François Fillon: un fulmine a ciel sereno nelle primarie francesi

François Fillon: un fulmine a ciel sereno nelle primarie francesi

Il 2016 è stato un anno caratterizzato da risultati elettorali inaspettati, con sondaggi ed exit polls che in molti paesi non sono riusciti a prevedere l’esito della competizione elettorale. Ultimo sorpresa in ordine di tempo è stata la vittoria di François Fillon al primo turno delle primarie repubblicane in Francia, con il sessantaduenne che si è imposto sui ben più accreditati Alain Juppé e Nicolas Sarkozy.

Il 2016 sarà ricordato per lungo tempo come l’anno delle sorprese elettorali; dopo Brexit e Trump, infatti, anche la vittoria di François Fillon al primo turno delle primarie repubblicane in Francia è sfuggita agli exit polls e ai sondaggi. Quest ultimo, che fino a qualche giorno prima delle elezioni era dato ad un semplice 20%, domenica scorsa è stato capace di strappare un solido 46% che per poco non gli è valsa la nomination repubblicana senza dover passare per il secondo turno. Vittima illustre di tale risultato è stato invece l’ex presidente Nicolas Sarkozy — designato secondo dai sondaggi pre-elettorali — che si è piazzato al terzo posto, vedendosi preclusa la possibilità di partecipare al secondo giro di elezioni di domenica prossima e che in seguito alla cocente sconfitta ha detto di considerare la propria carriera politica finita.

Le primarie del centrodestra francese hanno riscosso notevole attenzione nel mondo in quanto ci si aspetta che dalla convention repubblicana esca lo sfidante moderato più credibile per contendersi la presidenza con Marine Le Pen, la leader del partito di estrema destra Front National. Visto infatti il bassissimo indice di gradimento dell’attuale presidente François Hollande, il quale ha recentemente toccato il minimo storico del 5% dei consensi, è dunque lecito aspettarsi un centrosinistra escluso dal secondo turno elettorale delle presidenziali di Maggio e la competizione elettorale ridotta allo scontro tra la destra conservatrice e quella ultranazionalista.

Le votazioni di domenica prossima, in cui si troveranno ad affrontarsi per ottenere la nomination del centro destra il sessantaduenne François Fillon, già primo ministro del governo Sarkozy dal 2007 al 2012, e l’attuale sindaco di Bordeaux Alain Juppé, anche lui primo ministro dal 1995 al 1997 sotto la presidenza Chirac, saranno quindi di vitale importanza per capire la direzione che prenderà la Francia nel prossimo quinquennio.

François Fillon è un grande critico dell’integralismo Islamico, riguardo cui ha pubblicato un libro intitolato “Sconfiggere il totalitarismo Islamico”. Grande sostenitore del libero mercato, l’ex primo ministro vorrebbe fare riforme in favore delle grandi aziende, tagliare le tasse, rendere il mercato del lavoro più flessibile e ridurre le spese del welfare. Proprio per le sue idee neoliberiste Fillon vorrebbe riallacciare i rapporti con Mosca sopprimendo le sanzioni e vorrebbe un approccio morbido alla Brexit cercando di mantenere il Regno Unito all’interno del Mercato Unico Europeo.

Alain Juppé invece ha idee più centriste ed è determinato a rimarginare la fratture che si è venuta a creare in seguito agli attacchi del 13 novembre tra i francesi e la comunità mussulmana. Il suo programma economico è meno estremista di quello del suo avversario nel perseguire le idee del libero mercato ma anche lui vorrebbe ridurre le tasse e la spesa pubblica. Forte sostenitore del progetto Europeo, andrebbe molto probabilmente a ricoprire un ruolo più deciso in seno all’Unione Europea di quanto fatto dagli ultimi presidenti francesi.

Indipendentemente che a vincere domenica prossima sia Fillon o Juppé, il candidato dei repubblicani dovrà riuscire nell’ardua impresa di convincere gli elettori che il suo progetto di riforme sia ciò di cui la Francia ha bisogno per uscire da un periodo di stagnazione economica che ha messo in crisi un paese abituato ad essere leader nello scenario globale.

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