Fabrizio De Andrè vs Francesco Guccini

Fabrizio De Andrè  vs Francesco Guccini

E’ passata una vita da quando De Andrè incantava il pubblico con Crueza de Ma, commuoveva con Verranno a chiederti del nostro amore oppure divertiva con Volta la carta. Faber, il simbolo di una generazione. Un poeta dal linguaggio sempre diretto, niente peli sulla lingua. Grande amico di Paolo Villaggio con il quale scrisse un brano (Re Carlo torna dalla battaglia di Poitiers) e che, in seguito, verrà censurato per pornografia. Fu uno dei primi in Italia che introdusse il concept album dove tutte le canzoni ruotano attorno a un unico tema o sviluppano complessivamente una storia. Ovviamente stiamo parlando dell’ album Storia di un impiegato, forse la sua opera migliore. Fabrizio è stato estremamente legato a due regioni, la Liguria e la Sardegna. La prima, sua terra d’ origine mentre la seconda è stato il suo grande amore: La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. Faber è considerato giustamente un poeta da tutti, un cantautore che guardava al futuro. Sono passati 15 anni dalla sua morte ma le sue canzoni sono tutt’oggi moderne ed amate.

Linguaggio diretto e niente peli sulla lingua sono caratteristiche che contraddistinguono anche il modenese Francesco Guccini. Amante del vino, basta pensare che ad ogni suo concerto ne ha un fiasco accanto a sé, della parola e del popolo. Come disse Dario Fo “nella sua opera c’è un discorso interminabile: sull’ironia, sull’amicizia, sulla solidarietà”.

La sua canzone simbolo, che tutti conoscono o che almeno hanno ascoltato una volta è La locomotiva. Su questo brano ci fu una considerazione molto divertente da parte di Giorgio Gaber: “Bolognesi! Ricordatevi: Sting è molto bravo, però tenetevi il vostro Guccini. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto”. Il cantautore modenese, inoltre, ha cantato con alti personaggi illustri come i Nomadi: celeberrime Canzone per un’ amica e Auschwitz. Guccini ama la letteratura e da questa sua passione scrisse Don Chisciotte e Cyrano.

Nel 2012 gli viene riconosciuta la Laura Honoris Causa in scienze umanistiche con la seguente motivazione: per le sue canzoni che sono amate da tutte le generazioni, come lo dimostrano i suoi concerti, sempre pienissimi. Canzoni che sanno raccontare con poesia, ironia e rabbia le piccole e le grandi storie dei nostri tempi. Con le sue canzoni lei ha anche portato un pezzo di America in Italia. Lei è una delle più importanti figure culturali italiane, non ha avuto paura di prendere posizione o di sfidare lo status quo con un linguaggio diretto e incisivo e la sua opera costituisce un dialogo stimolante e continuo con il suo pubblico.

De Andrè e Guccini. Bocca di Rosa o L’avvelenata? Amico fragile o Vedi cara? Difficile scegliere, impossibile non ascoltarli.

di Stefano Getuli

29 settembre 2014

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