Mumbai vista dallo spazio: l’arte italiana all’Ambasciata dell’India

Guardare una città dall’alto significa cambiarne la prospettiva, allontanarsi dalle strade e dai confini per riscoprirla come parte di un organismo più grande. È da questa idea che nasce l’opera dedicata a Mumbai e donata all’Ambasciata dell’India a Roma nell’ambito del progetto pittorico “Anatomia delle Metropoli”.
La tela, realizzata dall’artista italiano Francesco Fiscardi, raffigura la metropoli indiana attraverso una prospettiva satellitare e si inserisce in un percorso artistico che unisce tradizione pittorica e strumenti tecnologici contemporanei. Il progetto recupera infatti l’eredità delle vedute prospettiche sviluppatesi in Italia tra Quattrocento e Cinquecento, reinterpretandole attraverso le immagini offerte oggi da satelliti e droni.
L’obiettivo, però, si limita alla fedele riproduzione di una fotografia dallo spazio. La rilevazione tecnologica rappresenta solo il punto di partenza per una trasformazione pittorica in cui colore, materia e segno restituiscono l’identità della città. La fotografia satellitare, per sua natura fredda e scientifica, viene così convertita in quella che l’artista definisce una sorta di “poesia visiva”.
Mumbai, un cuore affacciato sull’oceano
Vista dallo spazio, Mumbai rivela la propria conformazione geografica: una città allungata sul mare, densamente abitata e attraversata da profonde differenze urbanistiche. Nell’opera emergono alcuni dei suoi luoghi più riconoscibili, tra cui Marine Drive, il celebre lungomare semicircolare soprannominato “Queen’s Necklace” per l’effetto prodotto dalla sua illuminazione notturna. La metropoli appare così come un organismo pulsante, nel quale quartieri moderni e finanziari convivono con aree storiche e spazi affacciati sull’oceano. Proprio questa energia avrebbe colpito Fiscardi durante lo studio della città, trasformando Mumbai in una sorta di cuore capace di irradiare vitalità e resilienza.
La tela fa parte di una collezione che attraversa idealmente i cinque continenti e comprende città come Venezia, New York, Instanbul, Sydney e Città del Capo. Un itinerario globale nato durante il periodo della pandemia, quando l’artista iniziò a sperimentare una nuova modalità di osservazione delle città partendo proprio da Venezia.
L’arte come ponte tra Italia e India
Alla dimensione pittorica si affianca quella poetica. L’opera dedicata a Mumbai ha infatti ispirato “La falena e la scimmia”, componimento della poetessa e accademica statunitense Margaret Noodin, con la quale Fiscardi ha avviato una collaborazione tra parola e pittura satellitare.
Ma è soprattutto il significato simbolico della prospettiva dall’alto a caratterizzare il progetto. Osservata dallo spazio, la Terra perde infatti i confini politici costruiti dall’uomo: città, territori e continuità tornano a essere parti di un unico organismo. La tecnologia diventa quindi uno strumento per riflettere sul rapporto tra uomo, ambiente e spazio urbano, ma anche sulla necessità di prendersi cura di una casa comune.
In un certo senso, quindi, la Mumbai vista dallo spazio diventa un ponte culturale tra Italia e India, incontro tra la tradizione artistica italiana e il fascino di una delle più grandi metropoli indiane. Un’immagine senza frontiere che affida all’arte il compito di ricordare ciò che, dall’alto, appare evidente: le distanze esistono sulle mappe, molto meno tra le persone.




