“L’amico Spagnolo” di Francesco Forlani
Cinque quaderni dove la storia e l’amore s’intrecciano, unendo epoche distanti. Questo è il libro di Francesco Forlani, “L’amico Spagnolo” di Exorma Edizioni. Franck è il protagonista cosmopolita che dalla metropolitana Parigi si sposterà a Saragozza, la città di Goya e Bunuel, intento a trovare preziosi documenti sulla figura di Errico Malatesta.
Una storia nomade
Il tema centrale della storia, capace di accomunare uno scrittore contemporaneo a un anarchico novecentesco, è il viaggio. Malatesta fugge, perseguitato dalle autorità italiane, a Londra. La sua vita è clandestina, ma questo lo accomuna a tanti esuli come lui che gli terranno compagnia nella sua clandestinità.
Il romanzo si apre con un’ouverture che coglie quel senso comunitari: un Errico fuggiasco che parla a una platea internazionale di anarchici a Trafalgar Square. Olivia Rossetti, anarchica sentimentalmente legata a Malatesta, lo ascolta incantata mentre tiene con sé dei gioielli, necessari alla fuga del compagno Mathieu.
Un secolo dopo, Franck scappa da Parigi con il pretesto di seguire i passi di Malatesta. Uno scrittore un po’ partenopeo e un po’ parigino, affronta la fine di una relazione. Ormai, la città gli sta stretta, e non esita a partire alla scoperta di Saragozza. Il suo soggiorno non si soffermerà a un passivo studio dei documenti, bensì sarà l’occasione che lo porterà a una serie di conoscenze: insegnanti, militanti politici, intellettuali che lo fanno immergere nelle meraviglie della città spagnola. Proprio a Saragozza, Franck incontrerà Pim, il suo amico spagnolo, che stravolgerà ogni cosa.
L’amore ai tempi della clandestinità
A più di metà della storia arriva, come un uragano, il personaggio di Marioara. Una giovane ragazza rom dalla bellezza disarmante, tuttavia il suo incontro con Franck non avviene sotto una buona stella. Pim lo supplica di tenere in casa con sé la ragazza, per poi aiutarla a fuggire attraversando i Pirenei. Marioara ha commesso un crimine terrificante che nemmeno lei stessa si perdonarsi e che rifiuta di confessare al suo benefattore, successivamente amante, Franck. “Hai tre domande al giorno” Gli dice con un sorriso amaro, ed è proprio l’enigma che sta in Marioara a colpire il cuore dello scrittore.
Al termine del viaggio latitante di Marioara, Franck ricopia una poesia sul suo quaderno: “Avremmo vissuto la nostra vita vita insieme / Saremmo morti insieme/ Addio. […]”. La passione che ha consumato nei giorni precedenti con la bella zingara è appassita, pronta a svanire di fronte a delle tragedie fuori dalla portata del protagonista. E, come lui dice “negli oracoli, v’era risposta possibile, giusta, a una domanda mal formulata”: il suo amore con Marioara, iniziato in un contesto di morte, non poteva sopravvivere.
“L’amico Spagnolo” è molto di più di una narrazione storica, è una storia su come allontanarsi dal proprio mondo, come nell’esilio o nel viaggio, possa scatenare una rivoluzione interiore.




