Intervento del Ministro degli Affari Esteri Jeyhun Bayramov al dibattito generale della 81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Si trasmette in traduzione non ufficiale l’Intervento del Ministro degli Affari Esteri Jeyhun Bayramov al dibattito generale della 81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
“Signor Presidente,
Signor Segretario Generale,
Eccellenze,
Signore e Signori,
Desidero innanzitutto rivolgere le mie più calorose congratulazioni a Sua Eccellenza il Sig. Khalilur Rahman per l’assunzione della Presidenza della 81ª sessione dell’Assemblea generale e augurargli pieno successo nello svolgimento di questo importante incarico.
Desidero inoltre ringraziare Sua Eccellenza il Sig. António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, per il suo impegno.
Signore e Signori,
Mentre le sfide globali diventano sempre più complesse, nessun Paese può affrontarle da solo. Eppure, i crescenti limiti dei meccanismi multilaterali continuano a compromettere la nostra capacità collettiva di rispondere efficacemente alle minacce attuali ed emergenti.
Affrontare questa realtà richiede un’azione congiunta, ma una vera trasformazione è impossibile senza innanzitutto ripristinare la fiducia nell’ordine internazionale e dimostrare che il multilateralismo può nuovamente produrre risultati concreti per tutti.
In un’epoca caratterizzata da divisioni, crescente intolleranza e palesi doppi standard, l’Azerbaigian sostiene un sistema multilaterale rilanciato e riformato, fondato sul rigoroso rispetto di un’applicazione coerente e non selettiva delle norme e dei principi universalmente riconosciuti del diritto internazionale.
L’Azerbaigian sostiene un’ONU più efficace, in grado di produrre risultati concreti per gli Stati membri, in particolare nei settori della pace e della sicurezza, dello sviluppo, della resilienza climatica e dell’azione umanitaria.
Attraverso un multilateralismo inclusivo, tutti gli Stati, grandi o piccoli, e in particolare i Paesi in via di sviluppo, devono avere la possibilità di partecipare in condizioni di parità ai processi decisionali globali. In questo contesto, la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU è essenziale per renderlo più rappresentativo, efficace e capace di rispondere alle esigenze della comunità internazionale.
Signore e Signori,
Il ripristino della fiducia globale inizia innanzitutto dal rispetto del diritto internazionale, dell’uguaglianza sovrana e della coesistenza pacifica. Sono esattamente questi i principi che guidano i nostri sforzi per la pace e la stabilità nel Caucaso meridionale.
Sebbene il conflitto durato decenni con l’Armenia abbia causato immense tragedie al nostro popolo e lasciato profonde ferite sul nostro territorio, l’Azerbaigian ha scelto di guardare al futuro e di voltare pagina rispetto all’ostilità.
Abbiamo offerto all’Armenia una pace pienamente conforme alle norme e ai principi del diritto internazionale, basata sul reciproco riconoscimento e sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di ciascuna delle due parti.
I nostri sforzi di normalizzazione hanno prodotto risultati storici in occasione del Vertice di pace di Washington dello scorso agosto, quando i leader dell’Azerbaigian e dell’Armenia hanno firmato una Dichiarazione congiunta alla presenza del Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Attraverso tale Dichiarazione, entrambe le parti hanno confermato la fine del conflitto e la volontà di tracciare congiuntamente un futuro pacifico e prospero. Le parti hanno inoltre siglato, mediante parafatura, l’Accordo sull’Instaurazione della Pace e sulle Relazioni Interstatali.
Oggi abbiamo raggiunto una pace de facto. Inoltre, revocando unilateralmente le restrizioni al transito, l’Azerbaigian facilita il trasporto di merci da e verso l’Armenia. Abbiamo inoltre instaurato rapporti commerciali bilaterali. L’Azerbaigian fornisce regolarmente all’Armenia prodotti petroliferi di importanza strategica, nonostante l’accresciuta volatilità dei mercati e la crescente domanda internazionale di tali materie prime.
Mentre proseguiamo nell’attuazione dell’agenda di pace avviata dall’Azerbaigian, l’intera nostra regione si sta ora trasformando in un promettente punto di riferimento per la stabilità, la connettività e concreti benefici economici.
Per rendere irreversibile questo processo, è di fondamentale importanza eliminare l’ostacolo ancora esistente, così da consentire la conclusione del processo di normalizzazione attraverso la firma dell’accordo bilaterale già siglato mediante parafatura.
