“I diari del lupo” di Andrea Cassini
Andrea Cassini, scrittore e traduttore, pubblica nel 2025 presso la casa editrice Nottetempo il libro “I diari del lupo”, omonimo del podcast da lui condotto su Radio Fango.
Inizia tutto dal bosco dietro casa dell’autore, sull’appennino pistoiese. Inizia tutto da quel bisogno umano di capire, di esplorare, dalla volontà di andare oltre l’apparenza. Inizia tutto da un passo che ne segue un altro, sempre all’interno del bosco, col fine di far capire che, per quanto lontani crediamo di esserci mossi da lì, il solco che ci separa da quel mondo è solo immaginario, tanto più profondo quanto lo crediamo tale. Le passeggiate al suo interno diventano il pretesto per studiarlo, il bosco non è una via di fuga, un rifugio da un mondo troppo chiassoso come la nostra società, l’autore non vuole vivere nel bosco, ma vuole vivere il bosco. Per farlo è necessario spogliarsi della veste sociale, mettere da parte i pregiudizi, e imparare come lo si fa da principianti, guardando chi è più esperto di noi. La sua guida nello studio del fine equilibrio che regge le dinamiche degli abitanti del bosco è proprio Bora, il “suo” cane. Di certo il centro del libro, come suggerisce il titolo stesso, è una figura in particolare, il lupo.
Con l’arrivo della neve, le tracce di vita boschiva si fanno evidenti, e tra queste, per la prima volta dopo tanti anni, appare quella di due lupi. Così lo studio di questi nuovi abitanti diventa il trampolino di lancio per una più ampia dissertazione su questo animale che, a poco a poco, ha ricominciato a diffondersi in Italia, naturalmente e non artificialmente come si crede. Cassini incastra nella storia personale e autobiografica un fiume di conoscenze mitologiche e antropologiche, con il fine di scaraventare via tutte le paure, le falsità e i pregiudizi che ruotano attorno alla figura del lupo. Come le vie del bosco, le storie che ci racconta si diramano qua e là nello spazio e nel tempo.
Dal rapporto che alcune tribù del Nordamerica avevano con questo animale, che in quanto cacciatrici lo vedevano come un loro pari, alla visione demonizzata che invece le popolazioni coltivatrici avevano dello stesso, passando per i miti e credenze di tante altre popolazioni. Insomma, il processo che attua Cassini è proprio quello di educare, nel senso latino del termine, di condurci fuori dai nostri preconcetti, smontarli uno ad uno, per riconferire ad un animale come il lupo la dignità che gli spetta e dimostrarne l’importanza nei vari ecosistemi. Ma è anche un invito più intimo, verso il lettore, ad uscire fuori da confini della società, superare il solco, attraversare quell’immaginario “portale” divisorio, o almeno che reputiamo tale, guardare non con gli occhi di chi è sopra tutto questo, ma con gli occhi di chi ne è parte, e quindi, riprendendo l’accezione di Morizot, “inforestarsi”.




