Cècile Kyenge Kashetu primo ministro di colore nella storia del governo italiano

Cècile Kyenge Kashetu  primo ministro di colore nella storia del governo italiano

ministroOriginaria della Repubblica democratica del Congo, ha il volto della diversità del nuovo governo italiano. Già prima donna di origine africana all’interno del Parlamento italiano è ora la prima donna nera della storia del nostro paese a ricevere il prestigioso incarico di ministro. Cècile Kyenge Kashetu è in carica per l’integrazione nel nuovo governo di Enrico Letta.

Sono 30 anni che Cècile Kiyenge Kashetu vive nel bel paese. Arrivata in Italia per studi di medicina e chirurgia, si laurea nella specialistica oculistica ma non può esercitare la professione non avendo la nazionalità italiana. Pertanto si è sposata con un cittadino italiano con il quale ha fondato una famiglia.

Desiderosa di dare una svolta alla propria vita si lancia nel mondo della politica, mettendo la propria esperienza d’immigrata al servizio politico diventando successivamente deputata. Oggi in carica come Ministro dell’integrazione, la giovane donna ha dichiarato: “Un bambino, figlio di immigrati, che è nato qui e che qui si è formato deve essere un cittadino italiano”, ha ricordato anche durante la campagna elettorale per le legislative. Tra i suoi obiettivi: “Priorità assolute: lo jus soli e il cambiamento della Bossi Fini”.

Cosciente della realtà di un paese dove l’immigrazione resta un soggetto certamente sensibile, il ministro assicura di aspettarsi delle “resistenze”. D’altronde, prima della sua nomina, stava preparando un dossier sul “razzismo istituzionale” in Italia.

Per questa donna che milita anche per l’abrogazione dei delitti d’immigrazione clandestina e che si augura di rendere il mercato del lavoro più accessibile agli stranieri, la sua entrata nel governo Letta è “un passo decisivo per cambiare l’Italia”.

Naturalmente non tutti sono d’accordo con questa scelta, la Lega Nord  ha dichiarato tramite Matteo Salvini, il segretario della Lega Nord-Lega Lombarda: ”Siamo pronti a fare opposizione totale al ministro per l’Integrazione, simbolo di una sinistra buonista e ipocrita, che vorrebbe cancellare il reato di clandestinità e per gli immigrati pensa solo ai diritti e non ai doveri”, e aggiunge rivolgendosi direttamente a Enrico Letta: “Venga in alcune città del Nord a vedere come l’immigrazione di massa ha ridotto gli italiani a minoranza nei loro quartieri. I governatori leghisti del Nord faranno argine, nel nome del ‘prima i residenti, prima gli italiani”.

Una scelta che chiaramente avrebbe portato con sé pareri discordanti. Questa donna però incarna anche un forte messaggio del paese che dimostra un’apertura sociopolitica importante nei confronti dell’immigrazione e del razzismo che continua ad essere uno dei grandi problemi dell’Italia.

Manuel Giannantonio

29 aprile 2013

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