Roma, l’Ambasciata di Serbia accoglie il debutto di “100 Women Winery”

Giovedì 24 settembre 2026, la sede diplomatica di Via dei Monti Parioli ha ospitato la presentazione della rete cooperativa al femminile. Un evento tra eccellenze enologiche e diplomazia culturale.
Un calice di vino per raccontare l’indipendenza, l’imprenditoria e la forza di fare rete. Il 24 settembre 2026, l’Ambasciata della Repubblica di Serbia a Roma ha fatto da palcoscenico alla presentazione ufficiale di 100 Women Winery, un’iniziativa indipendente nata dall’audacia e dal successo costruito con le proprie forze nel settore vitivinicolo e turistico.
L’evento, fortemente voluto dall’Ambasciatrice S.E. Mirjana Jeremić, ha acceso i riflettori su un modello di business interamente al femminile che punta sull’autonomia economica e sulla valorizzazione delle competenze territoriali.
L’autonomia economica e il modello al femminile di “100 Women Winery”
Il cuore del progetto non risiede soltanto nella qualità del prodotto finale, ma nella scelta radicale dell’indipendenza economica. Mettere insieme cento donne produttrici significa scardinare le dinamiche tradizionali di un comparto, quello vitivinicolo e del turismo enogastronomico, storicamente competitivo.
L’iniziativa promossa dall’Ambasciatrice S.E. Mirjana Jeremić mette in luce un modello di impresa in cui il capitale umano e il radicamento territoriale diventano i veri motori dello sviluppo; una dimostrazione pratica di come la leadership femminile sappia coniugare la gestione d’impresa, la tutela del territorio e la creazione di una rete cooperativa solida e competitiva sui mercati internazionali.
Oltre la degustazione: il valore del confronto a Via dei Monti Parioli
Dalle ore 19:00 alle 21:00, le sale della sede diplomatica di Via dei Monti Parioli hanno ospitato un vero e proprio tavolo di confronto concreto. La scelta di far dialogare le eccellenze serbe con il tessuto associativo italiano, come testimoniato dalla presenza di Welcome Association Italy, trasforma il calice di vino in un vettore di scambio culturale.
In questo contesto, la degustazione diventa uno strumento di diplomazia attiva, un’occasione in cui il pubblico istituzionale e associativo può toccare con mano le storie, la fatica e la competenza che si celano dietro a ogni bottiglia. Un modo concreto per accorciare le distanze geografiche e culturali attraverso il linguaggio universale del lavoro e dell’eccellenza produttiva.
La diplomazia che unisce le comunità
L’appuntamento romano conferma il ruolo delle sedi diplomatiche non solo come luoghi istituzionali, ma come spazi vivi di incontro e scambio culturale. Mettere in vetrina le eccellenze produttive di un Paese significa infatti avvicinare le comunità, creando legami duraturi basati sulla stima reciproca e sulla condivisione di storie autentiche.




