Tra oro e tragedia: il cinema indiano conquista Roma con Devdas
Tra velluti, luci dorate e tragedie amorose, l’Indian Film Festival ha portato a Roma uno dei titoli più rappresentativi del cinema indiano contemporaneo, “Devdas”, a chiusura di una rassegna che per un mese ha trasformato la sala di The Space Cinema Moderno in uno spazio di dialogo tra culture.
Promossa dall’Ambasciata dell’India in Italia, l’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di diplomazia culturale volto a rafforzare i legami tra i due Paesi attraverso il linguaggio universale del cinema. Dal 27 febbraio al 27 marzo, il festival ha proposto una selezione di film in lingua originale con sottotitoli in italiano, offrendo al pubblico romano l’opportunità di avvicinarsi a una cinematografia spesso poco rappresentata nei circuiti mainstream europei.
Particolare attenzione è stata dedicata alla figura del regista Sanjay Leela Bhansali, autore noto per il suo stile visivo sontuoso e fortemente riconoscibile, capace di fondere melodramma, musica e coreografia in opere di grande impatto estetico. La scelta di concludere la rassegna con Devdas non sembra essere casuale: il film, tratto dal celebre romanzo di Sarat Chandra Chattopadhyay, rappresenta infatti uno dei vertici espressivi del cinema bollywoodiano.
La pellicola racconta la storia di Devdas, giovane aristocratico che, tornato in India dopo un lungo periodo all’estero, si scontra con le convenzioni sociali che ostacolano il suo amore per l’amica d’infanzia Paro. Tra orgoglio, incomprensioni e scelte imposte dalle famiglie, i due vengono separati, mentre Devdas scivola progressivamente nell’autodistruzione, trovando conforto nella figura della cortigiana Chandramukhi.
La serata conclusiva ha registrato una partecipazione variegata, specchio della natura inclusiva dell’iniziativa. In sala si mescolavano spettatori di diversa provenienza: appassionati di cinema indiano, membri della comunità locale e semplici curiosi alla loro prima esperienza con Bollywood. Le conversazioni prima della proiezione restituivano un clima di attesa e interesse, mentre durante l’intervallo il pubblico si è dimostrato particolarmente coinvolto, commentando con entusiasmo le prime sequenze e mostrando il desiderio di immergersi di nuovo nella narrazione.
Dal punto di vista estetico, “Devdas” si impone sin dalle prime scene per la sua straordinaria ricchezza visiva. Scenografie imponenti, costumi elaborati e una palette cromatica dominata da tonalità intense come oro, rosso e blu contribuisce a costruire un universo quasi pittorico, sospeso tra realtà e dimensione onirica. Un linguaggio visivo che non solo definisce l’identità del film, ma diventa anche veicolo privilegiato di trasmissione culturale.
In questo senso, l’Indian Film Festival si conferma non solo come un evento cinematografico, ma come un’occasione di incontro e conoscenza reciproca. Attraverso il grande schermo, l’Ambasciata dell’India rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura nazionale, dimostrando come il cinema possa fungere da ponte tra tradizioni diverse e favorire un dialogo aperto e partecipato.




