Berlusconi vuole un confronto con Bersani, ma il fact-checking gli va contro

Fact-checking, questa è l’espressione più commentata nelle ultime ore e che sicuramente giocherà un ruolo di primaria importanza nei fragili equilibri di una campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, più vicina ai connotati di un reality show che a quelli di una ponderata proposta per risollevare il belpaese.

Di cosa si tratta? Il Fact-checking altro non è che il controllo dei dati utilizzati dai politici, verificarne la veridicità fa si che un politico sia additato come affidabile o meno. Fra tutti il sito Pagellapolitica.it ha stilato una prima classifica basata sul fact-checking dalla quale emerge che fra i leader il più veritiero è Mario Monti che vanta ben l’89% di dichiarazioni veridiche, secondo è Casini con l’82%, segue con il 73% Bersani, poi Vendola con il 71%, Di Pietro con il 63%, Berlusconi con il 51%, ed infine con il 44% Grillo.

Dopo lo “show” Santoro-Travaglio-Berlusconi a Servizio Pubblico per i prossimi confronti tv il fact-checking sarà dunque destinato a giocare un ruolo chiave per decretare l’attendibilità maggiore di un candidato premier.
A proposito di candidati premier, Berlusconi è tornato alla carica affermando di esser pronto a calcare nuovamente un palco televisivo quanto prima per un confronto con Bersani. Dal Pd è arrivata pronta la risposta: «Non è Berlusconi a decidere con chi fare i confronti e comunque Bersani farà il confronto tv solo con i candidati premier».

E.F.

13 gennaio 2013

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