Sanders, Corbyn ed il revival del Socialismo

Sanders, Corbyn ed il revival del Socialismo

“Socialism is dead!”, così titolava un famoso giornale britannico quando tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000 il partito Laburista inglese si reinventava, abbracciando parte di quell’ideologia capitalista contro cui per anni si era scagliato. Il “New Labour” infatti, così come tanti altri movimenti politici della sinistra di tutto il mondo, in quel determinato periodo storico bollò il socialismo come un esperimento fallito del precedente secolo, un ricordo a cui guardare con un misto di nostalgia e rimpianto, ma da cui allontanarsi il più velocemente possibile per ottenere maggior consenso tra le classi del ceto medio.

E’ sorprendente dunque vedere come oggi quell’ode funebre sembri eccessivamente affrettata e lontana dalla realtà, il socialismo infatti non solo è tornato in auge ma miete consensi in paesi che storicamente sono stati roccaforte contro tale sistema politico.

Nel Regno Unito all’indomani della dura sconfitta Laburista nelle elezioni amministrative del 2015 il partito si è riunito attorno alla figura di Jeremy Corbyn, leader atipico, per anni ai margini del partito, ma che è riuscito ad attirare più di un milione di nuovi attivisti con il suo programma in favore di un ritorno allo stato sociale e contrario a qualsiasi tipo di privatizzazione.

Ancor più singolare si sta rivelando la corsa per le primarie del partito democratico statunitense del senatore del Vermont Bernie Sanders, colui che doveva essere una semplice comparsa si è trasformato in un ostico rivale per la ben più gettonata Hillary Clinton e a suon di proclami in favore di università ed assistenza sanitaria gratuiti ha raccolto risultati che hanno di gran lunga superato le più rosee aspettative.

Analizzando i dati dei due politici le similitudini che li accomunano sono strabilianti, in Iowa l’84% dei giovani democratici ha optato per Sanders ed il suo programma, nel Regno Unito il 41% della popolazione compresa tra i 18 ed i 24 anni di età pensa che Corbyn stia avendo un buon impatto sul paese, dati da contrapporre al misero 16% che il leader ottiene tra coloro che hanno più di sessant’anni. Se in America solo il 15% degli over 65 ha un visione positiva del socialismo tali numeri crescono fino ad uno strabiliante 36% tra coloro di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, solamente tre punti percentuali in meno di coloro che hanno una buona percezione del capitalismo.

Come testimoniano i dati elettorali il revival del Socialismo a cui stiamo assistendo in questi due paesi è tutto fuorché casuale, è la storia di giovani ragazzi e ragazze che si trovano a dover far fronte ad un presente ed ad un futuro caratterizzati dall’incertezza economica, spesso destinati ad avere dalla vita molto meno di quello che è spettato ai loro genitori. I giovani britannici ed americani si sentono non rappresentati, ignorati, dimenticati e molto spesso traditi dalle élite politiche dei propri paesi che li hanno relegati ad un presente di dubbi e preoccupazioni.

L’America e la Gran Bretagna si trovano oggi a dover far fronte ad un vero e proprio conflitto generazionale in cui l’incertezza economica fa da padrone, se da un 60enne il socialismo viene associato al fallimento del totalitarismo dell’Unione Sovietica per un ragazzo il collasso finanziario del 2007 ha maggior rilevanza, per questi ragazzi la caduta della società finanziaria ‘Lehman Brothers’ ha avuto un impatto maggiore di quella del muro di Berlino.

La soluzione per uscire da questo periodo di crisi secondo i ragazzi risiede in una maggiore presenza dello stato, in una politica economica keynesiana e in una società più giusta. I leader che possono portarli a raggiungere tale risultato sono settantenni dai capelli bianchi, atipiche icone giovanili capaci di risvegliare il fervore politico anche in una generazione tradizionalmente disinteressata.

Sia Corbyn che Sanders sanno che il percorso verso una possibile posizione di governo sarà lungo e tortuoso, ma con schiere di ragazzi pronti a supportarli l’impresa non sembra più una battaglia contro i mulini a vento.

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