Palazzo Farnese si racconta attraverso i dadi: debutta Cadentia Farnese, la visual novel dell’Ambasciata francese
Una visual novel per scoprire i segreti di uno dei palazzi più illustri di Roma. È il progetto con cui l’Ambasciata di Francia in Italia ha scelto di chiudere il 2025, anno che ha segnato i 150 anni di presenza francese a Palazzo Farnese. “Cadentia Farnese” – il nome richiama la parola latina cadentia, da cui derivano i nostri “chance” e “cadere dei dadi” – trasforma il capolavoro rinascimentale in un’esperienza ludica e poetica accessibile da cellulari e computer, in italiano, francese e inglese.
L’iniziativa, presentata questa mattina nella sala cinema Anna Magnani del Palazzo, rappresenta un raro esempio di come l’innovazione digitale possa dialogare con il patrimonio culturale. Il progetto è stato finanziato dal Fondo per il sostegno all’innovazione nella comunicazione del ministero francese dell’Europa e degli Affari esteri, e realizzato dall’Ufficio stampa dell’Ambasciata in collaborazione con lo studio We Are Muesli e il supervisor Diego Grammatico.
«Il progetto nasce dall’intento di offrire al pubblico romano, italiano, francese e internazionale la possibilità di entrare qui in un modo diverso», ha spiegato l’Ambasciatore Martin Briens, sottolineando come l’obiettivo sia rendere «accessibile questo luogo illustre grazie a nuovi media e a progetti innovativi».
La struttura è articolata in dodici storie da scoprire e rigiocare, secondo un ordine casuale determinato appunto dalla cadentia. Ogni percorso narrativo svela l’anima del Palazzo attraverso gli spazi più emblematici: dal giardino ai sotterranei, dai Camerini al Salone Giallo, dal Salone d’Ercole a quello Rosso, fino alla Galleria dei Carracci. Il target è volutamente ampio – tutti gli amanti del gioco, della cultura e del patrimonio, a prescindere dall’età.
«Per noi il gioco è un linguaggio artistico al pari di altri», hanno dichiarato gli sviluppatori di We Are Muesli, descrivendo l’approccio come quello di «artigiani digitali» che hanno intrecciato «parole, segni grafici, musica e codice di sviluppo» per restituire la complessità storica del Palazzo in un’esperienza al contempo semplice e profonda.
Diego Grammatico ha invece collocato il progetto in una prospettiva più ampia: «Quello che presentiamo non è solo un videogioco, ma un prodotto culturale che vuole arricchire chi ne farà esperienza. Il settore dei videogiochi è ancora agli albori nel scoprire le possibilità narrative ed emotive di questo medium. In un futuro non troppo lontano, il videogioco come racconto digitale interattivo sarà probabilmente la prima forma di espressione creativa».
Palazzo Farnese, fulcro della relazione bilaterale fra Francia e Italia, continua così a rinnovarsi mantenendo salda la sua vocazione di ponte culturale, stavolta attraverso il linguaggio di una generazione sempre più vicina ai mondi digitali.




