Napoli e quer pasticciaccio brutto delle primarie del Pd

Napoli e quer pasticciaccio brutto delle primarie del Pd
Bassolino, Sarracino, Marfella e Valente

Pasticcio delle primarie del Pd? Un caso chiuso per l’ala dei renziani che addirittura avevano previsto e anticipato il verdetto del ricorso mosso dallo sconfitto Antonio Bassolino.

Un caso curioso la determinazione e la sicurezza di una parte del Pd e, invece, i dubbi e le incertezze dell’altra parte Dem.

Come sappiamo, per quanto riguarda le primarie interne al Pd e svoltesi domenica scorsa, ad avere la meglio e a presentarsi dunque come candidato ideale Pd della città di Napoli, è stata Valeria Valente.

La vincitrice ha sullo sconfitto Bassolino, 452 voti di scarto, un numero che ha aperto un canale di polemica: si è gridato allo scandalo, si parla di “immagini eloquenti” che riprendono esponenti del Pd partenopei, a distribuire denaro fuori dai seggi, tutto questo a sostegno della Valente.

“Mercimonio di voti”, questa una delle tante accuse dell’altra ala interna al Pd, che nel risultato di queste primarie non si rispecchia granché; si direbbe che la corrente insoddisfatta e titubante sia quella bersaniana: “Si tratta di una sentenza decisa a tavolino, che non ha fatto altro che confermare i giudizi irrituali e preventivi di ‘indiscutibilità’ del risultato espressi dai massimi vertici del partito”, così si esprime in merito, il senatore Gotor.

L’eletta Valente intanto smentisce e rassicura il popolo del Pd sui presunti brogli, secondo la vincitrice delle primarie napoletane non vi è stata irregolarità alcuna nel risultato finale decretato dai seggi soli e da nessun altro fatto estraneo: né brogli né camorra.

Per queste primarie insomma si polemizza e vi è aria di insoddisfazione e di pasticcio interni allo stesso Partito. Anche l’ex segretario Democratico, Pier Luigi Bersani si è espresso in una intervista al Corriere della Sera, con fare polemico, lasciando trasparire le proprie perplessità in merito a questo sistema delle primarie, adottato dal Pd ed afferma: “quando dissi che andavano messe in sicurezza, che bisognava regolarle, fui aggredito. Parlavo di fare cose come le registrazioni, come l’albo”.

Quindi per l’ex segretario andrebbero meglio ragionate e regolate le primarie, proprio per evitare che da comodo strumento diventino un torbido mezzo che sia tutto fuorché chiaro agli occhi degli elettori. Evitare quindi che, come in questo caso, il sistema delle primarie arrivi a mettere in discussione se stesso in primis e il Partito poi.

MINORANZA RISENTITA: FORNISCE L’ALIBI PER UNA LISTA CIVICA?

Sul polverone sollevato dai risultati delle primarie e dal successivo e bocciato ricorso presentato da Antonio Bassolino, si esprime una minoranza Dem irritata e dubbiosa sui fatti.

L’irritazione della minoranza la si evince in particolar modo dalle dichiarazioni di un altro sconfitto di queste primarie, Marco Sarracino che sembra non condividere né il risultato, né quanto ne è scaturito sulla questione “Bassolino” in particolar modo.

Sarracino si mostra duro nei confronti del Pd stesso poiché dichiara: “Gli stiamo fornendo l’alibi per uscire dal partito e fare una propria lista da presentare alle elezioni, il che sarebbe mortifero per noi”.

Bassolino intanto sta preparando un appello alla commissione di garanzia delle primarie del Pd, contro la bocciatura del proprio ricorso sull’esito delle votazioni di Napoli. Conseguentemente, lex governatore campano fa sapere che sono in molti, tra i suoi sostenitori, ad incentivarlo e spingerlo verso una propria lista civica.

Allora, si candiderà comunque alle amministrative di Napoli Antonio Bassolino? Alla Valente sembra impossibile, intanto però dai profili social dello sconfitto del Pd si legge un chiaro invito, un appuntamento per gli elettori che con lui, sono accumunati da insoddisfazione e rammarico verso le “scelte” mosse dall’alto del proprio Partito: “Sabato ore 10.30 Al teatro augusteo. Napoli riparte”.

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