Ricorso accolto, De Luca può governare

Ricorso accolto, De Luca può governare

 vincenzo-de-luca-legge-severinoAlla fine di un tira e molla giudiziario creato dalla Legge Severino, il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da De Luca, e ha sospeso per il momento il provvedimento di sospensione firmato venerdì scorso dal Governo, fissando per il 17 luglio l’udienza colleggiale che confermi, modifichi o revochi lo stesso. Si è quindi sciolto l’impasse creato da una legge che rendeva inconciliabili la condanna e la conseguente elezione a Governatore della Campania.
Solamente ieri il Tar aveva respinto un ricorso d’urgenza presentato dai consiglieri regionali del M5S, rinviandone la trattazione a fine mese.

La sospensiva della sospensione ha come effetto immediato che ora il presidente della Regione potrà partecipare al primo Consiglio, che era stato rinviato, e può nominare la nuova Giunta, oltre a firmare gli atti.

Immediata la soddisfazione di De Luca che posta su Facebook il suo commento:

«Con decreto monocratico il Tribunale di Napoli ha sospeso il Decreto del Presidente del Consiglio.
Esprimo il mio rispetto per il Tribunale che ha affrontato una questione – anche inedita – con grande attenzione e profondità, e ringrazio i miei legali per la loro professionalità. Inoltre, rivolgo un saluto agli elettori campani che hanno scelto democraticamente a chi affidare il governo della Regione, e a cui riconfermo la mia gratitudine e il mio impegno.
Ho rispettato e rispetterò rigorosamente tutte le leggi dello Stato, così come mi batterò a fondo per la difesa dello Stato di Diritto e dei principi costituzionali: è necessario espellere dalla vita pubblica ladri e tangentisti, ma è altrettanto necessario tutelare a pieno – nella loro dignità e nel loro lavoro – quanti continuano ad assumersi responsabilità per cambiare il Paese, realizzare opere e creare lavoro.
Ci batteremo perché la legge sia uguale per tutti, senza disparità tra amministratori locali ed esponenti politici nazionali, e affinché la “paura della firma” non paralizzi più l’Italia.
Nei prossimi mesi sarà sempre più chiaro che la vecchia Campania dei luoghi comuni non esiste più. Arriverà presto, all’italia intera, l’immagine di un’altra classe dirigente, fatta di dignità istituzionale, di concretezza operativa, di rigore spartano. Lavoreremo, a testa alta, per affrontare e risolvere i problemi e valorizzare in pieno le nostre potenzialità.
Oggi si ripristina il rispetto della volontà popolare e si apre la fase del lavoro e dell’impegno amministrativo pieno.»

Di diversa opinione, invece, gli esponenti di Forza Italia che parlano della Legge Severino come di una legge «contra personam», cioè creata appositamente per Silvio Berlusconi, e chiedono che si tolga il veto imposto all’ex Premier, decaduto da senatore.
Mariastella Gelmini, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, sostiene che «la sentenza con cui il Tar della Campania ha reintegrato il governatore Vincenzo De Luca è una nuova conferma, dopo la vicenda analoga del sindaco De Magistris, che l’unica e vera finalità della legge Severino era espellere il presidente Berlusconi dall’assemblea del Senato e impedirne la possibile ricandidatura». Opinione condivisa da altri deputati di Forza Italia, dalla Polverini che twitta «La Legge Severino si applica solo a Berlusconi? Dopo la sentenza De Luca il dubbio è legittimo», alla Garfagna che commenta così la vicenda: «Le legge è uguale per tutti. O almeno dovrebbe esserlo in teoria. La vicenda di De Luca lascia l’amaro in bocca, perchè fa nascere un interrogativo inquietante. Se al posto dell’ex sindaco di Salerno ci fosse stato un esponente del centrodestra la decisione sarebbe stata la stessa e sarebbe arrivata con la medesima velocità?».

È indubbio che il caso De Luca abbia scoperchiato la problematicità della Legge Severino, sulla quale anche il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone solleva dubbi applicativi, incalzando affinché ci siano interventi per una sua revisione, «non tanto sugli aspetti della sospensione ma su molti altri», pur confermando il rispetto della sentenza e della legge stessa, che «credo sia da rispettare come tutte quelle giudiziarie».

Il Governo non sembra però aver fredda di modificare la legge, e aspetta la sentenza della Consulta sulla sua legittimità costituzionale, che avverrà ad ottobre.

Paola Mattavelli
3 luglio 2015

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