Italia tarallucci e vino? Sì e pure a lungo

Italia tarallucci e vino? Sì e pure a lungo

Tagli alla sanità, strutture ospedaliere fatiscenti, un sistema di previdenza sociale praticamente inesistente e un preoccupante tasso di disoccupazione: Se vi dicessi che l’Italia è il secondo paese al mondo per aspettative di vita mi credereste? Eppure un recente articolo sulla britannica BBC citando dati rilevati da “The Lancet”, una delle più antiche e rispettabili riviste scientifiche di ambito medico, riporta come l’aspettativa di vita nel nostro paese sia considerabilmente incrementata dal 1990, con l’Italia capace di risalire dal quinto al secondo posto in questa speciale classifica e di superare paesi come Francia, Germania e Svezia. Paragonando le differenti aspettative di vita tra i due paesi il corrispondente medico della BBC si pone incredulo una semplice domanda “Ma come fanno gli italiani?”.

Il giornale britannico infatti sottolinea come gli italiani fumino di più, guadagnino di meno e risiedano in uno stato con un’economia meno florida caratterizzata da minori investimenti nel settore sanitario, eppure vivano in media diciotto mesi in più rispetto agli anglosassoni. Inoltre gli italiani, non solo hanno aspettative migliori (81,5 anni di media contro i 79,9 degli inglesi) ma godono anche di una migliore qualità della vita con malattie e disfunzioni che insidiano la nostra salute solo in età avanzata.

Quali sono dunque i segreti del nostro stile di vita? Sicuramente chiunque si sia trasferito anche solo per un breve periodo in Gran Bretagna avrà notato la frenesia compulsiva che fa da padrone nella vita degli inglesi, persone che nel perseguire carriere brillanti e lauti compensi spesso trascurano la propria salute e quei valori familiari che fortemente caratterizzano la nostra società. Un altro fattore che indubbiamente determina la nostra longevità è la concezione dell’alcol visto da noi come un piacere da gustare a tavola mentre in Inghilterra, indipendentemente dall’età, viene vissuto come un espediente per animare le serate. Infine, non possiamo tralasciare la nostra dieta Mediterranea. L’abbondanza di pesce fresco, la grande varietà di frutta e verdura che riempiono le nostre tavole e l’utilizzo di olio d’oliva per cucinare rispetto ai grassi animali che vengono adoperati al di là della Manica hanno un grande impatto sulla nostra salute, riducendo considerevolmente il rischio di attacchi cardiaci.

Curiosamente una volta interrogati dal giornalista inglese sulla reazione degli italiani alla pubblicazione di questi straordinari risultati, i ricercatori di “The Lancet” si sono detti particolarmente colpiti dal fatto che nessun giornale italiano li avesse contattati per chiedere maggiori informazioni. Sarà forse che a furia di concentrarci su questioni economiche e scandali politici ci scordiamo della fortuna di cui godiamo?

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