Una storia milanese nella Magnifica Humanitas
C’è una storia milanese che si inserisce perfettamente nel grande dibattito che Papa Leone XIV ha aperto con la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, firmata il 15 maggio.
Il documento pontificio mette al centro una domanda urgente: l’intelligenza artificiale serve l’umanità, o la svuota? Il Papa denuncia il rischio che l’AI venga monopolizzata da pochi, che i lavoratori che addestrano gli algoritmi vengano sottopagati, e che la vera saggezza umana, fatta di vulnerabilità, giudizio morale, creatività, venga sacrificata sull’altare dell’efficienza digitale.
Ebbene, Yellow Tech sembra aver costruito un modello che risponde concretamente a queste preoccupazioni.
La startup milanese ha portato 170 dipendenti di Atlante, uno dei principali operatori europei di ricarica elettrica, a costruire da zero, in poche ore, un’app di assistenza clienti basata sull’AI. Non una formazione calata dall’alto, ma squadre miste, una sfida reale, un risultato misurabile in giornata. L’AI come strumento che amplifica le persone, non le sostituisce. Esattamente la distinzione che Magnifica Humanitas chiede di preservare.
La stessa visione anima l’Italian Hackathon League, il primo campionato italiano sull’AI applicata: dopo le tappe con Bocconi e OpenAI, la prossima sfida vedrà protagonista Cursor, l’editor AI che SpaceX vorrebbe acquisire per 60 miliardi di dollari. La finale sarà a ottobre a Torino.
Il fondatore Antonio Pisante sostiene che la formazione AI classica sia già superata. Il suo modello punta sul fare, sul mescolare competenze diverse, sul liberare il potenziale umano attraverso la tecnologia. In un momento in cui il Papa stesso chiede regole, etica e centralità della persona, questa storia offre un esempio concreto di come si possa andare nella direzione giusta.




