Landini lancia la coalizione sociale

Landini lancia la coalizione sociale

Dalla kermesse dei giovani imprenditori di Confindustria al Centro Congressi Frentani.

fiom-landini18Sindacato. “Unitario” vs “Unico”?. “Si può parlare di unità sindacale, non è vietato. A patto che siano la maggioranza degli iscritti a volerla”. Dalla kermesse dei giovani di Confindustria a Santa Margherita ligure, non mancano le ultime dichiarazioni del segretario della Fiom, Maurizio Landini, sul tema del sindacato unico. Se per alcuni questa dichiarazione suona come un’apertura allo stesso Renzi, per altri è tutta un’altra musica e come si dice in questi casi, le parole sono importanti e possono fare la differenza. Se “il diavolo si nasconde nei dettagli”, quella di Landini non è un’apertura, ma suona piuttosto come una precisazione rispetto alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla proposta di un “sindacato unico”, questione spinosa e che ha suscitato non poche polemiche.

Un mondo da ascoltare. “Mi sono sentito a casa” afferma Landini, scherzando ieri in collegamento con il giornalista Enrico Mentana. Infatti, se sulla questione “quale sindacato” Landini usa un diverso termine rispetto al Premier, sulle voci dei giovani di Confindustria si mostra attento ascoltatore. Lo stesso Landini ha annuito, quando il presidente dei giovani industriali Gay ha parlato di “necessità di bilanci trasparenti, anche nelle aziende”, ha sorriso, quando ha sentito dire che “in Italia esiste già una nuova classe dirigente”, infine ha scosso la testa mostrando disappunto, quando ha ascoltato il discorso di Sergio Chiamparino in favore di Sergio Marchionne, da sempre nemico del segretario della Fiom.

Prove tecniche di collaborazione? “Senza rimettere al centro il lavoro anche l’impresa non riparte” afferma Landinil. Lo sanno bene i giovani di Confindustria che – incuriositi dal capo della Fiom – hanno detto: “Non lo condivido, ma mi è simpatico”. Certo, nessun avvicinamento naturale, ma è lo stesso Landini ad aprire su alcuni punti: “Alcune battaglie dovremmo farle insieme, noi e voi. Per esempio quella per la legalità, per riformare il sistema degli appalti come si è determinato, la battaglia sui comportamenti. Siamo così sicuri che tra gli imprenditori non ci siano anche quelli che evadono le tasse, o portano soldi all’estero? Ma so anche che ci sono tante storie di eccellenza”.

Mondi paralleli. Se dalla kermesse ligure Landini strizza l’occhio ai giovani imprenditori, al Frentani è tutta un’altra messa; la predica è quella di rottamare Matteo Renzi. Come? Lanciando una “coalizione sociale” in grado di mettere in rete tutti coloro che non credono alle ricette messe in campo da questo governo e dall’Europa. Non presente ma “disponibilissimo” a un dialogo su molti temi – partendo dal reddito di cittadinanza – Pippo Civati, promotore giorni fa del movimento “Possibile”. Presenti, invece, le sigle dell’associazionismo impegnato, da Emergency a Libera, passando da articolo 21 a Libertà & Giustizia, così come la presenza di esponenti di vari partiti, dagli scontenti del Pd a Sel, passando agli ex 5 stelle.

Il lavoro & le persone. “Nessun partito, nessun recinto, nessuna dimensione di centro, di destra o sinistra”, tiene a ribadire Landini che avverte: “Noi parliamo alle persone, poi decideranno le persone cosa fare. Non ci siamo messi d’accordo con nessuno, stiamo con coraggio affrontando il problema perché le persone sono divise tra loro e così sta vincendo la finanza, l’ingiustizia e sta perdendo la democrazia”. Un percorso che a tutta l’aria di proseguire con tante altre iniziative sui territori. Parole d’ordine, partecipazione e interessi generali così da rispondere “ai problemi che le persone oggi hanno e che sono quelli di non avere lavoro, non avere casa, il problema di non potersi curare e non poter studiare”.

Chi ha orecchie per intendere intenda. Che Landini abbia portato con se un po’ dello spirito di Santa Margherita ligure è probabile. Non è mancato il dibattito su tema di un sindacato diverso, Camusso permettendo. Giovani industriali o no, il rinnovamento del sindacato è una delle tante battaglie che il leader della Fiom porta avanti da tempo: “Oggi il sindacato non rappresenta più il lavoro – afferma lo stesso Landini – la nostra proposta è di un cambiamento radicale delle organizzazioni sindacali di cui ha bisogno anche la Cgil” ha annunciato. Altro tema essenziale per Landini è l’unificazione del lavoro dipendente da quello autonomo. “Unire il lavoro dipendente e il lavoro autonomo – ha spiegato – che oggi sono separati, non è facile ma è la cosa che dobbiamo fare”.

Dal mondo dei giovani imprenditori di Confindustria, ieri, al mondo del lavoro incontratosi al Centro Congressi Frentani, oggi. Nel mezzo, non solo due giorni di distanza, ma un oceano. Landini lo sa bene e spera che la nave, in questo caso, sia robusta e ben attrezzata.

Rosario Russo
6 giugno 2015

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