La ‘diretta Facebook’, lama a doppio taglio della politica italiana

La ‘diretta Facebook’, lama a doppio taglio della politica italiana
Il primo ministro Matteo Renzi

Da un po’ di anni ormai Facebook è entrato sempre più prepotentemente a far parte delle nostra vita quotidiana, rivoluzionando rapporti umani e sociali, dandoci la possibilità di sentirci vicini a persone che si trovano a chilometri di distanza ma anche facendoci sentire soli circondati da amici virtuali. Ultima trovata in ordine di tempo del più grande social network al mondo è stata quella di creare la ‘diretta Facebook’, ossia la possibilità di avere un vero proprio collegamento online che permette agli utenti di collegarsi e sentire in diretta le parole e le idee di determinate persone. Se in un primo momento tale strumento era stato utilizzato principalmente da attori, bloggers e persone del mondo dello spettacolo, nell’ultimo periodo la diretta Facebook ha però raggiunto i politici di tutti gli schieramenti che hanno così iniziato ad utilizzare quest’ultima estensione per raggiungere un pubblico più ampio e per rendere i cittadini più partecipi del loro operato.

Se da un lato quest’ultima invenzione porta dei vantaggi oggettivi, dando la possibilità al politico di essere più vicino all’elettore e all’elettore di essere sempre al corrente di ciò che succede, non sono da trascurare anche i numerosi aspetti negativi che tale innovazione. Le informazioni che arrivano in diretta da un politico — qualunque sia il partito — rischiano infatti di essere eccessivamente parziali e di così creare disinformazione, con notizie che senza essere controbattute da un oppositore o filtrate da un giornalista si trasformano velocemente in mera propaganda.

Succede quindi che con tale metodo il premier Renzi, in uno dei suoi #Matteorisponde, a pochi giorni dal referendum popolare e in quello che probabilmente è il momento più difficile della sua carriera politica, lanci la proposta di estendere il bonus degli 80 euro ai pensionati senza che nessuno possa confutare il taglio propagandistico della proposta. Un discorso simile si potrebbe fare per le numerose dirette degli esponenti del Movimento 5 stelle che intervengono da Camera e Senato, millantando intrighi di potere e bollando il brusio di sottofondo come l’ennesimo tentativo dei partiti tradizionali di “agevolare banchieri e petrolieri”, senza che il cittadino possa sapere cosa stia realmente accadendo.

Come gran parte delle innovazioni tecnologiche dell’ultimo decennio la diretta Facebook si appresta a cambiare ulteriormente il nostro mondo, trasformando il modo di fare politica ed il rapporto tra elettore ed eletto. Soltanto il tempo potrà dirci se i vantaggi di avere un accesso continuo ai nostri rappresentanti saranno maggiori del rischio d’indottrinamento che correremo a forza di sentire populismi e promesse di possibili mancette.

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