Musica e diplomazia a Roma: l’opera azerbaigiana celebra l’eredità di Uzeyir Hajibeyli

La grande musica classica azerbaigiana ha incantato il pubblico romano in occasione di “Echi d’autunno: omaggio all’opera azerbaigiana”, l’evento promosso dal Centro Culturale dell’Azerbaigian in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia.
L’iniziativa, tenutasi il 16 settembre presso la sede del Centro Culturale, ha celebrato la Giornata Nazionale della Musica dell’Azerbaigian (18 settembre), ricorrenza legata alla nascita di Uzeyir Hajibeyli (1885–1948), padre fondatore della musica classica e professionale del Paese.
Un ponte culturale tra Baku e Roma
La serata si è configurata come un raffinato punto d’incontro tra la tradizione operistica azerbaigiana e l’eccellenza musicale italiana. Protagonisti sul palco due giovani talenti azerbaigiani: il mezzosoprano Elmina Hasan, voce in rapida ascesa nel panorama lirico internazionale, e Jalal Bashirli, artista legato alla formazione italiana e attuale studente presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.
Sottolineando il valore simbolico dell’iniziativa all’inizio del suo mandato, l’Ambasciatore designato dell’Azerbaigian in Italia, Elchin Huseynli, ha ricordato come i giovani musicisti azerbaigiani che studiano e lavorano in Italia rappresentino dei veri e propri “ponti viventi” tra le due nazioni. Nel suo intervento, il diplomatico ha evidenziato che attraverso il loro talento la tradizione musicale dell’Azerbaigian incontra l’eccellenza della formazione italiana, dando vita a un dialogo profondo che rafforza i legami bilaterali attraverso la cultura e la condivisione.
L’eredità artistica e la risposta del pubblico
Nel corso della serata, la Direttrice del Centro Culturale dell’Azerbaigian, Gulnar Taghizada, ha ripercorso la vita e l’eredità artistica di Hajibeyli. Il compositore pose nel 1908 le basi della prima opera dell’Azerbaigian e dell’intero Oriente musulmano, Leyli e Majnun, unendo la tradizione del mugham alla musica classica europea, per poi contribuire allo sviluppo dell’identità musicale nazionale con capolavori come Arshin mal alan e la monumentale opera Koroghlu.
L’evento, scandito da proiezioni video incentrate sul valore della musica come «anima di una nazione», ha registrato una folta partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del corpo diplomatico, dell’accademia, del settore imprenditoriale e dei media, confermando il ruolo della cultura come canale privilegiato di amicizia tra Azerbaigian e Italia.




