Festa Nazionale e apertura dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026al Teatro dell’Opera di Roma
L’Ambasciata di Romania in Italia ha celebrato la Festa Nazionale della Romania e l’apertura ufficiale dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026 con un Concerto di Gala tenuto dall’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest sul palco del prestigioso Teatro dell’Opera di Roma.
Il concerto, diretto dal Maestro Daniel Jinga e con la partecipazione degli artisti Anita Hartig, Ruxandra Donose e Ștefan Pop, ha proposto un programma che ha unito capolavori del repertorio romeno e italiano.
L’evento è stato inaugurato dall’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău, insieme al Ministro della Cultura della Romania, András István Demeter, al Ministro della Cultura della Repubblica Italiana, Alessandro Giuli, e al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone.
Oltre 1.200 invitati — rappresentanti delle istituzioni italiane, del corpo diplomatico e consolare, del mondo imprenditoriale, culturale e accademico, oltre a numerosi membri della comunità romena — hanno assistito al concerto di gala.
Nel suo discorso, l’Ambasciatrice Gabriela Dancău ha sottolineato l’importanza di celebrare la Festa Nazionale in un contesto di tale portata, evidenziando i legami profondi tra Romania e Italia e il ruolo
del Partenariato Strategico tra i due Paesi.
Inoltre, ha annunciato il lancio dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Romania, Nicușor Dan, e del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio
Mattarella, sottolineando così l’importanza attribuita a questa iniziativa al più alto livello dei due Stati.
“L’inaugurazione dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026 rappresenta l’inizio di un percorso strategico destinato a consolidare la cultura come fondamento del nostro dialogo bilaterale”, ha dichiarato l’Ambasciatrice.
Rivolgendosi alla comunità romena in Italia, l’Ambasciatrice ha aggiunto: “I cittadini romeni in Italia sono un ponte vivo tra i due Paesi e contribuiscono in modo decisivo all’immagine della Romania attraverso professionalità, creatività e responsabilità civica.”
Nel suo intervento, il Ministro della Cultura romeno András István Demeter ha evidenziato che l’Anno Culturale Romania–Italia 2026 rappresenta il primo progetto congiunto di questo tipo nella storia dei due Paesi, consolidando un rapporto diplomatico e culturale di lunga data. Ha inoltre indicato che il programma si rivolge sia agli italiani che desiderano scoprire la Romania, sia ai romeni che sentono l’Italia come una seconda casa.
“Questa sera non stiamo semplicemente inaugurando un programma. Apriamo un anno in cui desideriamo che la Romania sia presente in Italia non tramite slogan, bensì attraverso incontri autentici: nelle sale da concerto, nei musei, nei cinema, nelle biblioteche, nelle università e negli spazi pubblici. Luoghi dove le persone non si recano per una semplice fruizione passiva, ma per vivere esperienze in grado di trasformarle, anche solo in parte.” ha aggiunto il Ministro romeno.
Intervenendo in qualità di ospite d’onore in occasione della Festa Nazionale della Romania e dell’inaugurazione dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, il Ministro della Cultura italiano Alessandro
Giuli ha sottolineato il carattere speciale delle relazioni politiche, economiche e sociali tra Italia e Romania, consolidate dal Partenariato Strategico aggiornato nel 2024. Ha evidenziato i legami culturali e umani profondi tra le due nazioni, rafforzati dai milioni di italiani e romeni che vivono e lavorano insieme. Il Ministro Giuli ha inoltre reso omaggio al lavoratore romeno Octav Stroici, che ha perso la vita
nell’incidente che ha coinvolto il crollo parziale del monumento storico Torre dei Conti a Roma, sottolineando la responsabilità di garantire la sicurezza di coloro che proteggono il patrimonio culturale.
Il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, ha sottolineato la solidità e la profondità dei legami culturali che uniscono Italia e Romania, evidenziando il ruolo strategico della diplomazia culturale come strumento di dialogo, cooperazione e valorizzazione del patrimonio comune.
Ha inoltre rimarcato il ruolo essenziale della cultura all’interno del progetto europeo e ha invitato le nuove generazioni a diventare protagoniste di un rinnovato impegno nella costruzione di ponti di
conoscenza, libertà e sviluppo comune.




