Joaquín Cortés, il flamenco che unisce Italia e Spagna: a Madrid l’onorificenza della Stella d’Italia

Un riconoscimento alla carriera, ma soprattutto al legame artistico che da decenni attraversa il Mediterraneo. Giovedì 24 settembre, a Madrid, Joaqín Cortés ha ricevuto dall’ambasciatore d’Italia in Spagna Giuseppe Buccino Grimaldi l’insegna di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e personalità della cultura e dello spettacolo, tra cui la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso.
L’onorificenza riconosce il contributo del ballerino e coreografo spagnolo alla costruzione di un ponte culturale tra Italia e Spagna. Un rapporto nato sul palcoscenico e consolidatosi nel corso di una carriera che ha fatto di Cortés uno degli interpreti più riconoscibili del flamenco contemporaneo.
Nato a Cordova nel 1969 in una famiglia gitana, Cortés si trasferisce ancora giovane a Madrid e comincia a studiare danza a dodici anni. Poco dopo entra nel Ballet Nacional de España, con il quale si esibisce sui grandi palcoscenici internazionali, dal Metropolitan di New York al Cremlino di Mosca. Ma è lasciando la compagnia e cercando una propria strada che costruisce la cifra destinata a renderlo celebre: un flamenco contaminato dalla danza classica e contemporanea, capace di conservare le proprie radici trasformandosi in spettacolo internazionale. Nel 1992 fonda la propria compagnia e debutta con Cibayí. Tre anni più tardi arriva Pasión Gitana, lo spettacolo che consacra definitivamente il suo nome e che passa anche dall’Italia, al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Per i costumi collabora con Giorgio Armani, mentre negli anni successivi il rapporto con il nostro Paese si fa sempre più stretto. Nel 2003 gira a Roma Vaniglia e cioccolato, con Maria Grazia Cucinotta; nel 2004 porta De Amor y Odio a Milano e successivamente intraprende una tournée italiana.
Cortés diventa così un volto familiare anche per il pubblico televisivo italiano. Nel 2015 entra nella giuria di Forte forte forte, il talent show di Rai 1 ideato da Raffaella Carrà, insieme ad Asia Argento e Philipp Plein. Un incontro, quello con Carrà, particolarmente simbolico: due artisti capaci, in modi diversi, di attraversare il confine tra Italia e Spagna attraverso lo spettacolo. È proprio questo scambio culturale al centro dell’onorificenza consegnata a Madrid. Buccino Grimaldi ha sottolineato come il talento e l’originalità di Cortés abbiano trovato in Italia «un pubblico particolarmente attento e affezionato», ricordando il ruolo della cultura nel creare relazioni capaci di superare i confini nazionali.
Nel caso di Cortés, quel legame passa attraverso il corpo e il movimento. Dalla Cordova della sua infanzia ai teatri italiani, il flamenco è diventato un linguaggio internazionale, senza smettere di raccontare le proprie radici.




