Telefonata Renzi-Obama per discutere di Grecia, terrorismo e Libia

Telefonata Renzi-Obama per discutere di Grecia, terrorismo e Libia

La telefonata avvenuta nella serata di ieri tra il premier Matteo Renzi ed il presidente americano Barack Obama ha toccato i temi della lotta al terrorismo, della Libia, con una particolare attenzione alla situazione della Grecia.
Nel dialogo telefonico entrambi hanno «concordato sull’importanza che tutte le parti lavorino per rimettere la Grecia sul sentiero delle riforme e dei finanziamenti che porti alla crescita e alla sostenibilità del debito all’interno dell’eurozona», dichiarando che «le loro squadre sono in stretto contatto e stanno monitorando gli sviluppi economici in Grecia, così come più ampiamente i mercati finanziari».

Stessa collaborazione ed intesa corre sul piano della lotta al terrorismo. Il premier Renzi ed il presidente Obama «hanno anche discusso l’importanza di continua stretta coordinazione sull’antiterrorismo».
Ampio spazio è stato dedicato anche alla Libia ed alla situazione internazionale, in special modo all’Europa.

Sul fronte greco per il momento è tutto fermo in attesa del referendum di domenica. Infatti ha vinto la linea della cancelliera Merkel che, insieme al presidente della commissione Juncker, chiede che i negoziati riprendano solo dopo il referendum.
Tsipras ieri ha ribadito al Paese la sua richiesta di votare no all’accordo, che non significa no all’euro, sottolineando la disponibilità per negoziare solo in caso di accordo sostenibile e non in caso di ricatti.

L’agenzia di rating Moody nella notte ha diffuso una nota dove è riportato: «L’annuncio di un referendum crea un ulteriore rischio, piu’ pressante, per i creditori privati». A causa del rischio aggiunto del referendum, l’agenzia di valutazione ha tagliato la nota di merito sul debito della Grecia, portando il rating a «Caa3», cioè vicino ad un «imminente default dei pagamenti» da parte del Paese. Infatti una vittoria del «no» aumenterebbe il rischio di un’uscita dall’Eurozona, con enormi perdite di creditori privati che detengono circa 30 miliardi dei 280 miliardi di debito.

Paola Mattavelli
2 luglio 2015

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