La vita di Gino Donè Paro in Ambasciata di Cuba
All’Ambasciata di Cuba a Roma, nella serata di ieri, si è celebrata una vita straordinaria: quella di Gino Donè Paro, il partigiano veneto diventato rivoluzionario cubano. La presentazione del libro di Pier Carlo Porporato e Daily Sánchez Lemus ha riportato sotto i riflettori una figura affascinante e poco conosciuta della storia italiana, capace di unire due mondi apparentemente lontani: la Resistenza antifascista e la Rivoluzione fidellista.
Donè Paro, nato a San Donà di Piave, era nella Missione Nelson durante lo sbarco dal Granma nel novembre 1956: l’unico europeo tra i rivoluzionari che avrebbero cambiato la storia dell’isola caraibica. Un dettaglio che racchiude in sé un intero universo di significati. Non era un agitatore esterno, non era venuto in cerca di gloria. Era un uomo che aveva già combattuto il fascismo in Italia e che ritrovava coerenza nel supportare la lotta contro un’altra forma di oppressione.
La sua scelta non fu il risultato di un’ideologia astratta, ma dell’esperienza diretta. Dopo la Resistenza, Donè Paro trovò nella Rivoluzione cubana il proseguimento naturale di quello stesso impegno per la libertà che lo aveva spinto a combattere i nazifascisti. Dalla Sierra Maestra ai Circoli ANAIC all’Avana, dalla difesa della memoria alla custodia di valori che attraversavano interi continenti: la sua vita racconta di come certe convinzioni possono trasformare un uomo in un testimone vivente della storia.
Il libro ricostruisce il suo percorso attraverso testimonianze d’epoca e articoli storici, restituendo dignità a una figura che meritava di essere riscoperta. Tornato a San Donà dopo 55 anni, Donè Paro ha continuato a incarnare questa coerenza fino alla fine: le sue ceneri hanno raggiunto il Pantheon dei Veterani all’Avana nel 2023, simbolo di una vita che ha trovato il suo compimento nell’isola dove aveva combattuto.
L’evento di ieri, alla presenza dell’Ambasciatrice Mirta Granda Averhoff e dello stesso Porporato, ha ricordato come le storie individuali siano capaci di illuminare momenti storici collettivi. Gino Donè Paro non è una curiosità storiografica: rappresenta quella rara categoria di uomini che hanno saputo leggere il proprio tempo con coerenza, scegliendo consapevolmente di stare dalla parte dei più deboli.
In un’epoca dove le narrative sulla storia spesso si riducono a semplificazioni, scoprire queste figure complesse, che vivevano l’impegno politico non come ideologia da biblioteca ma come pratica quotidiana, restituisce profondità e significato a quello che significa veramente resistere.




