Gajardo sto Topolino. L’edizione del fumetto in dialetto romano celebra la ricchezza dialettica nazional-popolare.
L’articolo 114 della nostra Costituzione definisce la Repubblica “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.”
L’Italia dei Comuni e dei dialetti è parte integrante della nostra storia e del nostro patrimonio culturale e per celebrarlo Panini ha tradotto il noto fumetto Topolino in quattro diversi dialetti, tra cui il dialetto romano.
Quattro versioni speciali di cui una sarà in romanesco. Ebbene sì, la storia “Topolino e il ponte sull’oceano” numero 3619, scritta da Alessandro Sisti sarà tradotta in romanesco, barese, torinese e veneziano e distribuita nelle regioni di riferimento. Al progetto è stata dedicata anche una speciale cover tricolore realizzata da Andrea Freccero, con protagonista Topolino. Le copie con la storia in dialetto saranno distribuite unicamente nelle edicole della zona regionale di competenza linguistica, mentre nelle altre regioni verrà distribuita la versione in italiano.
Topolino è protagonista quest’anno di un’avventura senza precedenti. In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali del 17 gennaio, il settimanale ha iniziato ad intraprendere un viaggio straordinario attraverso la ricchezza linguistica della nostra penisola.
Il successo della traduzione in dialetto
Per declinare Topolino e il ponte sull’oceano in romanesco, barese, torinese e veneziano, Panini Comics si è avvalsa nuovamente della collaborazione di Riccardo Regis, Professore ordinario di Linguistica italiana dell’Università degli Studi di Torino, esperto di dialettologia italiana, che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Baglioni per il dialetto romanesco, Maria Carosella per il barese, Nicola Duberti per il torinese ed Enrico Castro per il dialetto veneziano. “Stiamo assistendo, ormai da 20-25 anni a una rinnovata popolarità dei dialetti. La musica ne è senz’altro un veicolo importante, ma lo sono anche alcune serie TV, film e opere di letteratura”, ha commentato il Professore.
Un progetto che rispecchia in fondo quanto siano importanti e caratterizzanti le diversità regionali della nostra penisola e ci ricorda, tramite i dialetti e le diverse sensibilità culturali, che l’Italia è una e indivisibile, tuttavia, le sue diversità territoriali ne arricchiscono l’unità perché è proprio nella diversità che ci si completa e si trova il proprio essere.




