La Camera approva la legge sull’autismo

La Camera approva la legge sull’autismo

autismoLa Camera ha approvato, con 296 voti favorevoli e 6 contrari, la proposta di legge sull’autismo, una malattia che negli ultimi anni ha avuto un incremento nell’incidenza di dieci, tanto da venire considerata alla stregua di una epidemia causata, come rilevato da recenti studi, da fattori ambientali e genetici.

Si tratta di un  enorme passo in avanti nella direzione della tutela e del miglioramento delle condizioni di vita per tutte le persone affette da questo disturbo e le loro famiglie.  Come dichiarato dal presidente della Commissione Sanità di Montecitorio Pierpaolo Vargiu (Sc): «Finalmente le luci sull’autismo vengono accese dentro il palazzo di Montecitorio. Lo facciamo oggi con un provvedimento che prima non c’era, una legge-cornice innovativa e attesa da anni». Un provvedimento che è in conformità con la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite A/RES/67/82 del 12 dicembre 2012 sui bisogni delle persone con autismo.

Una grande vittoria che però aspetta il via libero definitivo da un nuovo passaggio in Senato perché la proposta è stata parzialmente modificata in Commissione Affari Sociali di Montecitorio.
Modifiche che riguardano, in particolare, l’incremento di progetti di ricerca e l’aggiornamento delle linee guida per promuovere e migliorare la qualità e l’adeguatezza degli interventi assistenziali che consentano di dare risposte ai bisogni di salute di tante famiglie. «Lo spettro autistico fa un esordio molto autorevole nella legislazione dello Stato con questo provvedimento che offrirà ai tantissimi attori del sistema la possibilità di mettere in campo nuove reti di servizi utili per la diagnosi, per la cura, per l’assistenza e, non da ultimo, anche per la ricerca sull’autismo», come sottolineato dal sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, aggiungendo che «nei confronti di questo disturbo il Ministero della salute ha avuto, e continuerà ad avere, una forte attenzione: nell’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza che il Ministero ha presentato, e che attualmente è all’esame della Conferenza Stato Regioni, sono stati previsti infatti interventi per i minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e quindi anche per chi soffre di autismo, con nuove possibilità nelle varie aree dell’assistenza: territoriale, domiciliare e anche farmaceutica. Ora non resta che applicarli. Sicuramente quella approvata oggi è una legge programmatica, basata su queste nuove possibilità e sono certo che renderà un servizio importante e costituirà un punto di riferimento rilevante per le politiche regionali su questa materia».

I punti fondamentali introdotti sono: l’aggiornamento triennale delle linee di indirizzo per prevenzione e cura, estese non solo al bambino ma anche all’adolescente e adulto; l’inserimento della patologia nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) per garantire che il trattamento sia uniforme nelle varie regioni; impegno da parte del Ministero della Salute per promuovere la ricerca (di tipo biologico, genetico, riabilitativo e sociale).
Tutto questo senza alcun fondo aggiunto in base all’articolo 6 che prevede l’invarianza finanziaria. Una scelta dettata dall’attuale situazione economica, pensata soprattutto per fare in modo che la legge non venisse bloccata in Commissione Bilancio.

Marisa Nicchi (Sel) sostiene: «Il vulnus più evidente è non aver voluto prevedere alcuno stanziamento aggiuntivo per attuare quanto previsto dalla legge». Anche per Gian Luigi Gigli (deputato del gruppo «Per l’Italia-Centro Democratico») «così com’è, il testo resta di fatto poco più di una dichiarazione di intenti. Positivo anche il richiamo alla ricerca scientifica, ma anche quest’ultima non può dare risultati senza finanziamenti». Dello stesso avviso il M5S: «Dal momento che di fondi non se ne parla, sono state bocciate tutte le misure che avrebbero potuto essere davvero utili: integrazione scolastica, formazione degli insegnanti, attività extramurali».
Come detto da Marco Rondini della Lega, «spetta ora al Governo trovare i fondi per tradurre in pratica le buone intenzioni».

Paola Mattavelli
8 luglio 2015

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