma in America era un genere che cominciava a mischiarsi con il rap e mi è subito piaciuto. Il rap vero e proprio lo ascoltava mia madre con la quale ho più di vent’anni di differenza, la musica ci ha avvicinato moltissimo quindi se faccio questo è probabilmente anche merito suo.

Il disco uscirà per VNT1, dicci come è andata la cosa e il perché della scelta.

Beh, diciamo che è stata quasi una casualità…non avevo i soldi per registrare i progetti “seri ” a cui stavo lavorando da solo e la fortuna ha voluto che 3D una sera mentre rientravo a casa mi mandasse un messaggio privato su facebook chiedendomi se potevo passare in studio. Mi sembrò strano perché ero passato al Bunker soltanto molti anni prima per registrare due pezzi quando ero ancora in gruppo con un mio amico ma nulla di serio… diciamo che erano quasi gli inizi. Arrivo in studio ed inizialmente mi è stato proposto prima di lavorare a una collaborazione con Nayt su “Push the best v. 2” di Dj Pitch8 e per il disco “No feat please” di 3D.

Dopo un anno e pochi mesi di duro lavoro ho firmato il contratto con VNT1, abbiamo avuto modo di conoscerci meglio ed abbiamo legato tutti e 4 tantissimo, sono la mia famiglia di strada, per questo quando mi hanno presentato il contratto non ho messo in mezzo ne avvocati ne nessun altro…. la mia avventura con VNT1 è iniziata così.

Hai la fortuna di lavorare con un produttore di tutto rispetto come 3D, come ti trovi con lui?

Mi trovo veramente bene, ha notato subito le mie potenzialità e mi ha dato la giusta carica emotiva per fare al meglio tutto quello che dovevo fare, in assoluta tranquillità. Ho apprezzato molto il suo atteggiamento nei miei confronti, in un certo senso mi ha “salvato la vita” e gliene sarò per sempre debitore. Inizialmente ero molto titubante, mi sentivo sempre sotto esame e con l’ansia fino al collo non riuscivo a fare bene le cose perché come ho detto prima, non avevamo tutta questa confidenza ma lui ha sempre creduto nelle mie qualità e sapeva che il mio era una comportamento normale, ha lavorato con moltissimi artisti prima di me.

Primo disco: ti reputi soddisfatto?

Moltissimo. Hallelujah! Dopo anni e anni sono riuscito a portare a termine il mio primo progetto “Serio”, è un tape molto personale che racconta la mia vita in modo molto indiretto perché non voglio avere la carità dall’ascoltatore ma voglio far capire  a chi ha vissuto esperienze come le mie che c’è sempre un modo per tirarsi fuori da ciò che si fa. Soddisfatto perché tutte le persone con cui ho collaborato sono sempre stati rapper che ascoltavo fin da piccolo, soddisfatto perché artisti di alto calibro sono stati megafelici di collaborare, soddisfatto per il mio primo lavoro e soddisfatto perché io e il mio amico di infanzia Nayt siamo riusciti finalmente a collaborare dopo anni che volevamo farlo.

17 tracce, quale senti più tua e quale secondo te è riuscita meglio.

Le tracks che sento di più sono due la prima è “Cristalli” che è stato proprio un modo di presentarmi al pubblico descrivendo nel modo più diretto possibile alcuni aspetti della mia vita all’ascoltatore. Il secondo è “Nulla” il pezzo più sofferto che abbia mai scritto, uno dei brani che descrivono un particolare stato di vita, della mia vita, molto “buio” per alcuni punti di vista… dedicata a una persona che è stata per me davvero molto speciale.

Sappiamo che hai un ottimo rapporto con Nayt come è nata quest’amicizia?

Ci conosciamo da quando eravamo bambini e un giorno ci siamo rincontrati proprio nello stesso periodo in cui avevo appena cominciato a rappare dopo anni che non ci vedevamo. Da quel giorno le nostre strade e carriere si sono ridivise per poi rincontrarci nella stessa etichetta. È come un fratello per me ci supportiamo a vicenda sia nella vita che nella musica, posso dire che è un vero amico.

Allora, ho avuto modo di sentire il tuo tape, ci sono varie collaborazioni nella tracklist, quale artista ti ha colpito di più?

Guarda, ogni artista che ha collaborato con me nel mio album, è stato scelto proprio perché ha delle musicalità diverse dagli altri e sono fiero di averli tutti al mio fianco nel mio primo lavoro ufficiale.

Diamo qualche anticipazione, nella track “Bed and breakfast” dividi il mic con Lauro, il pezzo è molto differente dalle altre tracce sul tape, come è nata questa collaborazione?

Diciamo che è stato proprio una “collaborazione” a 360 gradi, il titolo prende il nome da un’esperienza che ci è capitata quando ci siamo conosciuti; io avendo litigato con la mia famiglia, non avevo un tetto dove dormire e sono stato costretto a dormire in vari bad & breakfast di Roma. Un giorno Lauro era rimasto senza le chiavi di casa e mi chiamò, lo feci venire in stanza da me di nascosto e da li abbiamo cominciato a parlare di questa collaborazione. Giorni dopo, quello rimasto fuori “casa” ero io e lo chiamai per farmi ospitare e li abbiamo scritto il pezzo e strutturato tutto insieme. È  stata una passeggiata!

Ultima domanda: ogni volta che ti vedo hai un taglio differente di capelli, perché?

Ahahahahahahahahahahah!!! I capelli sono un mio modo di rispecchiare un mio stato d’animo, quando tutto va male me li taglio a zero… dopotutto è il taglio che ho portato più spesso (sorride, ndr).

Lorenzo Bruno

19 gennaio 2015

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