Comunicato stampa Segreteria di Stato per la Giustizia
Si ricorda che il Dirigente del Tribunale di San Marino il 25 ottobre scorso con un comunicato era intervenuto sulla mancata cessione della Banca di San Marino ad un soggetto estero ed aveva precisato che a seguito della notizia di reato trasmessa dall’Agenzia di Informazione Finanziaria e previa costituzione di gruppo composto da più giudici Inquirenti, il Tribunale aveva avviato le doverose indagini. Alla luce delle indagini ed alla stregua delle imputazioni formulate per i reati di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio, erano state disposte misure cautelari personali, alcune delle quali eseguite, tutte confermate dal Giudice del riesame, insieme con vari provvedimenti di sequestro probatorio e preventivo.
L’accaduto
Recentemente, con un ulteriore comunicato stampa del 6 febbraio, il Dirigente ha precisato che nel corso delle complesse indagini volte a ricostruire puntualmente i fatti contestati di corruzione privata, amministrazione infedele e riciclaggio, l’Autorità Giudiziaria venuta a conoscenza di ulteriori, ancora più gravi, fatti di rilevanza penale. Sono state, infatti, “acquisite prove consistenti della programmazione e della realizzazione, da parte di un gruppo di soggetti di un c.d. “piano parallelo” rispetto alla legittima strategia difensiva dei prevenuti nel processo, diretto sostanzialmente a offrire all’esterno la falsa rappresentazione della Repubblica di San Marino come un micro Stato non compiutamente democratico, né affidabile quanto all’effettivo rispetto della rule of law. Ci al preciso fine di costringere, anche con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, le Autorità sammarinesi a una trattativa con i prevenuti, con l’obiettivo dell’illecito perseguimento dei loro interessi patrimoniali, mediante indebite pressioni, esercitate anche con la minaccia, messa concretamente in opera, di ostacolare e delegittimare la conclusione positiva del percorso di associazione della Repubblica con l’Unione Europea”.
La condanna
Tali gravi condotte criminose (ancora in essere) e gli specifici comportamenti mirati ad inquinare le indagini hanno indotto i Giudici Inquirenti a formulare nuove e più pesanti imputazioni nei confronti di vari soggetti, cittadini sammarinesi e non, per concorso nei reati di: attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica San Marino; attentato contro la libertà dei poteri pubblici e minaccia contro l’autorità. Alla luce dei nuovi capi di imputazione si sono rese necessarie nuove misure cautelari personali nei confronti di più soggetti, che insieme a vari provvedimenti di perquisizione e sequestro, sono apparse inderogabili e adeguate per garantire la genuinità dell’acquisito quadro probatorio, per evitare il pericolo di fuga dei prevenuti e, soprattutto, per evitare l’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati, a difesa delle Istituzioni della Repubblica di San Marino.
E’ evidente che secondo quanto comunicato dal Dirigente del Tribunale, la vicenda abbia travalicato gli aspetti meramente privati legati alla cessione di partecipazioni societarie, e abbia assunto i connotati di un profilo istituzionale e politico. Non avrebbe, quindi, più a che fare con contestazioni di reato poste in essere da singoli che, legittimamente, esercitano il loro diritto di difesa nelle sedi e nelle forme previste nel nostro ordinamento, ma si troverebbe dinanzi ad un disegno pi ampio volto a esercitare pressioni, condizionamenti e forme di delegittimazione nei confronti delle istituzioni della Repubblica, al fine di minarne la credibilit¢ internazionale e con essa compromettendo la sua libertà perpetua.
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