Giùnapoli: la città vista con gli occhi di chi ha imparato ad abitarla
Esistono libri che descrivono una città e altri che provano a interpretarla. Giùnapoli di Silvio Perrella edito per Neri Pozza, appartiene a questa seconda categoria.
L’autore, nato a Palermo e trasferitosi a Napoli negli anni Settanta, costruisce il libro a partire dal proprio rapporto con una città inizialmente percepita come estranea. L’arrivo non coincide con un’immediata integrazione: la Napoli che incontra è segnata dalle tensioni sociali del tempo, dall’epidemia di colera e da un clima di diffidenza che rende difficile ogni senso di appartenenza. Da questa distanza nasce però il desiderio di comprendere il luogo in cui vive, dando avvio a un percorso che si trasformerà gradualmente in un’autentica educazione dello sguardo.
Più che seguire una trama tradizionale, Giùnapoli accompagna il lettore attraverso una serie di itinerari fisici e interiori. Il cammino tra vicoli, piazze, quartieri e lungomare diventa il metodo con cui osservare la città e coglierne le continue trasformazioni. Ogni strada offre lo spunto per una riflessione, ogni incontro contribuisce ad arricchire un mosaico composto da ricordi personali, riferimenti letterari, vicende storiche e scene di vita quotidiana.
Perrella evita tanto la celebrazione quanto la denuncia fine a se stessa. La città emerge invece come un organismo complesso, attraversato da contraddizioni che convivono senza annullarsi: luminosità e oscurità, apertura e chiusura, entusiasmo e malinconia, spiritualità e concretezza. Questa pluralità diventa il filo conduttore dell’intera narrazione e impedisce qualsiasi rappresentazione riduttiva.
La dimensione autobiografica non assume mai il carattere di una semplice memoria personale. L’esperienza dell’autore si intreccia costantemente con quella di scrittori, artisti e intellettuali che hanno dedicato parte della loro opera a Napoli. Le loro voci non vengono utilizzate come citazioni ornamentali, ma come strumenti per ampliare lo sguardo sulla città e inserirla all’interno di una più ampia tradizione culturale. La letteratura diventa così una chiave di lettura del paesaggio urbano, capace di dialogare con ciò che accade nelle strade e nei quartieri.
Accanto ai libri trova spazio anche la musica, altro elemento fondamentale dell’identità napoletana. Le esperienze vissute nei concerti e nei luoghi di aggregazione giovanile raccontano una città in continuo movimento, dove la cultura nasce tanto dalle istituzioni quanto dalla vita quotidiana. In questo senso, Napoli non viene osservata come un museo a cielo aperto, ma come uno spazio vivo, fatto di relazioni, incontri e cambiamenti.
Un altro tema centrale è quello dello sguardo dello “straniero”. Pur scegliendo Napoli come luogo in cui costruire la propria vita, Perrella mantiene sempre una certa distanza critica, evitando di assumere il punto di vista di chi pretende di possedere la città. È proprio questa posizione intermedia a consentirgli di coglierne aspetti che spesso sfuggono sia al visitatore occasionale sia a chi vi è nato. L’appartenenza, nel libro, non coincide con l’origine geografica, ma con la disponibilità a lasciarsi trasformare dall’esperienza dell’incontro.
Il legame con Napoli prende forma attraverso due esperienze differenti: il primo arrivo dalla natia Palermo, dunque dal sud, e il successivo ritorno dopo gli anni trascorsi a Milano. Due percorsi opposti che affinano il suo sguardo e gli permettono di osservare Napoli da prospettive diverse, senza mai rinunciare alla curiosità e al senso critico.
Dal punto di vista stilistico, Giùnapoli alterna narrazione, saggio e riflessione personale con un linguaggio ricco ma misurato, in cui le descrizioni dei luoghi si intrecciano a considerazioni culturali senza appesantire la lettura. La struttura frammentaria non produce dispersione, ma restituisce la complessità della città, seguendo un andamento che ricorda il ritmo del camminare: soste, deviazioni, ritorni e nuove partenze.
Anche alla luce dei profondi cambiamenti che hanno interessato Napoli negli ultimi decenni, il libro mantiene una notevole attualità. Se oggi il capoluogo campano è al centro di un intenso flusso turistico, Perrella invita implicitamente a superare l’immagine più superficiale della città, suggerendo un modo diverso di attraversarla: con lentezza, curiosità e attenzione verso le persone oltre che verso i luoghi.
Più che offrire risposte definitive, Giùnapoli propone un’esperienza di lettura che invita a osservare Napoli nella sua continua mutevolezza. Il risultato è una narrazione che restituisce tutta la ricchezza di una città impossibile da racchiudere in una sola definizione e che continua, ancora oggi, a interrogare chi la percorre.



