Africa 2026: crescita, resilienza e il ruolo strategico dell’Italia
Non è domani. È oggi. In un contesto globale caratterizzato da incertezza geopolitica, transizione energetica e trasformazioni economiche profonde, il continente africano continua a distinguersi per la sua resilienza e per il suo crescente peso nei nuovi equilibri globali.
Nella cornice di Villa Celimontana, a Roma, si è svolto l’incontro annuale “Africa 2026. Prospettive politiche ed economiche”, promosso da Africa e Affari. L’evento ha riunito istituzioni, imprese e stakeholder per analizzare le principali tendenze politiche ed economiche del continente e le opportunità di cooperazione con l’Europa e, in particolare, con l’Italia.
Negli ultimi quindici anni, l’Africa ha registrato alcuni dei più elevati tassi di crescita a livello mondiale. Secondo diverse proiezioni internazionali, il continente potrebbe superare l’Asia in termini di dinamismo economico entro il 2026. Con oltre 1,4 miliardi di abitanti, una popolazione tra le più giovani al mondo e una classe media in espansione, l’Africa si sta affermando come un attore sempre più centrale nelle catene del valore globali. In questo scenario, il ruolo dell’Italia è sempre più rilevante. L’interscambio commerciale Italia–Africa ha superato i 69 miliardi di euro, mentre lo stock di investimenti diretti italiani nel continente è stimato intorno ai 27 miliardi di euro. Oltre 1.700 imprese italiane operano stabilmente in Africa, contribuendo in modo significativo allo sviluppo industriale, infrastrutturale e tecnologico di diversi Paesi.
Le relazioni restano ancora fortemente concentrate sul settore energetico, in particolare su gas e petrolio. Tuttavia, il Piano Mattei per l’Africa rappresenta un passaggio strategico verso un modello di cooperazione più ampio e strutturato. Con oltre 5,5 miliardi di euro di risorse pubbliche, più di 3 miliardi di euro in garanzie SACE e circa 18 miliardi di euro di progetti attivati, il Piano punta a rafforzare i partenariati in settori chiave come energia, agroalimentare, infrastrutture, logistica, formazione e innovazione. Durante l’incontro è emersa con forza la necessità di superare un approccio tradizionalmente centrato sulle risorse naturali, per investire maggiormente su capitale umano, imprenditorialità giovanile, trasferimento di competenze e innovazione tecnologica. In un continente in cui oltre il 60% della popolazione ha meno di 25 anni, questi fattori rappresentano leve decisive per uno sviluppo sostenibile e inclusivo.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto a Massimo Zaurrini, direttore di Africa e Affari, per il suo impegno nel promuovere un’informazione economica qualificata e nel costruire ponti concreti tra imprese, istituzioni e attori dello sviluppo. Attraverso iniziative come “Africa 2026”, la piattaforma contribuisce in modo significativo a rafforzare il dialogo tra Italia e Africa.
Il messaggio che emerge con chiarezza è che l’Africa non è una promessa futura, ma una realtà presente. Per l’Italia, posizionarsi oggi nel continente significa rafforzare la propria competitività, sostenere l’internazionalizzazione delle imprese e contribuire alla costruzione di partenariati economici sostenibili. Chi sceglie oggi di investire in relazioni, competenze




