Il Regno Unito prova a vietare l’ingresso a Donald Trump

Il Regno Unito prova a vietare l’ingresso a Donald Trump

Donald Trump è senza dubbio il candidato più controverso alle elezioni presidenziali Statunitensi del prossimo autunno, da quando ha annunciato la sua candidatura, infatti, la campagna elettorale del ricco uomo d’affari è stata caratterizzata da gaffe e ‘sparate’ che hanno creato sdegno tra gli elettori e gli stessi colleghi di partito.  Ultima in ordine di tempo era stata la proposta dello scorso dicembre di vietare l’ingresso ai mussulmani negli Stati Uniti fino a quando i rappresentati americani non avessero capito i ‘veri’ legami tra la religione ed il terrorismo fondamentalista. Tale proposta aveva creato una bufera mediatica di livello internazionale con esponenti politici e religiosi di tutto il mondo che avevano duramente condannato le parole del politico definendole xenofobe e cariche d’odio. Nel Regno Unito, però, l’indignazione non si è limitata a frasi di circostanza e una petizione per vietare l’ingresso a Donald Trump in Gran Bretagna ha velocemente raggiunto più di mezzo milione di firme così da essere discussa il 18 gennaio in parlamento. La costituzione britannica infatti prevede che qualsiasi petizione che raggiunga più di 100000 firme debba essere discussa e votata in parlamento.

Il parlamento si è quindi riunito per discutere se fosse legittimo vietare l’ingresso nel paese a quello che potrebbe essere il futuro presidente degli Stati Uniti e che al momento è il proprietario di numerosi campi da golf in Scozia. Nelle discussioni prima del voto Trump è stato definito un buffone ed un demagogo razzista, colpevole secondo alcuni parlamentari di incitare all’odio razziale. Inoltre particolare ilarità è stata generata dalla parlamentare del partito indipendentista scozzese (SNP) Anne McLaughlin, la quale nel terminare il suo intervento favorevole a negargli il visto si è scusata a nome della Scozia per l’esistenza di Trump in quanto il candidato repubblicano è figlio di scozzesi emigrati in America.

Nonostante ciò la maggioranza dei parlamentari sia di destra che di sinistra ha respinto l’idea di escludere l’uomo d’affari dalla Gran Bretagna con la giustificazione che tale provvedimento avrebbe dato a Trump la possibilità di utilizzare la retorica del vittimismo a suo favore. Il leader del partito Laburista Jeremy Corbyn ha infatti sostenuto che sia meglio confrontarsi con il milionario Newyorkese piuttosto che escluderlo dal paese. Proprio a questo proposito Corbyn ha risposto alla controversia invitando Trump a soggiornare da lui e a visitare le moschee della sua circoscrizione in Gran Bretagna dicendo “Mia moglie è messicana (Trump ha più volte dichiarato di voler deportare in Messico tutti i cittadini che risiedono illegalmente negli USA) e la mia circoscrizione è estremamente multiculturale, vorrei che se Trump venisse avesse l’opportunità di parlare con la gente che vive qui”.  Dato il risalto mediatico che questa vicenda ha ottenuto sorge spontaneo chiedersi: Come si comporterà il Regno Unito nel caso in cui Donald Trump venisse eletto presidente degli Stati Uniti d’America?

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