Bendo films. I registi milanesi dell’indie italiano

Bendo films. I registi milanesi dell’indie italiano
Fonte: fabrique du cinema

Il videoclip accompagna il brano musicale o ne è parte indissolubile? Negli ultimi anni stiamo assistendo a una rivoluzione copernicana in questa branca del mondo della regia, con il graduale tramutarsi dei videoclip musicali in suggestivi ed evocativi cortometraggi d’autore che diventano tasselli inscindibili del progetto cantautorale, realizzando istantanee di emozioni e trasponendo la musica in fotogrammi.

Nel 2017 nasce un collettivo registico di stanza a Milano che diventerà di lì a breve la macchina da presa dell’indie italiano. Il suo nome è Bendo films e pone le radici nel design. Oggi half and half tra Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra, Bendo assapora la quotidianità per immagini, ricercando il bello estetico e l’armonia in ogni componente del reale.

L’esordio con Manzarek dei Canova, quinta traccia del disco Avete ragione tutti. Un videoclip diventato in breve tempo virale, grazie anche alla collaborazione con Camihawke. Ambientato a Torino, racconta una storia, uno spaccato di vita vissuta che in realtà rispecchia a pieno la stessa Camilla e risulta quasi un vlog, ma di matrice cinematografica. Non c’è discrepanza tra immagini e parole, non c’è attrito tra immagini e musica, è un flusso di pensieri che trova nella scena visiva la sua compiutezza e interezza.

Superato quindi a pieni voti l’esame di accesso alla scena musicale italiana, inizia il sodalizio fruttuoso con Maciste Dischi. Bendo ama raccontare storie, entrare nel piccolo mondo interiore dell’artista per scoprirne il processo creativo che ha generato le canzoni e da lì partire per coordinare i fotogrammi con testi e musica.

Nel 2020 è il turno di Canguro di Fulminacci, una delle punte di diamante di un genere chiamato indie pop che ormai è diventato saturo di esponenti e ora sta lentamente scemando. Restano quindi in piedi solo alcuni pilastri ben saldi, tra cui proprio lui.

Un videoclip apparentemente molto diverso da Manzarek, con Fulminacci in versione marsupiale australiano e un’atmosfera molto più ilare. Soffermandoci un po’, però, notiamo punti di contatto. Sempre un volto il primo piano, un volto che racconta una storia con lo sguardo e che ne è lo stesso protagonista. Permane il rapporto diretto con chi c’è dietro la telecamera, creando una connessione (goliardica o meno) con lo spettatore.

Artista sulla cresta dell’onda, in piena promozione dell’album OK, Gazzelle si appoggia già da tempo alla spalla sicura di Bendo. Tra i tanti pezzi spicca Belva, datato gennaio 2021. Qui ritorna la scelta della figura latente del cantante. Non c’è Gazzelle nel videoclip, la sua voce racconta la storia interpretata da Rocco Fasano, la belva indomabile della canzone, sedata poi da un incrocio di sguardi.

Il videoclip ha una struttura ciclica, molte immagini ricorrono come flash della quotidianità di un uomo zoomorfo che ha difficoltà a riconoscersi allo specchio e ad accettarsi, in guerra con se stesso. Le location e le inquadrature, a tratti quasi ipnotiche, immergono lo spettatore all’interno della scena, catalizzando la sua attenzione in modo paradossalmente seducente.

Non solo indie per questo prolifico collettivo registico milanese. Concludiamo la rassegna con Defuera, realizzato in collaborazione con YouNuts!, ovvero Niccolò Celaia e Antonio Usbergo, il duo recentemente diventato disco d’oro per Chiamami per nome di Francesca Michielin e Fedez.

Defuera, edito nel 2020, è un pezzo nato dall’incontro tra DRD (aka Dardust, aka Dario Faini), Ghali, Madame e Marracash. Il battesimo con un nuovo genere e lo scambio di idee con i YouNuts! ha generato un videoclip al profumo di urban, di certo differente, ma in cui si sente la firma autoriale dei Bendo. Siamo di fronte a uno sperimentalismo che ci piace e a un’intesa vincente tra due collettivi che speriamo facciano presto vedere la luce ad altri lavori comuni.

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