Addio ad Adriana Asti

Oggi, all’età di novantaquattro anni, ci lascia un’altra testimonianza dell’epoca d’oro del cinema italiano: Adriana Asti. Attrice (cinematografica e teatrale) e doppiatrice che ha collaborato con i registi più significativi del paese, da Pasolini a Visconti, da Dino Risi a Bernardo Bertolucci. Una profonda milanese che ha finito i suoi giorni nella casa romana,
ricordiamo una personalità che ha dato tutta la sua vita all’arte.
Una biografia, inscindibili vita e cinema
Adriana Asti, nome d’arte di Adelaide Aste, disse una volta in un’intervista: “Sono nata prematura di un mese, prima dello sviluppo sembravo uno scricciolo. Ecco perché in seguito, quando mi spogliai per la prima volta in teatro, mi sentii appagata.” Non a caso esordì in teatro giovanissima, nel 1951, recitando nel Miles gloriosus di Plauto con la compagnia stabile di Bolzano.
Nata il 30 aprile 1931 in una famiglia borghese da cui scappò via a 17 anni con la compagnia teatrale del suo esordio, a breve notata da Strehler. Attirò anche l’attenzione di Luchino Visconti con cui aveva un rapporto conflittuale, lei lo definiva “un signore crudele”, e la scelse come attrice nel 1955 in Crogiuolo, opera di Arthur Miller, ma ricordiamo maggiormente il binomio Asti-Visconti nel classico Rocco e i suoi fratelli e Ludwig. Pioniera della rivoluzione del costume con il cine-nudismo di Tinto Brass in Caligola (1979), dopo esser stata la prostituta Amore in Accattone di Pier Paolo Pasolini.
Uno dei suoi ruoli di spicco nella carriera cinematografica è stato quello della Zia Gina, in una relazione scabrosa con il nipote interpretato da Francesco Barilli, in Prima della rivoluzione (1964). Una storia di un giovane solo che affronta il lutto di un caro amico, travolto da un turbine di fanatismo politico e passione, esempio del primo cinema di Bernardo Bertolucci ai tempi compagno di vita della Asti. Tuttavia, il destino l’avrebbe portata a sposare, e lasciarcisi due anni dopo, lo scrittore Fabio Mauri.
Si sposò una seconda volta con il regista Giorgio Ferrara con cui restò assieme fino alla sua morte nel 2023. Accompagnò Adriana Asti in scena con Danza Macabra di Luca Ronconi, una storia dai toni gotici ambientata in un’isola nel 1900. Sempre con Ronconi, arrivò in oltreoceano con Santa Giovanna di Shaw, a New York. Oltre agli spettacoli nella grande mela e la collaborazione con Bunuel, ebbe una parentesi francese vivendo a lungo a Parigi, fece gli spettacoli La Voce umana e Il bell’indifferente scritti di Jean Cocteau adattati da René de Ceccatty.
E oggi, con la sua scomparsa, si spegne una voce che ha attraversato il Novecento con intensità e mistero, tra palcoscenico e pellicola. Attrice fuori dagli schemi, elegante e impertinente, ha saputo abitare il tempo senza mai adeguarsi a esso. Il suo sguardo tagliente e la sua voce inconfondibile resteranno scolpiti nella memoria di un cinema che non c’è più.




