Risiko-Italicum, al via la strategia per evitare l’ostruzionismo della minoranza

Risiko-Italicum, al via la strategia per evitare l’ostruzionismo della minoranza

 Italicum-minoranza demROMA — Oggi è iniziato l’ultimo esame dell’Italicum. L’appuntamento alla Camera dei Deputato era fissato per le 10:00, mentre il voto finale è previsto per settimana prossima.

Facendo slittare di una settimana le votazioni Renzi vuole raggiungere l’obiettivo di disattivare l’ostruzionismo di una parte della minoranza dem, una quindicina della «lista Lotti», decisa a non votare la riforma, nemmeno sotto la minaccia di ben quattro voti di fiducia. «Basta con i giochetti, portiamo a casa il risultato», ora è il momento della fiducia a tutti i costi. Anche se per ottenerla si debba bypassare aprile, rimandando lo scontro sulla legge elettorale a maggio, quando cioè scatta il contingentamento dei tempi. Cosa significa? Da un punto di vista teorico, se ad aprile per ciascun emendamento è data ad ogni deputato la possibilità di parlare per venti minuti, a maggio questo non avviene, quindi viene ridotta ai minimi termini la possibilità di fare ostruzionismo. La strategia pensata è di tenere impegnati per questa settimana i deputati con il ddl sui reati ambientali.

Oggi quindi inizia la discussione generale e lo scenario atteso per domani è che la Presidente della Camera Boldrini, al momento dei primi voti a scrutinio segreto sulle tre pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate da FI, annunci il rinvio tattico della discussione, anche perché approvare l’Italicum questa settimana sarebbe un inferno, con M5S e gli altri pronti all’ostruzionismo che costringerebbe comunque a rinviare tutto a maggio, «tanto vale deciderlo subito da soli e puntare al contingentamento dei tempi».

Una settimana utile per cercare di evitare quella grave frattura politica, sempre meno minaccia e sempre più certezza. Una mediazione diplomatica per evitare che vengano compiute scelte irreparabile, senza però modificare la legge elettorale, l’Italicum non si tocca.

Ma la tensione è alta e la battaglia in Parlamento sembra profilarsi come un duello all’ultimo sangue, una questione di vita o di morte per lo stesso Governo. Roberto Speranza conferma il suo addio all’incarico di capogruppo e definisce la fiducia all’Italicum come una vera e propria violenza al Parlamento italiano: «Io fino all’ultimo istante proverò a fare il possibile perché la fiducia non venga messa, creerebbe condizioni di vero logoramento al nostro interno», ritenendo un «errore politico madornale» da parte del Primo Ministro legare indissolubilmente il destino del proprio esecutivo a quello dell’Italicum.

Renzi però non aveva usato mezzi termini quando erano stati sostituiti i parlamentari della minoranza del Pd in Commissione Affari Costituzionali: «E’ tempo di decidere, dunque. Perché ci hanno insegnato che quando si vota all’interno di una comunità si rispettano le decisioni prese assieme. Chi grida oggi allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti in Commissione dovrebbe ricordare che questo è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici del rispetto della maggioranza: si chiama democrazia quella in cui si approvano le leggi volute dalla maggioranza, non quella in cui vincono i blocchi imposti dalle minoranze. Avanti, su tutto!».

I punti cardine dell’Italicum sono:
– No coalizioni. La lista (e non il partito) che arriva prima ottiene la maggioranza assoluta dei seggi (al primo o al secondo turno) e governa da sola;
– Capolista bloccato e preferenze. I partiti che ottengono i voti necessari nei cento collegi, eleggeranno automaticamente il loro capolista, bloccato e deciso quindi dal partito. Per il secondo eletto valgono le preferenze;
– Doppio turno. Se la lista più votata supera il 40% al primo turno, conquista 340 seggi, ovvero una maggioranza assoluta. Se la quota del 40% non viene raggiunta, si va al secondo turno tra i partiti più votati, chi vince conquista il ugualmente 340 seggi;
– Soglie di sbarramento. Unica soglia al 3% per tutti i partiti;
– Entrata in vigore. Per evitare un ritorno anticipato alle urne, l’Italicum entra in vigore il primo luglio 2016 e si verrà applicata solo alla Camera dei deputati perché il Senato dovrebbe essere riformato in senso non elettivo e depotenziato.

Paola Mattavelli
27 aprile 2015

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