Il declino dei malls romani: si svuota CinecittàDue
Il centro commerciale più longevo di Roma resta senza supermercato: il Carrefour di CinecittàDue ha chiuso, un altro segno della decadenza dei supermercati. CinecittàDue, promessa urbana avanguardista, inaugurato nel 1989, è agli sgoccioli fino a diventare irriconoscibile.
Fine dell’attività
Il Carrefour market di CinecittàDue chiude i battenti definitivamente, fortunatamente la decisione non avrà impatti sociali rilevanti. Le trentaquattro persone impiegate all’ormai chiuso supermercato verranno trasferite presso altri punti vendita. Girano rumors per il centro commerciale dell’apertura di un altro supermercato: il Pewex. Informazione né smentita né confermata dalla Gross.
I negozianti del centro commerciale, luogo al momento sempre di più una distesa di negozi vuoti, temono per il futuro delle attività. Il Carrefour era una meta che spingeva centinaia di persone quotidianamente a CinecittàDue, portandoli sistematicamente a visitare gli altri shops della struttura. la situazione dello shopping center s’incrina. Intanto, gli incassi crollano. Si registra un calo del fatturato intorno al 50-60%, perlomeno gli affitti restano invariati.
Il restyling fallito di CinecittàDue
Nel 2022, vennero investiti circa dieci milioni di euro con promesse di rilancio architettonico del centro commerciale. Però, il suddetto restyling non portò i suoi frutti: i lavori non erano completati, ci furono lamentele per l’inefficiente impianto di climatizzazione e i bagni, nonostante i rinnovi, restavano inagibili.
La sua estetica è intrappolata nel passato e su alcuni aspetti discutibile. Gli arredi sembrano presi da discount e inaffidabili, vennero coperte di materiale industriale le classiche balaustre che distinguevano il centro commerciale.
La crisi dei fratelli Toti
Il fattore principale del declino sono le divergenze che stanno affrontando la Silvano Toti Holding e la Lamaro Appalti, entrambe ammesse l’anno scorso alla procedura del concordato preventivo presso il Tribunale di Roma
Il gruppo ha concluso tragicamente il bilancio del 2021 con più di 20 milioni di perdite indebitando i Toti fino a 215 milioni. Questo ha portato a rischio la sopravvivenza delle associazioni, portando all’urgente bisogno di proteggersi legalmente dai creditori attraverso una forma di concordato.
Nel corso del tempo, si sono presentati ulteriori difficoltà come l’avanzata di decreti ingiuntivi contro la holding per i crediti non salvati, l’esempio principale è la PwC. Una prospettiva positiva è pressapoco improbabile con l’immagine pubblica creata a causa del cumulo di debiti e grovigli economici, questo non può solo farci pensare che CinecittàDue stia tramontando insieme alla sua epoca.




