Letta mantiene il riserbo, ma circolano già i nomi dei prossimi ministri

Letta mantiene il riserbo, ma circolano già i nomi dei prossimi ministri

Enrico_LettaIl ministro incaricato Enrico Letta non ha ancora fatto trapelare nulla sulle probabili candidature della sua squadra di ministri che intende proporre al Presidente Napolitano.
Il suo atteggiamento è estremamente prudente e ne parlerà solo quando e se scioglierà la riserva con il Presidente della Repubblica, ma certamente non sarà un governo tecnico, anche se lo stesso Letta aveva già annunciato di voler proporre persone competenti.
Nonostante tutte le riservatezze sul caso, si sono già fatte delle ipotesi e secondo queste i  ministri potrebbero essere 18 e non 12, come auspicato da Napolitano.
Tra i nomi probabili Pier Carlo Padoan (Ocse)  e Fabrizio Saccomanni (Bankitalia), per il ministero dell’Economia. Mentre per la Giustizia potrebbero essere  due tecnici del governo Monti come Paola Severino e Annamaria Cancellieri. Per il ministero del Lavoro si vocifera sul  nome di Carlo Dell’Aringa, tranne diverse segnalazioni del Pd che si pensa voglia schierare Sergio Chiamparino. Alla Farnesina è sempre più probabile il nome di Massimo D’Alema, mentre Mario Monti potrebbe guidare la Convenzione per le Riforme.
Il nome più difficile è quello della Giustizia, che più interessa Berlusconi, e i nomi probabili sono Fernanda Contri, ex giudice costituzionale di area socialista, oppure  Franco Gallo attuale presidente della Consulta, ma anche Luciano Violante, che è il preferito dal Cavaliere.
Poi per gli altri ministeri potrebbero entrare: Lorenzo Dellai,  Riccardo Nencini o del governatore campano Stefano Caldoro alla Coesione territoriale;  Francesco Boccia (Pd) allo Sviluppo Economico,  Maurizio Lupi (Pdl) alle Infrastrutture. Non sono esclusi dalle previsioni Gaetano Quagliariello, uno dei dieci saggi,  o Donato Bruno ai rapporti con il parlamento, ma anche il prodiano Paolo De Castro,  All’Agricoltura potrebbe tornare il ministro,  così come il  montiano Renato Balduzzi alla Salute e di Mario Mauro alla Scuola.
Ma al di là del toto ministri, il nodo da sciogliere, sembra essere L’IMU. Su questa imposta si basa anche la possibilità  di sciogliere lo stallo che si è formato perchè si formi un governo guidato da Enrico Letta e appoggiato anche dal Pdl.
Sono in ballo almeno 4 miliardi, che servirebbero nel bilancio per abolire l’imposta e altri 4 miliardi se dovesse esserci un’eventuale restituzione.
Quindi  gli scenari possibili sono ancora tutta una sorpresa, ma l’ipotesi più accreditata vede una restituzione una tantum della tassa versata lo scorso anno scorso e invece di una abrogazione si opterebbe per una modifica dell’imposta.
Silvio Berlusconi, però guarda con ottimismo all’impegno di Enrico Letta ed in merito ha dichiarato: “Sono stato lungamente al telefono con i miei, mi hanno detto che le cose procedono bene e che non si è parlato di ministeri e di nomi ma delle cose da fare. Da parte del presidente incaricato c’è stato un atteggiamento molto positivo e sono venuti via da questo incontro, che è durato quasi due ore, molto confortati”.
Ma nelle dichiarazioni del Cavaliere, ora negli Stati Uniti, c’è stata anche un’ammisione per alcuni nodi da sciogliere, specie per i ministeri di Economia e Giustizia, per i quali non sembra esserci un pieno accordo.

Sebastiano Di Mauro
26 aprile 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook