Il rischio astensionismo fa parlare i social nonostante il silenzio elettorale

Il rischio astensionismo fa parlare i social nonostante il silenzio elettorale

 elezioni - astensionismoSi sono aperte le danze elettorali per quasi 22 milioni di italiani. Gli elettori sono chiamati alle urne in sette Regioni (Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) e in circa mille Comuni, con i seggi aperti fino alle 23, tranne in Sicilia dove il voto si fermerà alle 22 di oggi per proseguire domani dalle 7 alle 15.

Si dovrà quindi attendere l’inizio delle operazioni di scrutinio per scoprire se il tanto temuto astensionismo ha avuto la meglio in queste elezioni che per molti dovrebbero segnare uno spartiacque per le sorti del Governo Renzi.

La paura che le sorti del voto fossero affidate al partito degli assenti ha fatto infrangere il silenzio elettorale. Non sono stati pochi, infatti, i politici che hanno affidato i propri messaggi al social network di turno a poche ore dal voto, condividendo foto, video e spot.

La giornata del silenzio si è rivelata la giornata da dedicare agli ultimi appelli, come quello del segretario della Lega, Matteo Salvini, che su Facebook invita ad andare a votare con queste parole: “Altri 4.243 clandestini in arrivo in Italia. Altri morti, altri scafisti soddisfatti, altri milioni per le cooperative. Chi non vota è complice dell’invasione in corso”.

Anche Vincenzo De Luca, candidato alla presidenza della Regione Campania e protagonista nella lista degli impresentabili in queste Regionali, ha affidato a Facebook un suo messaggio poco prima che scattasse la mezzanotte: “Abbiamo bisogno di una mobilitazione straordinaria. Non può essere sprecato nessun voto”, incitando gli elettori che volessero esprimere un voto di rabbia e protesta a scegliere lui, perché “se c’è qualcuno che può interpretare la rabbia dei cittadini contro la politica politicante sono io”.

Non è mancato l’appello di Alessandro Di Battista, deputato M5S, che parla agli elettori via Facebook postando in seguente messaggio: “Abbiamo girato l’Italia intera. Ce l’abbiamo messa tutta. Ci tagliamo gli stipendi e con questi soldi finanziamo imprese, creiamo posti di lavoro. Candidiamo soltanto incensurati. Ci occupiamo sempre dei diritti dei cittadini. Stiamo tra la gente, sempre senza scorta, le forze dell’ordine sanno bene che quando scende in piazza il popolo del M5S i ladri sono altrove!”.

L’elenco è lungo, dalla candidata del Pd in Veneto Alessandra Moretti, ai portabandiera del Movimento Cinque Stelle in Liguria e nelle Marche Alice Salvatore e Giovanni Maggi, al candidato della Lega in Veneto Luca Zaia, al candidato di mezzo centrodestra in Puglia Francesco Schittulli, medico, che come se nulla fosse condivide una sua foto mentre è al lavoro, accompagnandola con questo commento: “La giornata di oggi la dedico alle donne che hanno bisogno di me… Perché la salute delle persone viene prima di ogni altra cosa”.

Questi gli appelli pre elezioni, prima che si scateni l’inferno del post elezione, quando i vinti ed i vincitori si troveranno a fare i conti con i numeri e non solamente con le parole.

Paola Mattavelli
31 maggio 2015

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