Eccellenze,
A complemento del processo di normalizzazione regionale, l’agenda dell’Azerbaigian per la riabilitazione post-conflitto mira a garantire che centinaia di migliaia di cittadini azerbaigiani possano, alla fine, esercitare il loro diritto a un ritorno sicuro e dignitoso alle proprie case.
Grazie agli sforzi di ricostruzione su larga scala intrapresi dal Governo, la vita sta tornando nei nostri territori liberati. L’Azerbaigian sta ricostruendo l’intera regione attraverso “città intelligenti” e “villaggi intelligenti” alimentati da tecnologie verdi. Le aree che un tempo erano ridotte a macerie e cenere stanno oggi rinascendo come insediamenti moderni. Attualmente, più di 90.000 persone vivono, studiano e lavorano nei territori liberati.
Purtroppo, la massiccia contaminazione dei territori dell’Azerbaigian da mine antiuomo e altri ordigni esplosivi continua a rappresentare un grave ostacolo. Ciò ostacola significativamente il processo di ricostruzione e di ritorno della popolazione. Dalla liberazione dei territori occupati nel 2020, più di 400 persone, tra cui donne e bambini, sono rimaste vittime delle mine antiuomo. Il bilancio cumulativo delle vittime delle mine antiuomo negli ultimi 30 anni ha superato le 3.500 persone.
Considerata la portata del problema, l’Azerbaigian considera l’azione contro le mine un prerequisito essenziale per il pieno rispetto dei diritti umani e ha formalmente dichiarato lo sminamento umanitario come suo 18º Obiettivo nazionale di sviluppo sostenibile.
Analogamente, è essenziale fare chiarezza sul destino e sulla sorte di quasi 4.000 cittadini azerbaigiani scomparsi a causa del conflitto, non solo ai fini dell’accertamento delle responsabilità e della tutela dei diritti delle vittime e delle loro famiglie, ma anche per favorire la riconciliazione e la normalizzazione nel periodo post-conflitto.
Signor Presidente,
Di fronte a sfide globali sempre più complesse, la nostra risposta collettiva deve essere inclusiva, equa e universale.
La stessa esperienza dell’Azerbaigian riflette questi principi. La nostra società è intrinsecamente multiculturale e multiconfessionale, plasmata da secoli di pacifica coesistenza tra diverse comunità etniche, culturali e religiose.
Questa tradizione si riflette nelle iniziative internazionali dell’Azerbaigian, tra cui il Forum mondiale sul dialogo interculturale. Lanciato nel 2008 nell’ambito del “Processo di Baku”, il Forum si è evoluto fino a diventare un’importante piattaforma globale per la promozione del dialogo interculturale e della diversità culturale, ottenendo un riconoscimento internazionale, anche attraverso una serie di risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Facendo leva su questi valori, sotto la guida del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, S.E. il Sig. Ilham Aliyev, l’Azerbaigian ha adottato importanti misure per rafforzare la solidarietà internazionale, costruire ponti e mobilitare risposte collettive.
Questo impegno è stato dimostrato anche attraverso l’organizzazione e la guida con successo di importanti incontri globali, tra cui la COP29, la 13ª sessione del Forum urbano mondiale, le presidenze orientate ai risultati del Movimento dei Paesi non allineati, dell’Organizzazione degli Stati turchi e della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia, nonché attraverso il crescente impegno dell’Azerbaigian in altre piattaforme internazionali. La piena adesione dell’Azerbaigian alla Riunione consultiva dei Capi di Stato dell’Asia centrale e al formato C6 rafforzerà il nostro contributo alla cooperazione e alla connettività nella regione e oltre.
La COP29 ha rappresentato un valido esempio concreto di questo approccio. In qualità di Paese ospitante e di Presidenza della Conferenza, l’Azerbaigian ha guidato i negoziati verso risultati ambiziosi ed equilibrati, lavorando al contempo per garantire che tutte le voci fossero ascoltate. La conferenza ha prodotto diversi accordi storici, tra cui la triplicazione dell’obiettivo globale di finanziamento per il clima, la piena operatività dei meccanismi del mercato del carbonio previsti dall’articolo 6 e ulteriori progressi nell’attuazione degli strumenti a sostegno del Fondo per le perdite e i danni destinato alle comunità vulnerabili colpite dai cambiamenti climatici.
