“Rubato” di HPO vince la terza edizione di NXT al MAXXI
È “Rubato”, progetto del collettivo HPO, il vincitore della terza edizione di NXT, il programma del MAXXI dedicato alla promozione di una nuova generazione di architetti e alla valorizzazione dello spazio pubblico. L’installazione sarà allestita nella piazza del museo dal 29 maggio al 25 ottobre 2026, diventando uno dei fulcri della programmazione estiva del MAXXI.
Promosso dal MAXXI Architettura e Design contemporaneo, diretto da Lorenza Baroncelli e curato da Pippo Ciorra, NXT invita giovani studi di architettura a confrontarsi con lo spazio esterno del museo, trasformandolo ogni anno in un luogo di incontro, relax e sperimentazione. Per questa edizione cinque studi emergenti, selezionati da altrettanti mentori, sono stati invitati a sviluppare una proposta per un’installazione temporanea capace di attivare la piazza del MAXXI e accogliere il ricco calendario di eventi estivi.
Il progetto vincitore, “Rubato”, prende il nome da un termine musicale che indica una libera interpretazione del tempo, caratterizzata da accelerazioni e rallentamenti. Questa idea viene tradotta in architettura attraverso una struttura aperta e in continua trasformazione. Il padiglione è concepito come un assemblaggio dichiarato di materiali eterogenei e di recupero: americane da palcoscenico, assi di legno e blocchi di cemento riciclato danno forma a un’installazione che mette in scena il processo costruttivo e il tempo dell’architettura.
Più che un oggetto concluso, “Rubato” si presenta infatti come un processo visibile: un cantiere permanente che espone la possibilità di cambiamento e trasformazione dello spazio. L’installazione propone così un’idea di architettura aperta e sperimentale, lontana da un’immagine statica e definitiva. In una città come Roma, dove spesso la dimensione iconica prevale sull’esperienza dello spazio, il progetto invita il pubblico a vivere la piazza del MAXXI come un ambiente dinamico e partecipato.
Pensato come un dispositivo urbano temporaneo, il padiglione offrirà un luogo accogliente per sostare, incontrarsi e prendere parte alle attività del museo durante l’estate. Lo spazio, articolato e permeabile, sarà accompagnato da un progetto di sonorizzazione curato da Agnese Menguzzato, contribuendo a creare un ambiente immersivo che amplifica il rapporto tra architettura, suono e vita pubblica.
Il collettivo HPO, fondato a Ferrara nel 2017 e composto da undici architetti, lavora tra architettura, installazioni temporanee, mostre e performance con un approccio collaborativo che intreccia progettazione, ricerca e produzione culturale. Il loro lavoro è stato presentato in numerosi contesti internazionali, tra cui l’Akademie der Künste di Berlino, HEAD Genève, TU Graz, ENSAP Versailles, Dropcity Milano e il Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia.
I progetti degli altri studi selezionati — facchinelli daboit saviane, m²ft architects, Associates Architecture e Atelier Vago — saranno inoltre presentati in una mostra al Centro Archivi del MAXXI, nell’ambito di Architetture dall’Italia, a cura di Pippo Ciorra ed Elena Tinacci (galleria KME). Disegni, modelli e materiali di ricerca racconteranno il processo progettuale e le diverse interpretazioni contemporanee dello spazio pubblico.




