Il discorso del Premier Letta ha convinto tutti. Atteso il voto di fiducia per le 20 di oggi

Il discorso del Premier Letta  ha convinto tutti. Atteso il voto di fiducia per le 20 di oggi

letta-discorso-cameraNel pomeriggio il nuovo premier Enrico Letta ha presentato alla Camera il suo discorso programmatico, che precede la richiesta del voto di fiducia. Ha quindi ringraziato  Giorgio Napolitano per lo “straordinario spirito di dedizione alla comunità nazionale  nell’accettare la rielezione al secondo mandato”. Ringraziamenti di rito sono stati indirizzati ai due  presidenti delle Camere per la collaborazione di questi giorni, ma anche a  Pierluigi Bersani, per la lealtà e il sostegno avuto in questi giorni.
Poi Letta, prima di incominciare a leggere il suo discorso, ha voluto ricordare le parole del capo dello Stato, che nel suo discorso aveva lanciato il monito ai partiti dicendo che gli era concessa  “un’ultima opportunità” di servire il Paese.
Letta ha quindi toccato ad un ad uno i punti programmatici del suo governo, partendo dalla situazione economica dell’Italia, dicendo che la situazione attuale del debito pubblico rischia di schiacciare le generazioni future. Precisando che il Governo Monti ha fatto molto, ma è necessario mettere mano alle politiche per la crescita che “non possono più attendere, tante famiglie sono nello scoramento”. Ha anche sottolineato come il disagio sociale rischia trasformarsi in atti irresponsabili, come dimostra, ha ricordato Letta, la sparatoria di ieri davanti a Palazzo Chigi.
Letta ha anche ribadito la necessità di guardare all’Europa, per avere una crescita che strutturale e significativa per le prossime generazioni che devono avere la convinzione di essere diretti, verso   “Il porto degli Stati Uniti d’Europa e  dell’unione politica europea”. In proposito ha annunciato ai deputati: “Se otterrò la vostra fiducia da domani, immediatamente, visiterò Bruxelles e Berlino”.
Nel discorso di Letta non poteva mancare l’accenno alle tasse relative al lavoro che ha detto di voler ridurre per il lavoro stabile, quello sui giovani e sui neo assunti. Quindi il riferimento a quello che era l’affermazione più attesa riguardante l’Imu, per il quale ha annunciato lo stop della scadenza  di giugno per dare tempo al governo ad una riforma strutturale della materia. Annunciata anche la volontà di voler rinunciare all’inasprimento dell’Iva, quindi è probabile che salterà anche il previsto aumento di un punto percentuale a partire dal prossimo mese di luglio.
Quindi il suo discorso  ha sottolineato la volontà e l’urgenza delle  riforme istituzionali, e in merito il  presidente del Consiglio Enrico Letta ha fatto capire la sua consapevolezza  che il fronte dell’opposizione si allarga, ma ha affermato: “E’ una via stretta ma possibile”, precisando che per sottrarre questa materia ai veti della politica “sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue
decisioni sulla base di proposte formulate da una Convenzione”, lavorando fin da subito.
Inoltre tra gli obiettivi del governo sono stati annunciati il superamento del bicameralismo, l’istituzione di un Senato delle Regioni e l’abolizione delle Province. Ribadendo comunque come questo non significa perseguire politica di tagli indifferenziati, ma di uno sforzo per valorizzare Comuni e Regioni per rafforzare le loro responsabilità.
Letta ha poi toccato la partita del federalismo fiscale, tanto a cuore alla Lega, dicendo che è necessario  rivedere il rapporto tra centro e periferie, valorizzando le autonomie speciali.
Non poteva mancare nel discorso di Letta il riferimento alla riforma elettorale dicendo: “Non possiamo più accettare parlamentari che i cittadini non possano individuare come meritevoli. Meglio della legge attuale sarebbe il ripristino della legge precedente”.
Infine un invito al coraggio e all’umiltà veniva attraverso la citazione di un episodio biblico, ricordando alle forze politiche che, come Davide nella valle prima di affrontare Golia si spoglio della spada e dell’armatura, “anche noi come lui, siamo nella valle pronti ad affrontare Golia, ovvero le sfide gigantesche, compresa quella di stare insieme”. Letta, proseguendo nella sua metafora,   ha concluso “così come Davide scelse 5 ciottoli ben levigati, noi dal torrente delle idee abbiamo scelto i nostri ciottoli. La fionda l’abbiamo in mano insieme, governo e Parlamento, ma di Davide ci servono il coraggio e la fiducia per rimanere nella valle. Il coraggio di affrontare la sfida liberandoci dall’armatura forse lo abbiamo trovato, la fiducia è quella che chiediamo oggi al Parlamento e agli italiani”.
Il discorso è stato applaudito a lungo da tutti i deputati degli schieramenti che sostengono il governo, soprattutto Pd e Pdl, che si sono alzati in piedi in segno di approvazione piena. Sono invece rimasti immobili  i parlamentari del Movimento 5 Stelle, quelli di Sel e parte dei parlamentari del Carroccio.
Subito dopo aver ultimato il suo discorso Letta, verso le ore 16.30 si recava al Senato dove il voto di fiducia è atteso per domani, mentre alla Camera il voto di fiducia è  previsto verso le ore 20 di oggi.
Volendo fare una previsione i  numeri per un esito positivo del voto di fiducia ci sono tutti, grazie all’appoggio di Pdl, Scelta civica e Pd. e considerando anche che sono in gran parte rientrati alcune perplessità nel Pd. Sandra Zampa e Sandro Gozi (deputati) e Laura Puppato (senatrice) che hanno annunciato di votare la fiducia come “atto di responsabilità”, mentre Pippo Civati ha fatto sapere che uscirà dall’aula e non parteciperà al voto.
Quindi poiché a Montecitorio la maggioranza richiesta è di 316 voti e a Palazzo Madama di 159, ragionevolmente alla Camera il Pd ha 297 deputati, Scelta civica 47, il Pdl 97 (più sei eletti nelle liste di Centro democratico, cinque delle minoranze linguistiche e tre degli italiani all’estero), per un totale di 455 voti. Al Senato il Pd ha 109 senatori, Scelta civica 21, il Pdl 91, per un totale di  221 a cui si potrebbero sommare quelli dei tre senatori a vita, del gruppo Misto e delle autonomie.

Sebastiano Di Mauro
29 aprile 2013

 

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