I nostri sforzi per promuovere l’azione climatica non si sono conclusi con la COP29. L’Azerbaigian continua a valorizzarne l’eredità, concentrandosi in particolare sulla traduzione degli esiti negoziali in un’attuazione concreta. Questo settembre, per la prima volta, Baku ha ospitato la Settimana del clima dell’UNFCCC, riunendo governi, organizzazioni internazionali, settore privato e altri portatori di interesse per promuovere l’attuazione e soluzioni pratiche.
L’impegno dell’Azerbaigian per la solidarietà e la cooperazione internazionali si riflette altrettanto nella nostra assistenza allo sviluppo e nell’aiuto umanitario. Negli ultimi anni, l’Azerbaigian ha ampliato significativamente la portata dei propri aiuti internazionali, prestando particolare attenzione ai piccoli Stati insulari in via di sviluppo e ai Paesi partner africani. Dal 2020 abbiamo fornito assistenza umanitaria, economica e tecnica per un valore di circa 400 milioni di dollari statunitensi a più di 140 Paesi.
In occasione del 40º anniversario della Dichiarazione sul diritto allo sviluppo, l’Azerbaigian riafferma il proprio impegno a favore di approcci basati sul partenariato e fondati sulla solidarietà, sul rispetto reciproco e su priorità di sviluppo condivise.
Signore e Signori,
Mentre ci avviciniamo al 2030, diventa sempre più evidente che il mondo è ancora lontano dal percorso necessario per conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
L’Azerbaigian è fermamente impegnato nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e ha integrato gli Obiettivi di sviluppo sostenibile nelle proprie strategie nazionali di sviluppo, nei quadri istituzionali e nei processi di Revisione nazionale volontaria, ponendo particolare enfasi sulla connettività, sulla crescita verde, sulla digitalizzazione e sullo sviluppo urbano sostenibile.
In meno di due decenni, il PIL dell’Azerbaigian è triplicato, mentre il tasso di povertà è diminuito dal 49% a circa il 5%. Al contempo, l’Azerbaigian mantiene uno dei livelli più bassi di debito pubblico estero al mondo.
Il nostro impegno si estende anche alla promozione dello sviluppo sostenibile attraverso istituzioni efficaci e responsabili. Su iniziativa dell’Azerbaigian, il 30 marzo 2026 il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato per consenso, per la terza volta, la risoluzione intitolata “Promuovere i diritti umani e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso un’erogazione trasparente, responsabile ed efficiente dei servizi pubblici”. Co-sponsorizzata da oltre 100 Stati membri, la risoluzione sottolinea il ruolo essenziale di istituzioni pubbliche trasparenti, efficienti e incentrate sui cittadini nella promozione dei diritti umani e nell’accelerazione dei progressi verso il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
I modelli innovativi dell’Azerbaigian, ASAN e DOST, per un’erogazione dei servizi pubblici trasparente, accessibile e incentrata sui cittadini hanno ottenuto un riconoscimento internazionale e vengono sempre più adottati da decine di Paesi partner.
L’urbanizzazione sostenibile costituisce un altro importante pilastro del nostro approccio all’Agenda 2030. Le città resilienti sono essenziali per migliorare la qualità della vita, rafforzare le comunità e promuovere uno sviluppo economico e sociale inclusivo. In questo contesto, il successo dell’Azerbaigian nell’ospitare la 13ª sessione del Forum urbano mondiale ha rappresentato un importante contributo all’agenda urbana globale. I principali risultati del Forum – il Baku Call to Action e la Sintesi della Presidenza – hanno successivamente contribuito alla Riunione ad alto livello dell’Assemblea generale dedicata alla revisione intermedia della Nuova Agenda Urbana, svoltasi a New York nel luglio di quest’anno.
Al contempo, la tutela dell’ambiente rimane un’importante priorità nazionale e regionale. Siamo particolarmente preoccupati per il continuo declino del Mar Caspio, che comporta gravi implicazioni per la biodiversità, i mezzi di sussistenza e le attività economiche in tutta la regione. In quanto sfida condivisa da tutti gli Stati rivieraschi del Caspio, essa richiede una risposta coordinata, collettiva e duratura.
Eccellenze,
Pur rimanendo fermamente impegnati nel conseguimento dei nostri obiettivi climatici, dobbiamo anche riconoscere che, nell’immediato, lo sviluppo non può realisticamente proseguire senza le fonti energetiche tradizionali.
