Domenica di ballottaggio, Venezia nell’occhio del ciclone

Domenica di ballottaggio, Venezia nell’occhio del ciclone

elezioni-amministrative-2015In moltissimi Comuni domani sarà una domenica di ballottaggi. In queste amministrative 2015 i riflettori saranno però puntati sui i dodici capoluoghi di provincia dei 17 andati al primo turno: Venezia, Mantova, Lecco, Rovigo, Arezzo, Macerata, Fermo, Chieti, Trani, Matera, Nuoro ed Enna.
I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23, tranne in Sicilia dove si potrà votare pure dalle 7 alle 15 di lunedì.
Anche in questo turno di votazioni l’ombra dell’astensionismo non molla la presa, rimanendo uno dei principali avversari da battere.
A meno che il testa a testa del ballottaggio non smuova e non interessi gli elettori che il 31 maggio scorso hanno preferito affidare l’esito al quel 52% risicato del primo turno.

A Venezia ad esempio la sfida che il centrosinistra si trova a fronteggiare è quella di non perdere il capoluogo veneto che controlla ininterrottamente dal 1993, da quando cioè esiste l’elezione diretta del Sindaco.  La città, commissariata dopo lo scandalo Mose, deve scegliere il successore di Giorgio Orsoni, arrestato il 4 giugno dello scorso anno. Casson, ex PM ed esponente PD, è uscito al primo turno con il 38% dei consensi, contro il 28,6% dello sfidante di centrodestra, l’imprenditore Luigi Brugnaro, sostenuto da Forza Italia, liste civiche e un’intesa siglata tra Ncd, Udc e Area popolare, nonché dalla Lega e da Fratelli d’Italia, partito che al primo turno aveva sostenuto Francesca Zaccariotto con il 6,8% dei consensi.
Casson punta a vincere affidandosi al voto dei Cinque Stelle, pronto ad accogliere i 5 punti proposti nel loro programma. La base del M5S sembra pronta a votare Casson, ma secondo Scano, candidato a Venezia dal M5S al primo turno di ballottaggio, «il problema di Casson è che si porta dietro il PD locale, quella macchina che non ha più nessuna credibilità dopo gli scandali. Come possiamo sostenerlo? Per noi non è abbastanza un segnale di cambiamento».
Quella di Venezia è una sfida cruciale per il PD, perché «il PD nazionale guarda con solidarietà e attenzione a queste elezioni e al futuro di Venezia», come detto ieri dal vicepresidente dem Lorenzo Guerini. Non si deve dimenticare che sarebbe inoltre una vittoria con un significato politico essendo Casson uno dei senatori «ribelli», contrari alla linea di Matteo Renzi.
Zaia ha invece parafrasato Celentano per sostenere Brugnaro: «Non è rock ma pop, perché è per il popolo, viene dal popolo ed è con il popolo», candidato sul quale convergeranno i voti degli elettori della Lega Nord che al primo turno avevano sostenuto con un 11,89% il candidato Gian Angelo Bellati.

Per quanto riguarda gli altri capoluoghi, a Mantova sembra favorito il centrosinistra che parte dal 46,5% del primo turno di Mattia Palazzi, essendo la sfidante del centrodestra, Paola Bulbarelli, ad un notevole distacco con il suo 26,44%, con poche speranze di aumentare la percentuale con l’appoggio del M5S, 7,65% al primo turno, e dalle altre liste civiche, tutte sotto il 5%.
Sempre in Lombardia, a Lecco, si fronteggeranno il sindaco PD uscente, Virginio Brivio, che parte dal 39,21%, e il candidato del centrodestra unito Alberto Negrini, che al suo 26,53% potrebbe aggiungere i voti che nel primo turno sono andati a Lorenzo Bodega, sindaco leghista tra il 1997 e il 2006, oltre che deputato e senatore, oggi nel Nuovo Centrodestra di Alfano, che al primo turno aveva raggiunto il 20,21% dei consensi.

Per quanto riguarda gli altri Comuni capoluoghi di provincia, il centrosinistra affronta il voto di domani partendo in vantaggio ad Arezzo, Rovigo, Macerata, Fermo, Trani (dove il candidato Amedeo Bottaro ha un vantaggio di oltre trenta punti di percentuale sull’avversario Antonio Florio), Matera e Nuoro, mentre il centrodestra sulla carta è davanti solamente a Chieti.

Nella quasi totalità di questi comuni la partita è tutta ancora da giocare, sia perché lo scarto tra i due candidati non è eccessivo, e quindi recuperabile con il voto degli elettori dei candidati esclusi, sia perché lo spareggio in molti casi vede scendere in campo liste civiche che potrebbero raccogliere consensi pescando trasversalmente tra gli elettori.

Paola Mattavelli
13 giugno 2015

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