Anticorruzione: l’approvazione dell’emendamento del Pd crea squilibri politici

La discussione alla Camera per l’innalzamento della pena in caso di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, ha raggiunto una nuova maggioranza. Infatti è stato approvato l’emendamento del  Pd al decreto anticorruzione, già approvato dalle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia con i voti di Pd, Idv e Fli, che in tal modo introduce una pena  da 4 a 8 anni, mentre la legge attuale prevede una pena da 2 a 5 anni. La Lega ha preferito astenersi, mentre ha votato contrario il  Pdl.

La norma così approvata è più severa di quella proposta dal Governo che prevedeva la reclusione da 3 a 7 anni e inevitabilmente aprirà un nuovo scenario politico, delineando una nuova maggioranza, come ha fatto rilevare  il capogruppo Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa, che ha chiesto l’accantonamento dell’emendamento. Anche il guardasigilli  Paola Severino, ha suggerito l’accantonamento  precisando: “Se aumentiamo le pene per questo reato dobbiamo di conseguenza aumentare quelle più gravi per concussione  e a catena quelle inferiori”.

Paola Severino, però ha escluso di aver assistito alla nascita di una nuova maggioranza parlamentare, “così come non credo – ha detto –  si sia formata un altra maggioranza sul falso in bilancio”, provvedimento votato ieri insieme Pd, Idv e Terzo polo. Il guardasigilli ha concluso dicendo: Il Governo è disponibilissimo ad interventi migliorativi ma non a quelli che sconvolgono la linea che abbiamo individuato per una questione importante come la lotta alla corruzione”, aggiungendo: “l’emendamento approvato dalle Commissioni era adeguato perchè aumenta le pene per un reato gravissimo, é il massimo reato che rappresenta la corruzione”. La presentatrice     Donatella Ferranti (Pd), invece, ha sottolineato che si tratta di “un aumento leggero” e che la pena è “congrua”.

 

Sebastiano Di Mauro
18 maggio 2012

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