La sicurezza energetica, inoltre, è strettamente interconnessa con la pace, la connettività regionale e lo sviluppo economico sostenibile.
In qualità di fornitore affidabile di gas naturale a 16 Paesi, l’Azerbaigian figura tra i principali fornitori mondiali di gas attraverso gasdotti e svolge un ruolo strategico nel rafforzamento della sicurezza energetica e nella diversificazione delle rotte di approvvigionamento in Europa e oltre.
Il contributo dell’Azerbaigian alla sicurezza energetica globale è sempre più affiancato dal suo crescente ruolo nella transizione verso l’energia pulita. Stiamo investendo nelle energie rinnovabili, mettendo in funzione importanti progetti solari ed eolici, ampliando la capacità idroelettrica e sviluppando nuove iniziative nel campo dell’energia pulita insieme a primari partner internazionali. Gli accordi già firmati prevedono circa 6 GW di nuova capacità solare ed eolica entro il 2030.
Entro il 2030, si prevede che le fonti rinnovabili genereranno quasi il 40% dell’elettricità dell’Azerbaigian.
L’espansione della produzione di energia da fonti rinnovabili creerà nuove opportunità per l’Azerbaigian di esportare elettricità verde verso i mercati europei.
In questo modo, il nostro ruolo di partner energetico affidabile si sta evolvendo di pari passo con la transizione energetica globale.
La connettività energetica fa parte della più ampia visione dell’Azerbaigian volta a collegare regioni, mercati ed economie.
L’Azerbaigian è emerso come un importante hub dei trasporti e della logistica tra Europa e Asia, contribuendo a importanti iniziative di connettività transregionale, investendo in infrastrutture di trasporto moderne e ampliando la cooperazione con i partner regionali.
Dal 2022 abbiamo registrato un aumento di quasi il 90% dei volumi di merci lungo il Corridoio Centrale. I progetti infrastrutturali strategici lungo il Corridoio Centrale promossi dall’Azerbaigian, tra cui il Porto commerciale internazionale di Baku e la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars, contribuiscono alla creazione di catene di approvvigionamento più resilienti, diversificate e sostenibili tra Asia ed Europa.
Questa crescita dimostra il considerevole potenziale del Corridoio Centrale quale motore fondamentale della connettività regionale, della facilitazione degli scambi commerciali e dello sviluppo economico sostenibile.
La nostra agenda sulla connettività va oltre l’energia e i trasporti. La connettività digitale rappresenta un altro importante ambito di cooperazione regionale. L’Azerbaigian sta promuovendo nuovi collegamenti digitali nella regione attraverso iniziative ambiziose, come la Digital Silk Way. Il progetto prevede una rete avanzata in fibra ottica attraverso il Mar Caspio, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’Azerbaigian quale hub digitale regionale e collegamento fondamentale tra Europa e Asia.
Questa più ampia agenda sulla connettività è inoltre strettamente collegata all’emergente architettura di pace nel Caucaso meridionale.
La “Trump Route for International Peace and Prosperity” (TRIPP), altro importante risultato del Vertice di Washington del 2025, dovrebbe favorire una connettività multimodale senza ostacoli tra la parte principale dell’Azerbaigian e la Repubblica Autonoma di Nakhchivan e creare nuove opportunità per il commercio regionale, l’integrazione economica e la prosperità nell’ambito del Corridoio di Zangazur.
Signor Presidente,
Signore e Signori,
In conclusione, desidero ribadire che le sfide che condividiamo richiedono una rinnovata solidarietà globale, un multilateralismo più efficace e affidabile, fondato sul diritto internazionale, e un sistema di cooperazione rilanciato.
La fiducia, tuttavia, deve essere ristabilita attraverso azioni concrete. La pace deve essere costruita sul terreno, gli impegni devono tradursi in risultati reali e lo sviluppo sostenibile deve produrre miglioramenti significativi nella vita delle persone.
L’Azerbaigian ha costantemente rispettato gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e ha dimostrato la propria ferma adesione al diritto internazionale, compresi il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, il principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati, l’uguaglianza sovrana, il dialogo e la cooperazione, nonché l’attuazione fedele, coerente e non selettiva degli impegni concordati.
Questo è il multilateralismo nel quale crediamo: basato su principi, inclusivo e, soprattutto, capace di produrre risultati concreti.
Vi ringrazio.”




