In Cammino con la Svizzera: innovazione, tradizione e legami profondi nel cuore dell’Emilia-Romagna
Un ambasciatore, venti regioni italiane e oltre mille incontri previsti: è questa la formula di In Cammino con la Svizzera, il progetto dell’Ambasciata svizzera a Roma, realizzato con il Consolato generale di Milano, che punta a rafforzare i legami bilaterali percorrendo il territorio italiano in modo diretto e concreto. Tra novembre 2025 e la fine3 del 2027, Roberto Balzaretti si sposterà sempre a piedi o con mezzi a basso impatto ambientale, incontrando istituzioni, università, imprese, associazioni culturali e centri di ricerca.
La quinta tappa si svolge dall’18 al 21 maggio, con un itinerario che tocca Piacenza, Parma, Modena e Bologna. Al fianco dell’Ambasciatore ci sarà il Console generale Stefano Lazzarotto.
Un programma denso di incontri ad alto livello
L’agenda emiliano-romagnola è ricca. A Bologna, Balzaretti incontrerà il Rettore Giovanni Molari e l’Assessora comunale Anna Lisa Boni. A Piacenza, avrà un colloquio con la Sindaca Katia Tarasconi. Non mancheranno visite ad eccellenze imprenditoriali e della ricerca: il Business Innovation and Technology Exchange (BITE) di Barilla e il Tecnopolo DAMA figurano tra le tappe più attese.
Particolare rilievo avrà il tema dell’intermodalità: il Terminal Le Mose di Piacenza, gestito da HUPAC e cofinanziato dalla Confederazione svizzera, è un nodo strategico del Corridoio Reno-Alpi. La politica svizzera di trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia lungo l’asse transalpino si concretizza proprio in infrastrutture come questa, con ricadute dirette sui rapporti commerciali tra i due Paesi, che superano i 2 miliardi di euro annui.
Tradizione e futuro: il portico di San Luca con uno spin-off spaziale
Il filo conduttore dell’intera tappa è il dialogo tra innovazione e tradizione. Lo si vedrà in modo emblematico durante la camminata sotto il celebre Portico di San Luca a Bologna: Balzaretti percorrerà il lungo colonnato insieme a Rocco Verteschy, cofondatore e responsabile R&D di Adaptronics, startup nata come spin-off dell’Università di Bologna, attiva nei settori dell’automazione avanzata, della logistica e delle operazioni spaziali, ambiti nei quali anche la Svizzera vanta competenze di primo piano. Il programma comprende inoltre una visita al Museo d’Arte Moderna di Bologna.
“Discutere dei vantaggi del trasferimento tecnologico in una città con una forte vocazione umanistica come Bologna sarà sicuramente molto arricchente.” -Roberto Balzaretti
La panchina come simbolo: design, sostenibilità e comunità
Ogni tappa del progetto si chiude con un dono: una panchina prodotta in Svizzera che viene lasciata alla comunità locale come luogo permanente di scambio e dialogo. Quella destinata a Piacenza, consegnata il 18 maggio, è realizzata con fibre riciclate di alta qualità, ottenute da scarti dell’industria automobilistica e da turbine eoliche a fine vita, modellate tramite stampa 3D di grande formato. L’imbottitura è in PET ricavato da bottiglie recuperate.
La base leggermente curva, che genera un lieve dondolio, è pensata come metafora: trovare un punto di equilibrio comune, richiamo necessario in un momento in cui coltivare relazioni stabili tra Paesi vicini assume, come sottolinea lo stesso Ambasciatore, un’importanza geopolitica crescente.
Perché l’Emilia-Romagna, perché ora
La scelta della regione non è casuale; l’Emilia-Romagna è uno dei poli produttivi e accademici più dinamici d’Italia, con una delle università più antiche del mondo, un sistema manifatturiero di eccellenza e una vivace scena dell’innovazione. Per la Svizzera si tratta di un interlocutore privilegiato: i rapporti commerciali bilaterali superano i 2 miliardi di euro annui, e sono in corso oltre 500 progetti congiunti nel quadro di Horizon Europe, che fanno dell’Italia il secondo partner della Svizzera nella ricerca scientifica.
Sul piano generale, i rapporti italo-svizzeri poggiano su basi solide: oltre 700 chilometri di confine condiviso, l’italiano come quarta lingua nazionale della Svizzera, scambi settimanali di beni e servizi per oltre un miliardo di euro, e una presenza capillare di comunità italiane in Svizzera e di residenti svizzeri in tutta Italia. La Svizzera è il settimo investitore estero in Italia; l’Italia è il quarto partner commerciale della Svizzera. Più che vicini, come recita il progetto stesso, partner.




